Eventi - 02 settembre 2026, 16:34

Varazze Cult Fest – Sinestesie: venerdì 4 e sabato 5 settembre gli ultimi due appuntamenti tra meraviglia, natura e preistoria

Dopo le prime due serate, il Varazze Cult Fest torna venerdì 4 e sabato 5 settembre al Giardino delle Boschine. Dalla curiosità per gli oggetti, alla memoria del territorio, dai profumi del chinotto alla poesia del bosco: due serate di sinestesie in cui scoprire il gusto e il piacere della meraviglia annusando, assaggiando, ascoltando e danzando insieme

Sul filo dei sensi continua il Varazze Cult Fest con la rassegna Sinestesie, che attraverso la formula della multisensorialità costruisce ogni sera un percorso, collegando secondo una catena di associazioni e collegamenti (vere e proprie sinestesie) i diversi relatori e autori.

Un filo tracciato dalla curatrice del Festival Monica Brondi che in ogni serata ha introdotto ai temi, lanciato spunti e provocazioni sensoriali e intervistato i protagonisti.

Un filo logico che ha unito un filosofo dell'intelligenza artificiale e uno studioso della fotografia d'inizio Novecento; ha collegato i cantieri navali alla vita degli oceani, ha seguito le rotte di un velista e poi riannodato le fila del discorso attraverso la magia della musica e del jazz.

È quello che è accaduto nelle prime due serate di Sinestesìe – Varazze in tutti i sensi, il progetto del Varazze Cult Fest che ha scelto di attraversare la cultura senza percorrere strade già tracciate. Il festival Sinestesie è un’iniziativa del Comune di Varazze, fortemente voluta dall'Assessore alla Cultura Maria Angela Calcagno e dal Sindaco Luigi Pierfederici, ideato da Monica Brondi e l’organizzazione tecnica di Punto a capo comunicazione e di Mixando, con il supporto e il patrocinio della Marina di Varazze, della Fondazione De Mari e di altri partner.

Il primo appuntamento “Tuffarsi in un mare di luce” ha visto il tuffo come metafora: tuffo come salto nel buio o salto nel futuro con Riccardo Manzotti, filosofo della coscienza, dell'intelligenza artificiale e dei media. Tuffo come momento di ricordo di un gesto atletico di bellezza, libertà e divertimento attraverso le foto dei bagnanti di primo Novecento di Jan Neer, raccontate da Giorgio Ferraris. Tuffo in senso letterale, sportivo e artistico come esperienza del corpo attraverso il racconto e le immagini del nuoto sincronizzato attraverso il racconto di Patrizia Giallombardo, Commissaria Tecnica della Nazionale italiana, insieme alla sua atleta olimpionica Sofia Mastroianni.

La seconda serata ha seguito un altro fil-rouge, Navigare tra le onde del Jazz.

Alla Marina di Varazze, il mare è stato raccontato nelle sue molte anime: quella della memoria e del lavoro, quella dell'avventura e quella della ricerca. L’architetto Emanuela Baglietto ha ripercorso la storia dei Cantieri Baglietto, profondamente legata a quella della città, mentre Raffaella Daino ha portato lo sguardo sul presente dell'azienda Baglietto Spa sul design Made in Italy e sulla sua rotta verso il futuro. Con Alberto Riva il mare è diventato invece senso di avventura e senso della sfida attraverso traversate, tempeste e vittorie: velista e marinaio eclettico, vincitore dell'Atlantic Cup e ingegnere specializzato in nanotecnologie, ha condiviso un modo di vivere il mare in cui alle miglia e alle coordinate si affiancano emozioni, incontri e memorie. Dal silenzio del mare e dai suoni della barca in navigazione siamo passati ai segnali che i cetacei lanciano nelle profondità marine per comunicare tra loro, nel nostro Santuario dei Cetacei: li ha mostrati in video e raccontati la ricercatrice Anna Borroni, biologa marina della Fondazione CIMA, che ha seguito le loro tracce attraverso la telemetria satellitare.

E poi il racconto ha smesso di avere bisogno delle parole. Le campane di Varazze e il rumore del mare sono stati il tema su cui è stata eseguita un’improvvisazione jazz coordinata dal maestro Claudio Lugo e eseguita dalla Freestyle Factory: performance dedicata a Mauro Castellano, compositore e pianista allievo del grande Silvano Bussotti. Gran finale con intervista a Riccardo Zegna che ha diretto la sua straordinaria Rapalline Jazz Band con 15 elementi:

Stefano Mati: sax alto/soprano
Dario Caiaffa: sax alto
Tancredi Sferrazza: sax tenore
Raphael Belziti: sax tenore/clarinetto
Elisa Dalmasso: sax baritono
Matteo Mannino: tromba
Cesare Mecca: tromba
Lorenzo Fossati: tromba
Francesco Torchio: tromba
Lorenzo Bonora: trombone
Matteo Ferracuti: trombone
Giulia Napolitano: trombone
Giacomo Carrano: tuba
Alessio Pagliero: piano
Paolo Priolo: contrabbasso
Luigi Marras: batteria

Coordinamento a cura del Maestro Corrado Trabuio.

Due serate sono già trascorse.

Venerdì 4 settembre, al Giardino delle Boschine, ci sarà da “Riscoprire il profumo della meraviglia”: una serata dedicata alla curiosità, al collezionismo e a tutto ciò che rende un oggetto, un'imagine o una storia degni di essere conservati. Giano Del Bufalo, gallerista e collezionista, protagonista di Cash or Trash, sarà presente con una sua video-intervista dedicata al culto degli oggetti e al mondo del collezionismo e dei souvenir da viaggio. E ci sarà l’universo sorprendente di Dario Ghibaudo, artista, scultore e scrittore, ideatore del Museo di Storia Innaturale e dei Nasi d'artista.

Con Monica Brondi, storica dell'arte e della comunicazione e curatrice del festival, quel naso diventerà persino un punto d'incontro, in una performance collettiva dal titolo “Naso a naso, Nose to nose”.

Poi accadrà qualcosa di ancora più insolito: il profumo potrà essere assaggiato.

Il maestro profumiere Marco Abaton, presidente dell'associazione “Il Chinotto nella Rete”, guiderà il pubblico in un'esperienza olfattiva e gustativa costruita intorno alle fragranze edibili del Chinotto di Savona. Per una sera, il confine tra ciò che si annusa e ciò che si assapora sarà quasi impossibile da distinguere.

Sabato 5 settembre sarà l’ultima serata: “Respirare la natura e danzare la preistoria”, partirà dal paesaggio che Varazze porta sulle proprie spalle, cioè il Beigua, con i suoi boschi, la sua biodiversità e le tracce di un passato che precede di millenni la nostra memoria.

Federico Quaranta, autore, conduttore radiofonico e televisivo, molto amato e seguito per il programma RAI Il Provinciale, racconterà il tema del rapporto uomo natura territorio e il suo amore per gli antichi Liguri. Ilaria Caprioglio, con il racconto di Savona, della Riviera e dell'entroterra, allargherà lo sguardo sul territorio.

Poi sarà la volta della preistoria, con Fabio Negrino, docente di Archeologia Preistorica e Paletnologo dell'Università di Genova, per entrare nelle profondità temporali del Beigua e del Museo dell'Alpicella.

Ma il bosco non è soltanto ciò che vediamo.È anche ciò che respiriamo, ciò che ascoltiamo, ciò che rischiamo di perdere.

La poesia di Pietro Cadelli e Luigi Vallebona, autori de Il fragile canto del mondo, porterà sul palco la relazione fragile tra biodiversità, natura e cultura. Giuseppina Facco darà voce ai versi. E infine saranno i corpi a parlare, con “PulsAzioni”, la performance collettiva di MetamorfosiDanza, per una danza che affonda le proprie radici nella preistoria e prova a riportare alla luce, attraverso il movimento, qualcosa di primordiale.

È questa la scommessa di Sinestesìe: aprire tutti i sensi e ampliare la propria consapevolezza.

E quando il festival arriverà alla sua ultima serata, forse resterà proprio questo: la sensazione che le cose che credevamo di conoscere abbiano ancora qualcosa da raccontare.

Venerdì 4 e sabato 5 settembre, alle ore 21, il Giardino delle Boschine – Piazza S. Bartolomeo 3, sarà ancora una volta il luogo dell'incontro.

Ci sarà anche La Sibilla Varazzina per dispensare a ciascuno messaggi sibillini... in tema con le serate.

 Due ultime serate.
Due nuove porte da aprire.
E tutto il resto da scoprire con i sensi.

 

Sinestesìe – Varazze… in tutti i sensi!

Ingresso libero e gratuito.

 

 Le dichiarazioni dei promotori:

Luigi Pierfederici, Sindaco di Varazze

"Questo festival è un tassello fondamentale nell’offerta culturale e turistica di Varazze. Il successo dello scorso anno dimostra che la nostra città ha la stoffa per diventare sempre più “cult”, dinamica, accogliente e culturalmente viva. Con Sinestesie, Varazze si trasforma in un vero e proprio un punto d’incontro dove bellezza del territorio, storia, ambiente, musica e innovazione dei linguaggi riescono a dare vita a un viaggio sensoriale d’eccellenza. Invitiamo tutti i cittadini e i visitatori a lasciarsi sorprendere e a vivere insieme a noi la cultura, in tutti i sensi."

Maria Angela Calcagno, Assessore alla Cultura del Comune di Varazze

"Da sempre mi occupo di cultura, prima nel mondo della scuola, e oggi nel settore dell’amministrazione pubblica: e alla cultura ho dedicato tutto il mio impegno, anche nel promuovere la nascita di questo Festival a Varazze, che ha già dimostrato di saper coinvolgere il pubblico e valorizzare la nostra città. SINESTESIE rappresenta un'evoluzione importante: un festival innovativo, aperto, partecipativo, capace di parlare a pubblici diversi e di promuovere Varazze come luogo di cultura, creatività e qualità della vita. Ringrazio tutti i partner che hanno scelto di condividere questo percorso e che contribuiscono a renderlo possibile."

Monica Brondi, ideatrice e direttrice artistica del Varazze Cult Fest

“La parola sinestesìa significa letteralmente “percepire con più sensi contemporaneamente”. Oltre che un fenomeno neurologico o una figura retorica, la sinestesìa è anche un “sentire insieme”. È questa la formula che ho pensato potesse contraddistinguere il Varazze Cult Fest: diversi ospiti per serata, ciascuno con un proprio talento o una propria competenza legata al tema, un filo conduttore che, serata per serata, collega una trama di argomenti, di sensazioni uditive, olfattive, visive, da vivere insieme agli altri. L’immagine della rassegna, un mix di surrealismo e pop art, è rielaborata da vecchie cartoline della città di Varazze e richiama lo spirito di Sinestesie: curiosità, creatività, ironia e spunti di riflessione che rendono la cultura attrattiva e piena di sorprese. Insomma, non il consueto festival letterario ma un format che invita il pubblico a diventare protagonista dell'esperienza: in tutti i sensi."

Francesco Ansalone, CEO Marina di Varazze, Main Partner

"I porti sono da sempre un luogo di incontro tra persone, storie, culture e arti diverse: Sinestesie ne è il naturale linguaggio, capace di raccontare Varazze armonizzando immagini, musica e natura. Abbiamo scelto di essere main sponsor perché crediamo che la bellezza di Varazze si trovi anche e soprattutto nei luoghi di scambio e unione: le sue piazze, i suoi giardini e il nostro Marina."

Le dichiarazioni degli ospiti del Festival:

 "Ho sempre creduto che il profumo fosse molto più di una semplice fragranza: è un custode di storie, luoghi, emozioni e memoria. Per questo ho accolto con entusiasmo l'invito a partecipare a Sinestesie. Il tema della Wunderkammer mi affascina perché celebra la meraviglia, la curiosità e il desiderio di scoperta, gli stessi valori che da sempre guidano il mio lavoro. Ogni profumo racchiude un universo di racconti e suggestioni, trasformando materie prime preziose in un'esperienza multisensoriale capace di emozionare e lasciare un segno. Credo che oggi, più che mai, sia importante riscoprire lo stupore e imparare ad ascoltare ciò che un profumo può raccontare."  Marco Abaton, maestro profumiere

«Nell'epoca in cui le macchine sanno tutto, dobbiamo comprendere la differenza tra conoscenza ed esperienza, tra valore e linguaggio, tra potenza e ragione. Sinestesie è un festival che affronta l'unicità dell'essere umano tra esistenza, arte e scienza. Come mancare?»  Riccardo Manzotti, filosofo e ingegnere

“Sostenere Sinestesie assume per noi un significato speciale: proprio a Varazze, ottant’anni fa, ha avuto inizio la storia di Vernazza Autogru. Aderire a questo festival significa rinnovare il legame con le nostre radici e contribuire alla valorizzazione culturale del territorio che ci ha visto nascere e crescere.”  Enri Brahimaj, Marketing & Communication Manager Vernazza Autogru

"Ho accolto con grande piacere l'invito a partecipare al Cult Fest Sinestesie, il festival culturale che si svolge a Varazze, luogo profondamente legato alla storia di Baglietto. È qui, infatti, che il cantiere è nato e ha costruito una parte fondamentale del proprio percorso, dando vita ad una tradizione di eccellenza che dura da 172 anni. Una storia che ha contribuito a scrivere alcune delle pagine più significative della nautica internazionale e che ancora oggi rappresenta un'espressione autentica dell'arte del saper fare e della capacità di innovare che rendono l'Italia, in particolare l'industria nautica italiana, un punto di riferimento nel mondo."  Raffaella Daino, Head of Communication & Marketing Baglietto spa

"Ho detto subito sì a Sinestesie perché navigare è di per sé un'esperienza sinestetica: in oceano la barca la ascolti, la senti sulla pelle, la leggi negli strumenti. E somiglia molto al jazz: c'è uno spartito, la rotta, la meteo ma poi si improvvisa. Raccontarlo a Varazze, in un festival che mescola sensi e linguaggi, mi sembra il posto giusto."          Alberto Riva, velista e marinaio eclettico

“Studiare i cetacei significa imparare a osservare ciò che spesso rimane invisibile sotto la superficie del mare. Attraverso droni, tag, idrofoni e altre tecnologie possiamo conoscere meglio i loro spostamenti, il comportamento e le minacce a cui sono esposti, trasformando la ricerca scientifica in strumenti concreti per la loro tutela. Partecipare a Sinestesie è un’occasione preziosa per condividere questo viaggio con il pubblico e raccontare quanto il mare sia ancora ricco di storie da scoprire.” Anna Borroni, biologa marina Fondazione Cima

“Partecipo volentieri al Festival Sinestesie con il desiderio di valorizzare la memoria storica dei Cantieri Baglietto e il loro profondo legame con il territorio, condividendo una storia fatta di cultura, ingegno e passione per il mare, capace ancora oggi di suscitare emozioni e connessioni con il pubblico.”  Emanuela Baglietto, architetto e storica della famiglia Baglietto

«La natura non è mai soltanto uno sfondo: è la prima voce della nostra storia. Il Beigua e i suoi antichi sentieri ci ricordano che siamo figli del paesaggio che abitiamo. Sarà un piacere essere a Varazze per condividere una riflessione su questo legame profondo, perché conoscere un territorio significa, prima di tutto, imparare ad ascoltarlo.»         Federico Quaranta, giornalista, autore, conduttore televisivo e radiofonico

“Il turismo sostenibile, secondo l'Organizzazione Mondiale del Turismo, può essere definito come quella forma di turismo che soddisfa i bisogni dei viaggiatori e delle regioni ospitanti e allo stesso tempo protegge e migliora le opportunità per il futuro. La bussola per orientarsi verso una nuova forma di offerta turistica è rappresentata dall'Agenda 2030 capace di trasformare il turista in un "cittadino temporaneo" coinvolto nel processo di sviluppo sostenibile dell'intera comunità che lo accoglie.”  Ilaria Caprioglio, già Avvocato e Sindaco di Savona, esperta di temi della sostenibilità

"La preistoria non è un mondo lontano: è un'esperienza che si può ancora immaginare, osservare e quasi toccare con mano. Il Beigua conserva tracce preziose di questa memoria, e il Museo dell'Alpicella rappresenta una porta privilegiata per scoprirla."  Fabio Negrino, archeologo e docente di Preistoria e Protostoria all’Università di Genova

“Il fragile canto del mondo è una raccolta di poesie scritta a quattro mani, insieme a Pietro Cadelli. Con essa cerchiamo di fare eco a un mondo che abbiamo visto disidratarsi sotto i nostri occhi e di cui ci sentiamo testimoni. La nostra vita, infatti, si è svolta in buona parte offline. Abbiamo ancora conosciuto le infinite varietà degli alberi, i cerchi delle carbonaie nel bosco, i martinetti delle ferriere. Oggi il nostro sguardo si sofferma sulla natura offesa, sulla perdita di contatto col mondo provocata dalla modernità tecnologica, sull’omologazione delle culture nell’universo globalizzato e dematerializzato. Un esile filo di speranza ci sostiene.”  Luigi Vallebona

"La poesia serve a svelare che, oltre — o al di sotto — del linguaggio quotidiano, esiste un altro linguaggio, sepolto sotto la superficie consunta delle parole che usiamo per comunicare, contrattare, informare. In quel linguaggio altro le parole non sono strumenti di scambio, non circolano come merci tra chi le possiede e chi le riceve, ma sono piuttosto gesti di radicamento e di apertura: affondano, prima ancora di dischiudersi. Poiché solo chi ha radici può dischiudersi — solo chi si è lasciato attraversare da una terra, da una lingua che lo precede e lo eccede, può davvero aprirsi a ciò che non possiede ancora — solo chi ha radici distilla, lentamente, con la pazienza di chi non ha fretta di produrre senso, e solo chi ha radici sogna, perché il sogno stesso è una forma di radicamento nel tempo che non si lascia catturare dall'istante. Per questo la poesia non vale quasi più la pena, ora che le parole sono divenute merce — oggetti che si scambiano per il loro valore, non per la loro verità — o informazione, che è a sua volta, ormai, soltanto un'altra forma di merce: un flusso che si consuma nell'atto stesso di essere trasmesso, senza lasciare radice, senza lasciare dimora."  Pietro Cadelli

«Ci sono luoghi in cui la cultura non si limita a raccontare, ma sa emozionare. Il Varazze Cult Fest è uno di questi: un incontro di linguaggi, sensibilità e persone che scelgono di condividere bellezza. Perché la meraviglia nasce quando ci concediamo il tempo di ascoltare, osservare e riscoprire il profondo legame che ci unisce alla natura, all’arte e agli altri.»  Giuseppina Facco, attrice

Comunicato Stampa