Non soltanto il mare, ma tutto ciò che gli sta intorno. Non una semplice vacanza da consumare, ma un’esperienza da vivere. È questa l’idea alla base di "VariEquilibri tra Terra e Anima", il festival internazionale in programma a Varigotti dall’11 al 13 settembre, con un appuntamento già fissato dal 7 settembre con il corso di Land Art.
Un progetto che prova a proporre una diversa idea di turismo, più attenta ai luoghi e meno invasiva, quasi un turismo che "accarezza" il borgo marinaro, ne segue i ritmi, ne ascolta il paesaggio e invita chi arriva a scoprirlo attraverso esperienze concrete.
È proprio il concetto di esperienza a caratterizzare la manifestazione. Per tre giorni piazze, spiagge, molo, colline e Centro Civico diventeranno spazi nei quali arte, natura, musica e discipline dedicate al benessere si intrecceranno, con l'obiettivo dichiarato di andare oltre la tradizionale fruizione balneare. La scelta di settembre non è casuale: un periodo generalmente meno affollato viene indicato dagli organizzatori come il momento ideale per proporre un turismo di qualità, interessato non soltanto al mare ma anche all’entroterra e alle peculiarità ambientali e paesaggistiche del territorio.
È una prospettiva condivisa dall'amministrazione comunale, col sindaco Angelo Berlangieri che ha sottolineato nella conferenza di presentazione come l'iniziativa rappresenti "una visione diversa della fruizione turistica del territorio", con un'iniziativa nella quale l'Amministrazione "ha creduto fin da subito, perché dimostra come si possa andare oltre la classica fruizione turistica balneare. Varigotti e il suo straordinario entroterra - ha sottolineato il primo cittadino - diventano il palcoscenico ideale per coniugare l'arte, la natura, il benessere spirituale e la grande musica. Progetti di respiro internazionale come questo, arricchiti da workshop, percorsi culturali e attività all'aperto, valorizzano l'identità autentica della nostra Riviera e attraggono un turismo consapevole e rispettoso dell'ambiente".
Il festival nasce dall'iniziativa dell'Associazione Varigotti Insieme, in collaborazione con il Museo Diffuso del Finale e il Parco del Promontorio di Varigotti, e prende spunto anche da un'esperienza già vissuta in paese. Il presidente dell'associazione, Pietro Cassina, ricorda le attività di stone balancing che nel 2014 avevano coinvolto pubblico e visitatori: da quel ricordo è maturata l'idea di costruire un appuntamento più ampio e strutturato.
"Volevamo un evento di impatto, capace di differenziarsi dal classico format delle manifestazioni estive - ha spiegato Cassina - Ho pensato a quello che in passato aveva già emozionato la nostra comunità e i visitatori: le attività di stone balancing sulle nostre spiagge, che nel 2014 avevano avuto un successo straordinario. A partire da quel ricordo, insieme ai nostri volontari, ci siamo messi al lavoro per costruire un vero e proprio Festival".
La parola chiave è dunque equilibrio, declinata in modi diversi. Da una parte c'è il rapporto fisico con il paesaggio, attraverso Land Art e stone balancing; dall'altra quello interiore, affidato a yoga, tai chi e bagno sonoro; sullo sfondo, la conoscenza del territorio attraverso incontri, conferenze e musica.
Ed è forse nello stone balancing che questa filosofia trova la sua immagine più efficace. Le pietre vengono raccolte sulla spiaggia, osservate, toccate e messe in equilibrio senza forzarle. "Se lo si spinge e lo si forza, cade; se lo si ascolta, rimane in equilibrio", spiega Nicola Sette, curatore del programma di stone balancing. Una pratica che, nella sua lettura, insegna a rallentare e ad avere pazienza. E che diventa una metafora della stessa manifestazione: la terra è la concretezza della pietra, mentre l'anima è quello spazio invisibile che permette all'insieme di stare in equilibrio. C'è poi la Land Art curata da Sette, col festival che così amplia il rapporto con Varigotti dalla spiaggia all'entroterra, sulle colline delle Manie, attraverso il corso condotto da Marilena Calbini e Vincenzo Antonuccio. I partecipanti saranno chiamati a lavorare con materiali naturali e a realizzare strutture effimere in dialogo con il paesaggio, vivendo in prima persona il territorio invece di limitarsi a osservarlo.
Anche il benessere è pensato come esperienza immersiva. Le sessioni di yoga e tai chi si svolgeranno sulla spiaggia, mentre il bagno sonoro porterà i partecipanti a rallentare e a staccarsi dal ritmo quotidiano. "Lo yoga che portiamo a VariEquilibri è aperto a tutti. Non è performance, è ascolto", spiega Paola Barla, che cura anche le attività dedicate ai bambini. La proposta, nelle parole degli organizzatori, è quella di ritrovare un rapporto più diretto con il corpo e con l'ambiente, attraverso il respiro, il movimento e l'ascolto.
C'è poi la volontà di raccontare un Varigotti meno immediato, quello del mare vissuto come ecosistema e dell'entroterra segnato da sentieri, uliveti, limoneti, vigne e antichi terrazzamenti. Il biologo marino e ricercatore ISPRA Andrea Molinari parlerà del mare davanti alla spiaggia, mentre Donatella Murtas sarà protagonista di un incontro dedicato alla cultura dei terrazzamenti. Il Parco del Promontorio verrà inoltre presentato attraverso gli interventi di Giovanni Murialdo e Carlo Lovisolo.
Anche la musica è stata pensata per non spezzare il filo conduttore dell'evento. La Swing Band della Filarmonica di San Fruttuoso, che festeggia il quarantennale, animerà la serata di venerdì, mentre sabato sarà il momento della musica indiana con il maestro di sitar Ashanka Sen. Domenica, infine, il festival si chiuderà sul molo con una performance sul mare dell'artista James Craig Page, fondatore dell'European Land Art Festival.
Il risultato è una proposta turistica che prova a cambiare prospettiva: non attirare semplicemente visitatori, ma metterli nelle condizioni di entrare in relazione con Varigotti. Camminare, ascoltare, osservare, toccare le pietre, respirare sulla spiaggia, conoscere il mare e i terrazzamenti, assistere a un concerto. Una fruizione più lenta e partecipata, nella quale il borgo non è soltanto lo sfondo di una vacanza, ma diventa parte integrante dell'esperienza.
È questa, in fondo, la scommessa di "VariEquilibri": far vivere Varigotti senza consumarlo, valorizzandone il carattere e aprendolo a un turismo che sappia fermarsi, guardare e lasciarsi guidare dal luogo.