"Ieri abbiamo assistito alla serata organizzata dalla giunta Dotta per raccontare il bilancio amministrativo di questi anni da sindaco. Se, da un lato, siamo molto contenti per il ribadito no all’inceneritore, questa volta (e finalmente) in modo pubblico, davanti a una platea convenuta in presenza, dall’altro dobbiamo rimarcare che lo stesso racconto della maggioranza descriva un’amministrazione del tutto inadeguata: il racconto del sindaco è stato un elenco piuttosto noioso di lavori pubblici (la maggior parte descritti per i loro progetti esecutivi, ma ancora non realizzati perché in attesa dei soldi che ancora non ci sono e che non si sa quando arriveranno). Su alcuni lavori pubblici ha poi lamentato impedimenti burocratici che non hanno permesso la partenza di questi lavori. In ogni caso, dicendo sempre che, per quanto non ancora portato a compimento, la colpa si dovesse scaricare sempre su qualcun altro". Così commenta il gruppo di minoranza Cengio Cambia.
"A fronte di questo elenco, a suo dire basato sulle promesse fatte in campagna elettorale, moltissimi dei presenti hanno notato come nel resoconto del sindaco emergano, con un’evidenza sconvolgente, grandi assenze. Nessun intervento è stato fatto né rivendicato per il rilancio del commercio, che pure aveva garantito in campagna elettorale. Intanto, però, in paese attività commerciali, banche, negozi e servizi chiudono e la giunta, invece di mettere in atto azioni che anche altri comuni hanno approntato, si nasconde dietro il fatto che le chiusure siano scelte imprenditoriali private".
"Nessun intervento è stato rivendicato per assicurare uno sviluppo del paese, salvo un piccolo battibecco con un cittadino presente su industria sì o no, di cui il sindaco sa citare solo in riferimento alle aree ACNA, senza mai provare a proporre una visione innovativa e risolutiva delle questioni. Ancora una volta è stata citata la famosa cordata di imprenditori che, a dire del sindaco, sarebbe ormai da un decennio e più pronta per aprire mirabolanti imprese nelle aree Acna, dovendo poi però ammettere, come noi diciamo da tempo, subendo per questo i suoi strali, che le aree presentano criticità che le rendono, al momento, non certo pronte per essere fruite in questo senso. Peccato che su questa reindustrializzazione abbia basato due campagne elettorali, con promesse che si sono rivelate infondate", aggiungono dalla minoranza.
"Nessun intervento è stato fatto né rivendicato per affrontare i problemi strutturali dell’ambito sociale, su cui pure, in diversi consigli comunali, il sindaco stesso ha lamentato una sofferenza che viene gestita con interventi puntuali ma, appunto, mai strutturali. Come si può pensare di ridare vita a un paese, che il sindaco stesso definisce “paese morto”, senza affrontare i problemi sociali? Sembra che al sindaco questo non interessi".
"La serata si è conclusa con poche proposte davvero utili al rilancio del paese, nessuna innovazione, nessuna speranza e con un siparietto sul fatto che sindaco e vicesindaco non abbiano mai litigato… cosa che ai cittadini di Cengio, francamente, interessa poco, mentre avrebbero voluto sentire parole di sviluppo, di crescita e di futuro", conclude l’opposizione.