Quella della Sampdoria, però, è abbastanza severa da imporre già qualche riflessione. I blucerchiati hanno raccolto un solo punto nelle prime tre partite di Serie B, frutto del pareggio sul campo del Cesena e delle successive sconfitte contro Juve Stabia e Palermo. La squadra affidata in estate a Bernardo Corradi si trova quindi ancora alla ricerca della prima vittoria, con tre gol realizzati e sei subiti.
Numeri poco soddisfacenti, soprattutto per una società che vuole vivere una stagione più tranquilla rispetto alle recenti difficoltà. Sarebbe però riduttivo leggere l'avvio soltanto attraverso la classifica. Qualche elemento interessante è già emerso: la Samp ha dimostrato di sapere reagire ai momenti negativi, ha trovato indicazioni incoraggianti da alcuni dei nuovi arrivati e sta iniziando a mostrare una maggiore varietà offensiva. Allo stesso tempo restano evidenti problemi di solidità, attenzione e continuità che Corradi dovrà risolvere rapidamente.
Il pareggio di Cesena e una prima risposta caratteriale
L'esordio al Manuzzi aveva lasciato una sensazione tutto sommato positiva. Il Cesena era passato avanti con Cristian Shpendi nel primo tempo, ma la Sampdoria aveva continuato a cercare il pareggio fino a trovarlo nel finale con Liam Henderson. Corradi aveva iniziato la stagione con un 4-3-3, schierando tra gli altri Sinani, Lauritsen e Depaoli nel tridente offensivo.
La partita aveva soprattutto mostrato una squadra capace di rimanere mentalmente dentro la gara. Anche l'espulsione del cesenate David a inizio ripresa aveva naturalmente modificato gli equilibri, ma riuscire a recuperare una trasferta complicata rappresentava comunque un punto di partenza accettabile.
Il problema è che quella capacità di reazione non si è ancora trasformata nella capacità di controllare le partite. Ed è probabilmente questa una delle differenze principali tra una squadra che può stabilizzarsi nelle zone nobili della Serie B e una formazione destinata a vivere continuamente incontri sul filo dell'equilibrio.
Contro la Juve Stabia il primo vero campanello d'allarme
La seconda giornata ha mostrato con maggiore chiarezza alcune delle fragilità blucerchiate. A Marassi la Sampdoria era riuscita a sbloccare la partita grazie a Gennaro Tutino, in gol nel recupero del primo tempo, ma nella ripresa la Juve Stabia ha ribaltato il risultato con Bellich e Di Nardo. La gara è terminata 2-1 per i campani.
Corradi ha individuato subito uno dei problemi principali: i due gol sono arrivati da situazioni originate da calcio d'angolo e rimessa laterale. L'allenatore ha sottolineato come la Samp avesse avuto anche occasioni per aumentare il vantaggio prima della rimonta avversaria, senza riuscire a concretizzarle.
Dentro questa partita si ritrovano probabilmente entrambe le facce dell'attuale Sampdoria. Da una parte c'è una squadra capace di produrre fasi di buon calcio e di trovare soluzioni offensive; dall'altra c'è ancora una formazione vulnerabile nei momenti decisivi. In Serie B le palle inattive, i duelli fisici e le seconde palle hanno un peso enorme. Concedere troppo in queste situazioni significa complicarsi partite che sembravano indirizzate.
A preoccupare Corradi si è aggiunta anche la situazione degli indisponibili. Già dopo la gara contro la Juve Stabia il tecnico aveva parlato apertamente di una condizione di emergenza, sottolineando contemporaneamente le buone indicazioni ricevute da Makoumbou e Verschaeren e il progressivo recupero della condizione di Lorenzo Insigne.
Palermo ha mostrato quanto manca ancora per competere con le migliori
Il 3-1 subito al Barbera ha rappresentato il test più complicato di questo primo segmento di stagione. Il Palermo di Filippo Inzaghi è partito con tre vittorie consecutive ed è già apparso come una delle squadre maggiormente attrezzate per la promozione. Contro un avversario di questo livello, le fragilità della Sampdoria sono diventate molto più evidenti.
Strefezza ha portato avanti i rosanero dopo appena nove minuti e Pohjanpalo ha raddoppiato al 33'. In entrambe le occasioni la Samp ha pagato errori evitabili. Sul primo gol è arrivata una perdita di pallone a centrocampo seguita da una copertura difensiva non impeccabile; sul secondo, una gestione confusa di una rimessa laterale ha consegnato al centravanti finlandese una situazione estremamente favorevole.
Ancora una volta, tuttavia, la squadra di Corradi ha avuto una reazione. Nella ripresa Tutino ha trovato lo spazio per servire Verschaeren, la cui conclusione respinta da Perin ha permesso a Lorenzo Insigne di segnare il suo primo gol con la maglia blucerchiata. Per qualche minuto la partita si è riaperta, prima che Palumbo firmasse il definitivo 3-1 nel recupero.
La sconfitta resta pesante, ma la capacità di non uscire completamente dalla partita sul 2-0 è uno degli elementi sui quali Corradi può costruire.
Insigne, Tutino e Verschaeren: davanti iniziano a vedersi alternative
Se esiste un settore dal quale arrivano indicazioni incoraggianti è quello offensivo. Tutino ha già trovato il gol contro la Juve Stabia e a Palermo ha partecipato all'azione della rete di Insigne. Il numero 10 rappresenta un riferimento importante non soltanto per la finalizzazione, ma anche per la capacità di collegare il reparto avanzato.
Lorenzo Insigne costituisce naturalmente il nome di maggiore richiamo del mercato estivo blucerchiato. L'ex Napoli è stato il primo colpo della nuova Samp di Corradi e ha firmato un contratto annuale. La sua condizione fisica è stata gestita gradualmente e il gol di Palermo potrebbe rappresentare un primo passaggio importante verso un ruolo sempre più centrale.
Interessanti anche le indicazioni di Yari Verschaeren. Corradi lo aveva già citato positivamente dopo la Juve Stabia e al Barbera lo ha schierato dal primo minuto nel 4-2-3-1 insieme a Insigne alle spalle di Tutino.
Questa soluzione offre alla Samp una quantità di qualità tecnica superiore tra le linee. Allo stesso tempo richiede equilibrio: inserire contemporaneamente diversi giocatori offensivi significa avere bisogno di grande disciplina da parte dei centrocampisti e degli esterni difensivi.
La flessibilità tattica è un punto a favore di Corradi
Un'altra indicazione interessante riguarda proprio il sistema di gioco. Corradi aveva cominciato le prime partite affidandosi prevalentemente al 4-3-3, ma contro il Palermo è passato per la prima volta dall'inizio al 4-2-3-1.
La volontà sembra essere quella di non costruire una Sampdoria prigioniera di un unico modulo. Il tecnico, arrivato dopo una lunga esperienza nelle nazionali giovanili italiane, possiede un background particolarmente orientato allo sviluppo dei calciatori e alla costruzione di principi di gioco.
In un campionato lungo e tatticamente variabile come la Serie B può diventare un vantaggio. La priorità, però, dovrà essere trovare una struttura di base sufficientemente riconoscibile. Cambiare sistema funziona quando i principi restano gli stessi; diventa invece pericoloso quando una squadra ancora in costruzione perde riferimenti e distanze.
La difesa è il reparto sul quale intervenire più rapidamente
Se i tre gol segnati dimostrano che qualcosa davanti si sta muovendo, i sei subiti raccontano il problema principale. Non è soltanto una questione numerica. La Sampdoria sta concedendo reti in circostanze nelle quali sarebbe possibile difendere meglio.
Contro la Juve Stabia sono state decisive due situazioni da fermo. A Palermo sono arrivati errori di lettura, marcatura e gestione del pallone. La squadra dovrà migliorare soprattutto nell'attenzione dentro l'area e nella protezione delle zone immediatamente successive alla perdita del possesso.
Anche il portiere e l'intera linea difensiva hanno bisogno di acquisire maggiore sicurezza reciproca. La Serie B raramente concede tempo per correggere gli errori durante una partita: spesso un episodio decide novanta minuti e recuperare diventa complicato.
La quantità di indisponibili ha certamente inciso. A Palermo, secondo la Gazzetta dello Sport, Corradi disponeva di appena sette giocatori di movimento in panchina, quattro dei quali provenienti dalla Primavera. È un'attenuante significativa, ma non può diventare una spiegazione permanente.
Serve trasformare le buone fasi in risultati
La fotografia delle prime tre giornate è quindi meno semplice di quanto dica quel singolo punto in classifica. La Sampdoria non è apparsa una squadra completamente priva di idee. Ha segnato in tutte le partite, ha recuperato lo svantaggio a Cesena, è passata avanti contro la Juve Stabia e ha provato a riaprire una gara apparentemente compromessa sul campo del Palermo.
Sono segnali utili. Ciò che manca è la continuità necessaria per trasformarli in punti. Gli errori difensivi sono stati troppo costosi, alcune occasioni offensive non sono state sfruttate e l'emergenza fisica ha ridotto notevolmente le possibilità di scelta dell'allenatore.
Dopo tre giornate non avrebbe senso parlare di verdetti. Un punto, tuttavia, obbliga la Sampdoria ad accelerare il processo di crescita. Corradi deve costruire maggiore solidità senza rinunciare alla qualità che giocatori come Insigne, Tutino e Verschaeren possono garantire davanti. La base tecnica sembra esserci, così come una certa capacità di reazione. Ora occorre aggiungere ciò che in Serie B conta forse più di tutto: attenzione, concretezza e capacità di gestire i momenti della partita.
Se questi elementi arriveranno, l'inizio complicato potrà rapidamente trasformarsi soltanto in un ricordo e, magari, la Sampdoria potrà effettivamente cercare di lottare per la promozione in Serie A, come le quote e i pronostici dei portali autorizzati di calcio scommesse avevano ipotizzato. Se invece continueranno a ripetersi gli stessi errori, il rischio è che una partenza apparentemente interlocutoria inizi presto a pesare molto più del previsto.
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