Attualità - 10 settembre 2026, 17:07

"Nell’era dell’IA custodiamo la nostra umanità". Il messaggio del vescovo Marino per l’inizio dell’anno scolastico agli studenti savonesi

L’appello a educare i giovani a un uso responsabile della tecnologia, nel segno della dignità, del dialogo e del bene comune: "La formazione delle coscienze deve prevalere sulle risposte semplici"

Un invito a non lasciarsi travolgere dalla velocità delle trasformazioni tecnologiche e a fare della scuola un luogo di formazione, pensiero critico e crescita umana. È questo il filo conduttore del messaggio con cui il vescovo di Savona-Noli, monsignor Calogero Marino, si rivolge a studenti, famiglie e personale scolastico in occasione dell’inizio dell’anno 2026-2027. Di fronte alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e da una società segnata da conflitti e contraddizioni, il vescovo richiama il ruolo dell’educazione nel mettere al centro la dignità della persona, le relazioni autentiche, la responsabilità e il bene comune.

"Mi sento molto vicino a voi all'inizio di questo nuovo anno scolastico - scrive - È una vicinanza che esprime affetto e stima, non senza qualche preoccupazione per le numerose difficoltà nelle quali sono immerse la società e la scuola in questi nostri tempi, cosi complessi e contraddittori, ma altrettanto stimolanti per il mondo dell'educazione e della cultura".

"Si presentano ogni giorno, infatti, situazioni rischiose da comprendere e da vivere, che interpellano la coscienza del singolo e mettono alla prova le sue risposte - aggiunge monsignor Marino - in questi momenti la formazione integrale della persona e il suo equilibrio devono prevalere per non lasciare ogni reazione al caso e all'istinto. È questo uno dei compiti principali della scuola e di tutti coloro che vi lavorano, in modo particolare gli insegnanti: educare alla formazione delle coscienze attraverso la passione per lo studio e per la ricerca, perché nulla sia più uguale a prima in chi si è abbeverato alla conoscenza".

"Sappiamo per esperienza che, se non siamo più che vigili, rischiamo di abbandonarci a risposte semplici di fronte a problemi complessi e cediamo facilmente all'illusione di affidarci a soluzioni pronte e a buon mercato, che non richiedono troppi sforzi e che accettano, invece, ricette preconfezionate", scrive ancora.

Poi il vescovo cita l'enciclica "Magnifica humanitas": "Nel tempo dell'intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani, custodendo con amore quella magnifica umanità che ci è stata donata e mostrata nella sua pienezza in Cristo e che nessuna macchina potrà mai sostituire nel suo splendore. Il vero progresso nasce sempre da un cuore aperto all'altro, da un'intelligenza disponibile all'ascolto, da una volontà che cerca ciò che unisce più che ciò che separa".

"Papa Leone XIV, proprio in questa splendida enciclica, propone alcuni suggerimenti per evitare tali rischi, sottolineando il ruolo decisivo ed ineludibile dell'educazione, della famiglia e della scuola, chiamate ad accompagnare i giovani ad impossessarsi del metodo critico e a sperimentare la responsabilità condivisa delle scelte, soprattutto nel campo delle tecnologie", afferma ancora monsignor Marino.

"Custodire la nostra più profonda umanità, anche in tempi di vertiginosa trasformazione digitale, significa porre le condizioni che rendono possibile una vita capace di verità, di relazioni autentiche, di lavoro dignitoso e di libertà reale - spiega - L'alternativa non è tra accettare o rifiutare la tecnologia, ma tra un uso che disgrega ed uno che custodisce il senso e il valore della vita. Compito della scuola è, dunque, insegnare a porre al centro la dignità dell'essere umano, assunta come criterio fondamentale per orientare il progresso tecnico e valutarne le ricadute sociali, culturali e morali".

"Di fronte ai rischi di una cultura segnata dalla potenza, dal dominio e dalla guerra, noi vogliamo convintamente contrapporre l'orizzonte di una civiltà dell'amore fondata sulla giustizia e sul dialogo, perché la grandezza della persona non è misurata dalla potenza degli strumenti che produce ma dalla capacità di custodire la dignità, la libertà e il bene comune", prosegue ancora il vescovo Marino.

"Con tali convinzioni, che mi auguro siano il più possibile condivise, non sarà mai troppo tardi o inutile, anche tra i banchi di scuola in questo anno scolastico, fermarsi a riflettere davanti al Creato, alla grandezza dell'intelligenza, ai risultati strabilianti delle scoperte scientifiche, alla profondità del pensiero umano, ai risultati della ricerca e agli sforzi compiuti per far progredire il mondo, allo sviluppo della storia e alla sue contraddizioni e concedersi qualche tempo lungo di pausa dalla frenesia delle attività quotidiane per gustare la grande armonia di cui siamo parte", scrive infine.

"Sarà un modo per assumerci la responsabilità vicendevole della nostra crescita e della salvaguardia dell'ambiente, riconciliandoci così con la natura, con la nostra umanità e con il suo Creatore - conclude monsignor Marino - Buon anno scolastico!"

Redazione