Attualità - 10 settembre 2026, 11:32

Scuola, torna il problema del caldo. ANIEF Liguria: "Con 20 milioni appena un ventilatore per classe"

"Servono investimenti strutturali, non una corsa a chi presenta prima la domanda"

Con l'avvio dell'anno scolastico torna anche il problema delle temperature elevate negli edifici scolastici, una criticità che coinvolge studenti, docenti, personale ATA e dirigenti scolastici e che non può più essere considerata un semplice disagio stagionale.

Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha previsto 20 milioni di euro per migliorare il comfort microclimatico delle aule scolastiche, attraverso un apposito avviso, con presentazione delle domande dal 7 all'11 settembre.

Una misura che rappresenta certamente un segnale di attenzione verso un problema ormai evidente, ma che, rapportata alle dimensioni del sistema scolastico nazionale, appare ancora largamente insufficiente.

Considerando, come ordine di grandezza, circa 8.000 istituzioni scolastiche e circa 360.000 aule, i 20 milioni di euro corrispondono a poco più di 2.500 euro per istituzione scolastica e a circa 55 euro per aula.

"A questo punto la soluzione sembra semplice – commenta Maria Guarino, presidente regionale ANIEF Liguria –: i dirigenti scolastici possono acquistare giusto un ventilatore per ogni classe! Naturalmente è una battuta. Ma il problema che c'è dietro non lo è affatto". 

C'è però un ulteriore elemento che merita attenzione: l'assegnazione delle risorse avverrà infatti con procedura a sportello, fino all'esaurimento dei 20 milioni disponibili. La graduatoria sarà definita sulla base dell'ordine cronologico di ricezione delle candidature, considerando la data e l'ora di acquisizione della domanda sulla piattaforma ministeriale.

"In sostanza – osserva Guarino – ci troviamo davanti a risorse limitate e a una procedura nella quale il fattore tempo diventa determinante. Le scuole che riescono a presentare prima la candidatura possono avere maggiori possibilità di accedere alle risorse, mentre il problema del caldo riguarda l'intero sistema scolastico e non soltanto chi riesce ad arrivare per primo".

Per ANIEF Liguria, questo modello rischia di trasformare una necessità legata alla salute, alla sicurezza e alla qualità degli ambienti di apprendimento in una sorta di corsa contro il tempo. Le condizioni degli edifici scolastici, infatti, non dipendono dalla tempestività con cui una scuola riesce a caricare una domanda su una piattaforma.

"Non è una gara a chi clicca prima – continua la presidente regionale ANIEF Liguria –. Se una scuola ha aule esposte al sole, scarsa ventilazione e temperature elevate, quella necessità esiste indipendentemente dal minuto in cui viene trasmessa la candidatura".

Il punto, infatti, non è mettere in discussione l'utilità delle risorse stanziate, ma evidenziare la sproporzione tra le risorse disponibili e la dimensione reale del problema.

Le scuole italiane hanno bisogno di interventi capaci di affrontare in modo strutturale temperature sempre più elevate, edifici spesso datati, aule esposte all'irraggiamento solare, assenza di adeguate schermature, scarsa ventilazione e costi energetici che possono rendere difficoltoso l'utilizzo continuativo degli impianti.

Un finanziamento una tantum può certamente contribuire all'acquisto di alcuni dispositivi, ma non risolve il problema dell'efficientamento e dell'adeguamento degli edifici scolastici. E soprattutto non può tradursi nell'ennesima situazione nella quale la responsabilità operativa viene scaricata sulle singole istituzioni scolastiche.

La scuola può individuare le proprie necessità e adottare le misure organizzative di propria competenza, ma la riqualificazione strutturale degli edifici scolastici richiede investimenti pubblici, programmazione e il pieno coinvolgimento degli enti proprietari.

L'installazione di sistemi di raffrescamento, inoltre, non comporta soltanto il costo di acquisto: occorre considerare progettazione e installazione, eventuali adeguamenti degli impianti elettrici, manutenzione, consumi energetici, verifiche tecniche ed eventuali vincoli edilizi, architettonici o paesaggistici.

Temperature elevate incidono sulla capacità di concentrazione, sul benessere psicofisico e sulle condizioni di lavoro del personale docente e ATA e possono compromettere la qualità delle attività didattiche.

Lunedì si torna nelle aule dopo giornate nelle quali, in diversi ambienti scolastici, le temperature hanno sfiorato i 30 °C, in una fase dell'anno nella quale le condizioni meteorologiche continuano a determinare situazioni di forte disagio.

Il problema assume particolare rilevanza nelle scuole dell'infanzia e nel primo ciclo, dove sono presenti bambini che necessitano di particolare attenzione nella gestione delle temperature, dell'idratazione e delle condizioni ambientali. Anche il personale scolastico, tuttavia, non può essere lasciato a lavorare per molte ore in ambienti caratterizzati da condizioni microclimatiche problematiche.

Il tema deve quindi essere affrontato anche nell'ambito della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, attraverso una corretta valutazione del rischio microclimatico e l'adozione delle necessarie misure preventive e organizzative.

"Chiediamo al Ministero di utilizzare questo stanziamento come punto di partenza e non come punto di arrivo – sottolinea Guarino –. Se vogliamo davvero affrontare il problema del caldo nelle scuole, dobbiamo programmare investimenti pluriennali e strutturali, individuando gli edifici più vulnerabili e intervenendo progressivamente sulle situazioni maggiormente critiche".

"Non chiediamo miracoli – conclude Maria Guarino –. Chiediamo che alle scuole vengano date risorse commisurate ai problemi che devono affrontare. Non possiamo affidare il benessere di studenti e lavoratori alla fortuna di avere un'aula esposta meno al sole, alla disponibilità di un vecchio ventilatore o alla capacità della singola scuola di arrangiarsi".

Redazione