Finale Ligure compie un nuovo duplice step nella strategia di valorizzazione e riqualificazione del proprio “patrimonio verde”, che punta a trasformare il percorso intrapreso in una progettazione strutturata di una città sempre più attenta alla cura delle sue piante.
Il Comune ha da un lato ottenuto ufficialmente l'ammissione alla rete “Città Verdi 2027”, un riconoscimento che arriva durante un percorso di valutazione delle politiche ambientali, tra interventi già realizzati e programmati sul territorio. Dall'altro, la Giunta Comunale ha affinato insieme all'Ufficio Tecnico i termini un programma pluriennale di incremento, rinnovo e riqualificazione del patrimonio arboreo comunale, trasformando quanto maturato sul piano delle politiche ambientali in un indirizzo strutturato per gli anni a venire.
Due passaggi distinti, ma parte di una stessa visione, nella quale il verde pubblico viene considerato sempre più come una componente strategica della città, con una funzione non soltanto paesaggistica, ma anche ambientale e urbana.
Nel “Report di valutazione e qualificazione”, documento tecnico col quale OPI-Organismo di Promozione per l’Italia ha annunciato l'ammissione di Finale Ligure al progetto, motivata dall'analisi della propria Commissione di Valutazione, è stata attestata la piena idoneità ai requisiti richiesti per aderire alla rete.
Oltre a rilevare come il requisito relativo agli alberi per abitante risulti “ampiamente rispettato (0,25 alb/ab)”, OPI riconosce tre importanti “elementi compensativi di progetto forniti dall'Amministrazione”, decisivi per il superamento dello sbarramento a fronte del dato relativo al verde urbano tabellare. Per i Comuni non capoluogo, infatti, i parametri standard possano essere integrati quando l'Amministrazione dimostri concretamente “politiche attive di forestazione, tutela della biodiversità e progetti strutturali di incremento del verde urbano e periurbano”.
La Commissione segnala tre elementi principali: la riconversione e l’estensione del verde urbano fruibile, con il progetto di restauro ambientale di Capo Punta Crena trasformato in un parco urbano/periurbano; le politiche di forestazione e biodiversità, con il recupero dell’uliveto storico, 125 nuovi alberi piantati in tre anni e interventi a tutela della fauna; infine la gestione idrica circolare, grazie al recupero di una cisterna cinquecentesca per la raccolta e il riutilizzo delle acque piovane.
Per rafforzare e consolidare questo percorso, la Giunta Comunale ha approvato nei giorni scorsi la proposta dell'Ufficio Tecnico per l'avvio di un programma pluriennale di incremento, rinnovo e riqualificazione del patrimonio arboreo comunale. L'obiettivo è accompagnare il progressivo rinnovamento delle alberature con una visione organica degli interventi, nella quale il verde pubblico viene considerato non soltanto come elemento paesaggistico, ma come una componente ambientale e urbana capace di contribuire alla biodiversità, alla qualità degli spazi pubblici e alla
resilienza del territorio rispetto agli effetti dei cambiamenti climatici.
La nuova programmazione nasce da una ricognizione tecnica del territorio comunale effettuata col supporto di un agronomo, attraverso la quale sono state individuate le aree pubbliche nelle diverse frazioni - Finalborgo, Finalmarina, Finalpia, Varigotti e Olle - per accogliere complessivamente circa 70 nuovi esemplari arborei o riqualificare aree esistenti - tra cui ad esempio, Piazza della Villetta, Via Cadana, Via degli Orti, Via U. D'Italia e Via De Raymondi.
La scelta delle nuove essenze sarà definita nelle successive fasi progettuali, tenendo conto delle caratteristiche dei singoli siti, della presenza di sottoservizi, delle condizioni agronomiche, della sicurezza e della compatibilità con infrastrutture e arredi esistenti. L'indirizzo della Giunta è quello di privilegiare, per quanto possibile, specie autoctone o naturalizzate, resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici e favorevoli agli impollinatori, favorendo la diversificazione delle specie e la riduzione delle esigenze idriche e manutentive.
«L'ingresso nella rete “Città Verde” non vogliamo considerarlo un bollino da mettere in bacheca, ma la certificazione di un cambio di passo. In questi due anni abbiamo iniziato a considerare il verde non come semplice arredo, ma come una vera infrastruttura urbana, da progettare e programmare. Il riconoscimento certifica il lavoro fatto, ma soprattutto ci impone di guardare avanti: il primo piano organico di ripiantumazioni, ormai pronto a partire, è la prima concreta dimostrazione di questa nuova visione. Non celebriamo un traguardo: costruiamo il prossimo».
Il percorso che porta Finale Ligure nella rete “Città Verdi” e il nuovo programma per il patrimonio arboreo si collocano quindi lungo la stessa direttrice: consolidare quanto già realizzato e trasformare la cura del verde in una politica strutturale, programmata nel tempo e distribuita sull'intero territorio comunale. Il riconoscimento fotografa il lavoro svolto; la nuova programmazione guarda invece ai prossimi anni, con la ripiantumazione come prima concreta espressione di questa nuova fase.