Il riconoscimento dello stato di calamità per la siccità e un piano straordinario di interventi per sostenere le aziende agricole e aumentare la capacità del territorio ligure di conservare le risorse idriche. È quanto chiedono Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, e il consigliere regionale Jan Casella, che annunciano la presentazione di un’interrogazione in Consiglio regionale.
"La prolungata siccità estiva sta mettendo a dura prova le aziende agricole liguri. Servono provvedimenti immediati e urgenti, accompagnati da una programmazione di lungo periodo per contrastare un fenomeno che sta diventando ricorrente e che necessita quindi di soluzioni strutturali", affermano i due esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra.
Secondo Candia e Casella, la scarsità d’acqua sta provocando difficoltà in particolare alle aziende olivicole, zootecniche e orticole. Da qui la richiesta alla Regione Liguria di riconoscere formalmente lo stato di calamità e di rafforzare gli investimenti destinati al risparmio idrico.
I consiglieri ricordano che nell’ultimo bilancio regionale è stato ottenuto uno stanziamento di 250 mila euro per la realizzazione e la manutenzione di impianti finalizzati alla conservazione dell’acqua, tra cui vasche e invasi.
"È una somma molto piccola e ci auguriamo che la Regione Liguria la incrementi in futuro, per migliorare la capacità di trattenere l’acqua piovana e rilasciarla nei momenti di maggiore difficoltà", sottolineano.
Tra le proposte avanzate da AVS c’è anche un maggiore sostegno ai progetti promossi dalle amministrazioni locali per la raccolta e la gestione delle acque piovane, accompagnato dalla realizzazione di vasche sotterranee che possano svolgere anche funzioni di riserva antincendio e di protezione dal dissesto idrogeologico.
Candia e Casella chiedono inoltre investimenti per interventi di depavimentazione e per la diffusione di superfici filtranti, sul modello di alcune iniziative già avviate dal Comune di Genova.
"Questi interventi devono essere estesi al resto del territorio ligure, soprattutto nelle realtà maggiormente interessate dalla cementificazione. Finora le nostre proposte sono state respinte, ma auspichiamo che possano essere approvate in futuro per sostenere i territori più in difficoltà", spiegano.
Un altro punto centrale riguarda la creazione di una rete di piccoli invasi per raccogliere l’acqua piovana. Secondo i consiglieri, un sistema di questo tipo potrebbe avere una doppia funzione: contribuire a limitare gli allagamenti durante le prime fasi dei nubifragi e costituire una riserva d’acqua da utilizzare nei successivi periodi di siccità.
AVS invita inoltre a valutare soluzioni innovative per ridurre gli effetti della carenza idrica, dall’irrigazione passiva, che consente di trattenere maggiormente l’acqua nel terreno, fino alle pratiche agricole rigenerative capaci di aumentare la capacità del suolo di conservarla.
"Tutti questi provvedimenti - concludono Candia e Casella - devono essere accompagnati da una generale opera di manutenzione degli acquedotti, per ridurre gli sprechi d’acqua, un intervento che assume un’importanza decisiva nella tutela del territorio ligure".