Le incursioni dei cinghiali sulle strade di Ranco, sulle alture della città, sono sempre più frequenti. Gli ungulati si spingono a ridosso della carreggiata e delle abitazioni, con i disagi e i rischi per la circolazione che ne derivano, in una zona dove il confine tra bosco e centro abitato è particolarmente sottile.
Un fenomeno che riporta l'attenzione su un tema mai chiuso, quello della gestione della fauna selvatica in ambito urbano, e che richiama alla memoria l'episodio più clamoroso degli ultimi mesi: la comparsa di una cinghialessa con i suoi piccoli al Prolungamento a mare, in un tardo pomeriggio di maggio, in uno dei luoghi più frequentati della città.
Le segnalazioni furono immediate e portarono all'intervento degli organi competenti. Gli animali, secondo quanto emerso allora, sarebbero stati sedati e successivamente rilasciati nei boschi. Una ricostruzione sulla quale il Partito Animalista Italiano (Pai) e l'Osservatorio Savonese Animalista (Osa) hanno però sollevato dubbi, chiedendo chiarezza sulla procedura adottata.
"Alla luce delle normative vigenti in Liguria per il contenimento della peste suina africana, la reintroduzione in natura di cinghiali catturati – anche se sani – risulta non consentita o fortemente limitata", sottolineano le due associazioni. Da qui le domande rivolte alle istituzioni: "Appare legittimo domandarsi quale sia stato il reale destino degli animali coinvolti nell'episodio: se gli animali siano stati effettivamente rilasciati in ambiente naturale; in caso contrario, quali procedure siano state adottate; quali soggetti siano intervenuti e con quali autorizzazioni operative".
"La cittadinanza ha diritto a ricevere informazioni corrette, verificabili e trasparenti, soprattutto su un tema delicato come la gestione della fauna selvatica", aggiungono Pai e Osa, che non contestano l'esistenza del problema: "Ribadiamo con fermezza che la presenza di cinghiali in ambito urbano rappresenta una criticità che va gestita, ma ciò non può avvenire attraverso comunicazioni ambigue o rassicurazioni non verificabili. La sicurezza pubblica e il rispetto degli animali devono procedere insieme, nel pieno rispetto delle norme".
Le associazioni animaliste lamentano inoltre la difficoltà nel costruire un confronto con le amministrazioni: "Da tempo chiediamo un dialogo serio con le istituzioni locali per individuare soluzioni etiche ed efficaci. Prendiamo atto, ancora una volta, della difficoltà nel costruire questo dialogo. Proprio per questo riteniamo fondamentale che le amministrazioni si assumano pienamente la responsabilità delle proprie scelte, dichiarandole apertamente".