Il caso dei cani prima allontanati e poi restituiti al proprietario continua a far discutere. Sulla vicenda è intervenuta anche Maria Teresa Corsi, dell’associazione Verdi Ambiente e Società Onlus, settore Animali, che ha espresso la propria posizione sulla gestione della vicenda.
"Togliere animali da compagnia che vivono in simbiosi con il loro proprietario, causando traumi e sofferenza a entrambi, può rappresentare a sua volta una forma di maltrattamento", afferma Corsi.
L’associazione richiama poi l’attenzione sulla necessità di attendere gli accertamenti previsti: "Non si può accusare qualcuno di un reato se questo non è stato accertato. Così come non si può offendere una persona facendo riferimento a eventuali patologie o riprendendo e diffondendo immagini di spazi privati".
Secondo Corsi, è inoltre necessario distinguere tra sequestro e confisca. "Il sequestro non equivale alla confisca e gli animali non possono essere immediatamente destinati all’adozione. Esistono tempi e procedure stabiliti dalla legge, oltre ai tre gradi di giudizio che regolano il percorso giudiziario".
Nel mirino dell’associazione anche le numerose richieste di adozione arrivate nei giorni successivi al sequestro. "Non è comprensibile come, sull’onda dell’attenzione mediatica, ci si sia proposti per adottare questi cani senza rivolgere la stessa attenzione agli animali già ospitati nei canili, la cui custodia comporta anche costi a carico dei Comuni".
L’associazione sottolinea infine il possibile disagio provocato dall’improvviso distacco.
"Abbiamo appreso del malessere fisico accusato dal proprietario dopo l’allontanamento dai suoi animali e riteniamo che anche i cani possano aver subito stress per essere stati allontanati repentinamente dalla loro dimora".
Nel suo intervento, Corsi paragona infine la vicenda a quella della cosiddetta "casa nel bosco": "Mentre per i cani di Dego la situazione si è risolta in poco tempo, per quella famiglia il dolore continua ancora oggi".