Come anticipato dalla nostra redazione ieri (leggi qui l'articolo https://www.savonanews.it/2026/09/16/amp/argomenti/cronaca-2/articolo/savona-chiuso-nuovamente-dal-questore-il-barber-shop-di-zinola.html), il Questore della provincia di Savona ha emesso un provvedimento ai sensi dell’articolo 100 TULPS di sospensione della validità della licenza per attività di acconciature – parrucchiere relativa ad un esercizio pubblico di via Nizza a Savona, per la durata di venti giorni.
Lo stesso titolare dell’attività era già stato destinatario dello provvedimento alla fine dello scorso giugno, quando la sospensione durò quindici giorni.
Anche ai fini del provvedimento appena emesso, istruito dalla Divisione di Polizia Amministrativa e di Sicurezza della Questura, determinanti erano stati i numerosi episodi che avevano richiesto l’intervento delle forze dell’ordine e che avevano visto coinvolto il titolare, un quarantottenne di origini marocchine, con precedenti.
In particolare, il Comando Polizia Locale di Savona aveva segnalato al Questore che in più occasioni il negozio era stato trovato aperto e non presidiato, ed altri in cui il titolare era in stato di manifesta ubriachezza, e quindi sanzionato per quella violazione.
In diverse occasioni, da parte di residenti e commercianti della zona, era stato richiesto l’intervento dei sanitari o delle Forze dell’Ordine per gli atteggiamenti tenuti dall’uomo a causa dello smodato uso di alcolici.
Dagli stessi controlli erano emerse chiaramente anche le precarie condizioni igienico-sanitarie in cui versa il locale.
Recentemente, la Squadra Volante, in occasione di un intervento nello stesso esercizio, aveva constatato che il negozio si trovava aperto, di libero accesso ed il titolare era assente, con tutti gli strumenti professionali come forbici e rasoi, facilmente accessibili a chiunque.
Successivamente, appena giunto sul posto, allo stesso barbiere, che versava in condizioni di manifesta ubriachezza, i poliziotti avevano contestato la relativa violazione amministrativa.
"L’accertato abuso di bevande alcoliche da parte del titolare, che per lo svolgimento della sua professione prevede l’uso di strumenti da taglio affilatissimi e pertanto dovrebbe mantenersi lucido nonché l’abitudine dello stesso di lasciare incustodito il negozio, compresi gli strumenti professionali potenzialmente pericolosi, costituiscono chiaro pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica" spiegano dalla Questura.