Il futuro dell’organizzazione sanitaria savonese e, in particolare, del presidio San Paolo continua a suscitare interventi e prese di posizione. Dopo gli ex primari Tassara, Anselmo e Lerza, sul tema interviene anche il dottor Angelo Schirru, già Chirurgo del San Paolo per 30 anni di cui gli ultimi 13 come Primario della Chirurgia Generale – Attualmente consigliere comunale (ed ex candidato sindaco per il centrodestra), che pone l’attenzione sul ruolo di alcune specialità considerate strategiche per l’attività dell’ospedale savonese.
Schirru parte proprio dagli interventi dei tre ex primari, sottolineando come alcune delle questioni sollevate siano già oggetto di discussione politica e istituzionale.
“Ho letto con molto interesse gli articoli degli ex primari Tassara, Anselmo e Lerza. Non ripercorro i numerosi punti toccati dai tre Colleghi, anche perché sono certo che il serio problema del Personale infermieristico è seguito con attenzione dalla “nostra Amministrazione” (dico “nostra” per il grande attaccamento che ho ancora verso il nostro Ospedale San Paolo), mentre sull’accorpamento del 118 savonese in un’unica centrale operativa genovese abbiamo già dato parere negativo – all’unanimità - in due commissioni consiliari e in una mozione presentata poco più di un mese fa in Consiglio Comunale. Anche sulla istituzione dell’università del Ponente hanno già espresso la loro seria preoccupazione il Presidente dell’Ordine dei Medici di Genova e il neo Rettore dell’università di Genova”.
Il punto centrale dell’intervento riguarda però il mantenimento e soprattutto il potenziamento dei primariati di Anatomia Patologica, Radioterapia oncologica e Malattie infettive.
“Intervengo, anche alla luce della mia esperienza ospedaliera, per aggiungere alcune considerazioni sul perchè è indispensabile il mantenimento presso il nostro Ospedale dei Primariati di Anatomia Patologica, Radioterapia “oncologica” e Malattie infettive, specialità coinvolte continuativamente nella cura dei pazienti chirurgici”.
Schirru richiama quindi i volumi dell’attività chirurgica del San Paolo, evidenziando il bacino di utenza dell’ospedale savonese e il ruolo che il presidio svolge anche in presenza di situazioni di emergenza.
“Innanzitutto è fondamentale ricordare, sia ai cittadini ma anche agli “addetti ai lavori”, gli alti e spesso altissimi volumi dell’attività chirurgica, che rispecchiano la realtà del nostro San Paolo - Ospedale “provinciale” - che si prende cura di una popolazione veramente numerosa (159.000 persone residenti nei distretti Savona-Valbormida, oltre i vari turisti) e che, molto spesso - non esagero - si trova ad operare decisamente “in trincea”.
Da qui la critica a un semplice mantenimento degli attuali servizi, che secondo Schirru non sarebbe sufficiente rispetto alle esigenze del presidio.
“Con queste premesse la generica assicurazione di un “semplice” mantenimento dei servizi è del tutto insufficiente e inopportuna: ci mancherebbe che qualcuno ipotizzasse la loro soppressione!! Avremmo sperato, invece, che la definizione del nuovo POA potesse essere l’occasione di un serio impegno a potenziare, nell’interesse dei cittadini malati, i servizi in questione”.
Per l’ex primario il potenziamento passa anche dalla presenza di figure apicali.
“Ma il potenziamento del servizio lo si può ottenere solo con la nomina di Primari (o di Direttori o Dirigenti di 2° livello, secondo le numerose “etichette” che si sono via via avvicendate), scelti tramite un concorso nazionale. So bene infatti, proprio per esperienza diretta, che solo la figura del “Primario” consente una efficiente ed efficace “energia operativa” clinica e amministrativa, indispensabile per assicurare la cura ottimale dei Pazienti”.
Particolare attenzione viene dedicata all’attività oncologica. Schirru cita i dati del Programma nazionale esiti 2025, evidenziando i volumi chirurgici relativi alle principali patologie tumorali.
“Riguardo l’Ospedale San Paolo aggiungo alcuni dati ed elementi significativi, inerenti le patologie oncologiche, che sono l’attività qualitativamente e quantitativamente maggiore e più impegnativa per la chirurgia di Savona, che vanta in tale argomento una lunga e consolidata tradizione clinica e scientifica”.
“L’attività chirurgica savonese si è ulteriormente incrementata negli ultimi anni, come dimostrano molto bene i documenti, accessibili a tutti attraverso il sito nazionale del PNE 2025 (programma nazionale esiti), che evidenzia molto bene i volumi di attività e i risultati ottenuti da ogni singolo Ospedale italiano”.
Secondo Schirru, considerando diverse tipologie di tumore, sarebbero circa 500 all’anno i pazienti operati nei reparti chirurgici del San Paolo, ai quali si aggiungono quelli con tumori ginecologici.
E prosegue “Dal PNE emerge molto chiaramente che, considerando i tumori della mammella, della prostata, del rene e quelli più frequenti dell’apparato digerente (colon, retto, stomaco, fegato), sono tantissimi - circa 500 all’anno - i Pazienti operati nei reparti chirurgici del San Paolo senza contare i numerosi tumori ginecologici. Questa è una realtà indiscutibile che è doveroso comunicare a tutta la cittadinanza e anche agli “addetti ai lavori”, realtà che pone il nostro Ospedale addirittura al secondo posto in Liguria (dopo il San Martino) nella graduatoria degli Ospedali con autentica 'vocazione' alla Chirurgia oncologica”.
Per Schirru, l’organizzazione delle cure oncologiche richiede quindi la collaborazione tra diverse specialità e una struttura in grado di coordinare competenze differenti.
“Per dare il massimo di garanzie e assicurare una migliore prognosi ai pazienti oncologici - sfido chiunque a non essere d’accordo! - spiega Schirru - è indispensabile non solo il poter disporre di una valida, efficace e moderna chirurgia “tecnologica”, ma anche l’avvalersi di altri specialisti coinvolti routinariamente nella valutazione, discussione e cura dei pazienti neoplastici, in un vero e proprio Team allargato (chirurgo, oncologo, anatomo patologo, gastroenterologo, radioterapista, radiologo interventista), ormai per legge obbligatorio, che si deve assumere l’enorme responsabilità di scegliere le opzioni migliori per la cura di ogni singolo Paziente”.
E proprio in questo contesto, secondo il medico, Anatomia Patologica e Radioterapia oncologica assumono un ruolo centrale.
“La Radioterapia 'oncologica' altamente tecnologica e l’Anatomia Patologica (è 'lapalissiano' affermare che dalla accuratezza e rapidità dei suoi referti dipende in gran parte la prognosi e il destino del Paziente), sono presenze fondamentali nel Team che coadiuva la chirurgia, soprattutto in campo oncologico. Se non sono dirette da una 'figura Primariale' in loco, con una forte leadership che attragga giovani specialisti, non possono coordinare un’equipe di alta formazione clinica e scientifica, indispensabile al successo globale delle cure oncologiche”.
L’altra questione riguarda Malattie infettive, per la quale Schirru richiama la crescente complessità dei pazienti sottoposti a interventi chirurgici, soprattutto nelle situazioni di urgenza ed emergenza.
“Per quanto riguarda invece il primariato di Malattie infettive – prosegue Schirru - ricordo che la chirurgia del San Paolo è anche fortemente impegnata quotidianamente (come ricordato prima quasi in una vera e propria trincea) con Pazienti, che si ricoverano in urgenza ed emergenza, sempre più complessi e delicati (grandi anziani, cardiopatici, pazienti defedati, pazienti sottoposti a terapie con anticoagulanti, immunosoppressori ecc.): ecco perché c’è assoluto bisogno di una forte e agguerrita equipe di 'infettivologi', che possano collaborare ad assicurare le migliori chances a questi pazienti, spesso veramente gravi e di difficilissimo trattamento”.
La conclusione dell’intervento torna quindi sulla necessità, secondo Schirru, di andare oltre il semplice mantenimento dei servizi.
“In definitiva – dice - con la realtà chirurgica savonese così impegnata nelle patologie chirurgiche oncologiche e nelle urgenze/emergenze, si può accettare la rassicurazione di un semplice mantenimento dei servizi? Direi proprio di no: se la politica ha veramente a cuore la salute del cittadino, i Reparti analizzati vanno decisamente potenziati con primariati adeguati”.
Infine, Schirru estende la considerazione anche alla situazione della ex Asl 1.
“Infine- cpnclude - poiché gli stessi problemi clinici valgono – ovviamente - anche per la ex ASL1 con problematiche sostanzialmente sovrapponibili a quelle evidenziate per la ex ASL2, concludo sottolineando che sono assolutamente necessari - e doverosi - i doppi primariati di Anatomia Patologica, Radioterapia 'oncologica' e Malattie infettive”.