Bisognerà aspettare ancora qualche mese per vedere riaprire la passerella sopraelevata del Priamàr, quella che da via Trento e Trieste si collega con la galleria degli ascensori.
La passerella è stata chiusa al pubblico lo scorso aprile, dopo il distacco di una porzione del muraglione della Fortezza. Il cedimento si è verificato in giornate caratterizzate anche da forte vento, ma saranno gli accertamenti tecnici a stabilire le cause del distacco. Fortunatamente, pietre e mattoni sono caduti durante la notte, quando la Fortezza e il percorso sono chiusi al pubblico, evitando così conseguenze per le persone.
Da allora la passerella non è più stata riaperta. Prima di poter consentire nuovamente il passaggio sarà infatti necessario completare gli interventi di messa in sicurezza, dopo i controlli effettuati dai tecnici specializzati per verificare la stabilità del muraglione e individuare eventuali ulteriori criticità o il rischio di altri distacchi.
"A breve faremo l'affidamento per la progettazione – spiega l'assessore ai Lavori pubblici Lionello Parodi – poi dovremo avere l'ok della Soprintendenza e procedere con l'affidamento dei lavori". Una procedura che, quindi, richiederà ancora qualche mese.
La passerella è stata inaugurata nel 2018, ma la sua storia parte diversi anni prima. L'idea nasce infatti nel 2012, quando la Giunta guidata da Federico Berruti la inserisce tra gli interventi previsti nell'ambito di un bando europeo di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia.
Già durante l'iter progettuale non erano mancate le perplessità sulla soluzione scelta. Nel 2014 la Consulta per il Priamàr aveva discusso criticamente il progetto, mentre Italia Nostra, attraverso Marco Boero, aveva espresso la propria contrarietà. Nel 2017 Rinaldo Massucco, presidente della Consulta Culturale Savonese, tornò pubblicamente sulla questione, contestando la collocazione della passerella, la pendenza del percorso e la vicinanza alle antiche mura. Massucco sosteneva inoltre che una precedente soluzione progettuale sarebbe stata più rispettosa del monumento e avrebbe garantito una maggiore distanza dalle strutture murarie.