In "Il giuoco delle perle di vetro" Herman Hesse diceva che "anche un orologio fermo segna l'ora giusta due volte al giorno". Ai tempi dello scrittore tedesco erano numerosi gli orologi pubblici. Oggi, con i telefoni, nessuno si affida più ad alzare gli occhi per guardare l'ora dei campanili o degli orologi collocati nelle strade. Ma, se lo facesse, a Savona avrebbe grossi problemi.
In città sono infatti numerosi gli orologi pubblici che, oltre a dover fornire l'ora, un tempo avevano anche uno spazio destinato alla pubblicità. Le pubblicità non ci sono più, ma gli orologi sono rimasti: dalle Fornaci al centro, passando per Santa Rita, piazza Martiri e altre zone della città. Il problema è che sono fermi e ognuno sembra segnare una propria ora.
Basta guardare quello delle Fornaci, ormai da tempo fermo: sul lato Levante segna le 12.03, mentre sul lato Ponente le 11.37. E non è l'unico. Un piccolo dettaglio, certo, se si considera che ormai per sapere l'ora basta guardare lo smartphone. Ma la presenza di questi vecchi orologi dice qualcosa anche dell'immagine della città.
Al di là dell'ora giusta, gli orologi pubblici a Savona — per la grande maggioranza inesorabilmente fermi, congelati ad orari casuali — pongono infatti una questione che riguarda soprattutto il decoro urbano. Tanti orologi fuori tempo possono avere anche un che di romantico, ma non sono certo un buon biglietto da visita. E se è vero che oggi l'ora si legge sul telefono, gli elementi di arredo urbano continuano a fare parte dell'immagine degli spazi pubblici. A maggior ragione queste installazioni, che hanno un aspetto vagamente liberty e che, pur nella loro semplicità, rappresentano un elemento caratteristico dell'arredo urbano savonese. Alcuni, però, sono ormai rovinati anche alla base e avrebbero bisogno di manutenzione.
Eppure, proprio perché ormai appartengono più alla memoria che alla loro funzione originaria, questi segnatempo conservano un valore particolare per la città. Lo dimostra anche il ricordo di altri orologi che hanno fatto parte del paesaggio savonese e che oggi non ci sono più. Molti savonesi, anche attraverso Facebook, si erano chiesti che fine avesse fatto, per esempio, l'orologio che si trovava sulla facciata dell'ex ospedale San Paolo e che con il restauro dell'immobile è tornato nella sua sede. Un altro importante orologio cittadino era quello della vecchia stazione ferroviaria di piazza del Popolo, scomparso insieme all'edificio durante la demolizione.
E forse proprio per questo, prima di lasciarle gli orologi pubblici definitivamente fermi, varrebbe la pena decidere se recuperarli o rimuoverli.