"Questo tema non finisce qui, bisogna portarlo avanti. Si sta cercando di creare un coordinamento per tenere insieme varie iniziative che andranno a collocarsi su vari livelli." Ci sono anche alcuni sindaci a fare "fronte comune" contro il POA di cui si è discusso nell'incontro all'Ordine dei medici e che ha visto riuniti umerosi ex primari. Oltre ai medici c'erano anche i sindaci di Savona Marco Russo, di Albenga Riccardo Tomatis, di Cairo Paolo Lambertini e Gaia Cavalleri, consigliera di maggioranza di Pietra Ligure.
E saranno i sindaci, come ha spiegato Marco Russo, ad occuparsi di costituire una forma di coordinamento, che coinvolgerà anche associazioni e realtà che si occupano di sanità.
Giovedì 24 nel Consiglio comunale di Savona sarà presentato un ordine del giorno trasversale per avere una presa di posizione dell'intero consiglio e che poi sarà proposta anche agli altri comuni sia dell'ambito savonese sia di tutta l'area. Ci saranno anche incontri con le associazioni che si occupano di sanità. "A queste iniziative si aggiungono ovviamente le interlocuzioni istituzionali – aggiunge Russo - che portiamo avanti nelle sedi opportune, sia nell'Ats sia in Regione. L'effetto depressivo che infligge ai reparti che sono in discussione nel POA si tende a tutto l'ospedale, allora di fronte a questo ritengo che sia dovere dell'amministrazione comunale, ritengo che sia importante, in un'ottica comprensoriale e non solo cittadina, levare la voce e dire che è un servizio che si toglie ai cittadini. E bisogna farlo con grande forza, ma dico che la forza diventa ancora maggiore quando si sentono le risposte che sono oggettivamente molto fragili. È necessario che ci siano più voci che si levano e che hanno esclusivamente interesse del servizio che dobbiamo tutelare, non altro. Quindi chi adombra valutazioni di tipo diverso dimostra di guardare a questo tema con un occhio diverso, mai come in questo caso l'accusa qualifica chi la rivolge, non chi ne è colpito".
In sala anche Riccardo Tomatis, sindaco di Albenga, che ospita un ospedale oggi Casa e ospedale di comunità, il quale ha portato non solo la sua esperienza di amministratore ma anche di medico. "In 35 anni che faccio il medico – ha dchiarato Tomatisi - non ho mai visto l'Ordine muoversi in questa direzione ed è una cosa importante. Non si può pensare che le scelte politiche non ricadano sulla nostra professione. La stessa figura di un primario che deve fare più di 100 chilometri per passare da un reparto all'altro avrà delle conseguenze sulla qualità del servizio che offriamo ai nostri pazienti ma dico, anche ai nostri cittadini. Come può un primario che sta a 100 chilometri di distanza essere un riferimento clinico? La Regione in questa riforma sanitaria ha fatto un miracolo: è riuscita a scontentare tutti e non è facile. Quando parlo di scontentare parlo della parte amministrativo-politica". Anche Tomatis ha sottolineato come non ci siano stati passaggi di confronto con i territori.
"Se parlo di quella che è la storia dell'ospedale di Cairo – è intervenuto il sindaco Paolo Lambertini - e di tutto quello che è successo a Cairo lo stiamo subendo ancora adesso, parlo sempre io. Noi abbiamo sempre sostenuto che la nostra struttura ospedaliera deve avere servizi per il territorio; per noi è importante continuare su questa strada, cioè avere i servizi che siano essenziali e doverosi e dall'altra parte avere una struttura che abbia un significato sinergico e che dia benefici all'ospedale più grande. Mi piace che ci sia il comparto tecnico che si muove su questo territorio perché è essenziale che venga fatto".
Sul tema del rapporto tra i diversi presidi ospedalieri del territorio e sulla necessità di superare una logica di contrapposizione si è soffermato al'ultimo intervento, richiamando l'importanza di una visione complessiva dell'organizzazione sanitaria savonese
"Non è più utile alimentare una contrapposizione tra i presidi dell'ex Asl 2 o Area 2 – ha detto Gaia Cavalleri, consigliera di maggioranza di Pietra Ligure – sappiamo bene che Area 2 risponde ai bisogni dell'urgenza ma sappiamo che le varie strutture, in quanto centri spoke e hub di tutto il territorio regionale, molti pazienti di Area 1 convergono su Area 2 e unire ulteriormente produrrebbe risultato".