Politica - 24 settembre 2026, 18:52

Savona, il Consiglio comunale chiede garanzie sul POA. Arecco legge una lettera di Nicolò e scoppia la polemica

Approvato un ordine del giorno contro il depotenziamento dell'ospedale e la soppressione di tre primariati. Orsi: "Sindaco, vada a incatenarsi a Genova sotto la Regione"

Ottiene l'approvazione di quasi tutti i consiglieri comunali, di maggioranza e opposizione, ma vede su due punti di vista opposti i due di Fratelli d'Italia, il capogruppo Massimo Arecco e il consigliere Renato Giusto, l'Ordine del giorno presentato nel Consiglio comunale di oggi sul POA, il Piano organizzativo aziendale di Ats Liguria.

L'Ordine del giorno, definito in più occasioni un "lavoro corale", è stato preceduto ieri da un incontro degli ex primari all'Ordine dei medici, ieri, che sono stati estremamente critici sul POA. Uno di questi era proprio Angelo Schirru, ex primario della Chirurgia del San Paolo.

Il documento, illustrato dalla capogruppo del Pd Alessandra Gemelli, contesta l'indebolimento della sanità savonese, in particolare dell'ospedale San Paolo, con la soppressione dei primariati delle Malattie infettive, Anatomia patologica e Radioterapia. L'ospedale San Paolo sopprime la figura del primario di queste Strutture complesse, che sarà a Sanremo.

"La nostra preoccupazione è aumentata in seguito alla Conferenza dei sindaci dell'Area 2 a cui ha partecipato il sindaco Russo – ha detto Gemelli –. Il San Paolo è un ospedale di città capoluogo che serve un territorio molto ampio, su cui convergono 160mila cittadini. La bozza del POA prevede la soppressione di tre primariati del San Paolo".

Il bacino di utenza del San Paolo vede, tra l'altro, un numero di pazienti oncologici che ne fanno il secondo centro in regione. "E questo – ha detto Schirru – impone non solo di mantenere i servizi, che vanno rafforzati se vogliamo curare al meglio i nostri pazienti, pur con tutte le problematiche di organico. E i servizi si mantengono solo in un modo: confermando la presenza di un primario. L'unico che può cercare di attrarre medici dalle università, personale infermieristico".

"Una domanda che faccio a chi decide sulla sanità regionale – ha aggiunto Schirru –: si deve tenere più in considerazione i conti dell'azienda, perché sappiamo che negli anni '90 si è passati al discorso dell'aziendalizzazione, o è più importante pensare alla cura ottimale del paziente? Il paziente, è stato detto più volte e da più parti, che è al centro, ma farlo diventare al centro nei fatti è tutt'altra cosa"

L'Ordine del giorno è stato difeso dal consigliere Giusto (Fratelli d'Italia), ex medico, che ha detto: "Non conosco un solo medico che non sia d'accordo su questo Ordine del giorno".

Ma è stata la lettera dell'assessore regionale Massimo Nicolò, ricevuta e letta dal capogruppo di Fratelli d'Italia Massimo Arecco, ad accendere la scintilla. "Ho sentito la Regione e l'assessore Nicolò – ha spiegato Arecco – che mi ha mandato due righe che voglio mettere a verbale perché, alle giuste preoccupazioni, ci sono parole che in qualche modo tranquillizzano sulle paure di cui si parla. Fermo restando che, se le cose non andassero come l'assessore Nicolò  auspica, la mia sarà una posizione netta".

Nella lettera inviata al consigliere Arecco, l'assessore regionale definisce il San Paolo un "ospedale fondamentale per il territorio" e respinge le accuse di un depotenziamento del nosocomio.

La lettura della lettera ha però aperto un confronto sulle modalità di gesitone dei rapporti tra Comune  e Regione. A sollevare la questione è stato l'assessore Riccardo Viaggi, che ha contestato il fatto che la comunicazione sia arrivata direttamente ad Arecco. 

"Il consigliere Arecco ha letto una lettera dell'assessore Nicolò. Non so se una lettera personale data al consigliere – ha ribattuto Viaggi –, ma se è una comunicazione al Comune credo che le modalità siano indicative del rapporto che l'assessore Nicolò intende avere con i Comuni. Ho scritto privatamente con Pec all'assessore Nicolò, mesi fa, per chiedere un incontro per discutere alcune tematiche e devo ancora ricevere la risposta. Chiederò a lei, consigliere Arecco, di farmi da tramite per riuscire a parlargli perché vedo che con lei è possibile avere interlocuzioni con l'assessore. Mi meraviglio anche di quanto ascoltato dalla lettera".

Una modalità definita "incredibile e inaccettabile" anche dal sindaco Russo, che non ha raccolto la provocazione del consigliere Orsi. "Voglio elevare il mio grido di rabbia – ha detto Orsi – e, se la situazione è questa, come visto in questi anni, la colpa è solo nostra come cittadini, che non siamo in grado di esprimere una classe dirigente a Genova, in Regione, che rappresenti i savonesi. Non abbiamo un rappresentante della città di Savona e questo va avanti da troppi anni. Sindaco, prenda e si vada a incatenare a Genova, sotto alla Regione. Ci vogliono gesti simbolici che vadano oltre gli Ordini del giorno".

L'Ordine del giorno è stato approvato con 28 voti favorevoli, 2 consiglieri non hanno votato.