La Regione Liguria punta a rafforzare le politiche dedicate ai giovani che non studiano e non lavorano, con un nuovo Piano strategico pluriennale per intercettare soprattutto quelli che non sono mai entrati in contatto con i servizi per l'impiego. La Giunta regionale ha approvato il “Piano Strategico Regionale per l’outreach e l’attivazione dei giovani NEET”, destinato a definire priorità, strumenti e modalità di intervento dal 2026 al 2029.
Il provvedimento si inserisce nel quadro della Garanzia Giovani Rafforzata dell'Unione europea, che amplia il gruppo di riferimento ai giovani tra i 15 e i 29 anni e punta anche a raggiungere i NEET più difficili da intercettare, prevedendo un approccio maggiormente personalizzato in base alle diverse condizioni di vulnerabilità.
"L’approvazione di questo Piano conferma l’attenzione che Regione Liguria dedica al fenomeno dei NEET, una definizione che comprende i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano - commenta la vicepresidente della Regione Liguria con delega alle Politiche dell’Occupazione Simona Ferro -. Il Piano si sviluppa lungo cinque assi strategici e punta innanzitutto a comprendere le cause dell’inattività, individuare nuovi profili attraverso interventi mirati e integrati e raggiungere, grazie alla collaborazione con gli Enti del Terzo Settore, le ragazze e i ragazzi maggiormente marginalizzati".
L'obiettivo dichiarato è intervenire prima che l'inattività si trasformi in una condizione stabile, individuando i cosiddetti NEET “invisibili”, cioè giovani che non studiano, non lavorano e non sono stati raggiunti dai servizi. Il Piano prevede quindi attività di outreach, cioè di ricerca e contatto diretto sul territorio, per costruire successivamente percorsi individuali verso l'occupazione oppure la formazione.
"L’obiettivo è accompagnare progressivamente questi giovani verso un’occupazione o un percorso formativo, costruendo intorno a loro una rete di opportunità e di servizi – aggiunge la vicepresidente -. La Liguria è la regione con la struttura demografica più anziana d’Italia e, anche per questo, l’inclusione dei giovani inattivi rappresenta una priorità per lo sviluppo del territorio e per la coesione sociale".
Il tema dei NEET è già presente nella programmazione regionale sul lavoro e sulla formazione. Nei mesi scorsi la Regione aveva inserito tra le proprie priorità anche il contrasto al fenomeno nell'ambito degli interventi finanziati dal Fondo sociale europeo Plus.
Il nuovo Piano parte con una dotazione finanziaria di 917.463,71 euro, provenienti dalle risorse trasferite dal Ministero del Lavoro per sostenere gli interventi rivolti ai giovani che non studiano e non lavorano. La somma potrà essere incrementata nelle prossime annualità.
L'orizzonte temporale è pluriennale, dal 2026 al 2029, con la possibilità di revisioni periodiche. La Regione prevede di misurare gli effetti delle azioni attraverso quattro indicatori strategici: la riduzione dell'incidenza dei NEET nelle fasce più fragili, la diminuzione del tempo necessario per intercettarli, l'aumento del tasso di presa in carico effettiva e la qualità e la capacità di mantenimento nel tempo delle opportunità offerte.
"È un’iniziativa che guarda al presente, ma soprattutto al futuro, perché l’orizzonte temporale del Piano è pluriennale, dal 2026 al 2029, e prevede fasi di revisione periodica – conclude Ferro -. Il monitoraggio sarà effettuato attraverso quattro indicatori strategici: la riduzione dell’incidenza dei NEET nelle fasce più fragili, la diminuzione del tempo medio necessario per intercettarli, l’aumento del tasso di presa in carico effettiva e, infine, la qualità e la capacità di tenuta nel tempo delle opportunità offerte".
Una parte importante della strategia sarà costruita insieme agli Enti del Terzo Settore, attraverso attività di co-programmazione e co-progettazione. I contenuti operativi, i target territoriali e gli standard dei servizi saranno definiti in raccordo con il piano triennale “Progetto giovani”, promosso dal Settore Università e Politiche giovanili della Regione e approvato nel 2025.
Il coinvolgimento degli ETS punta in particolare a raggiungere quei giovani che difficilmente entrano in contatto con i canali tradizionali. Il piano individua come possibili leve di attivazione anche esperienze legate al teatro e allo spettacolo dal vivo, ai laboratori creativi e allo sport, affidando agli enti radicati sul territorio un ruolo di partner della pubblica amministrazione nella progettazione degli interventi.
La strategia regionale prevede così di mettere in relazione attività di intercettazione, orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro, con l'obiettivo di costruire percorsi individualizzati soprattutto per i giovani NEET maggiormente marginalizzati. Un'impostazione coerente con la Garanzia Giovani Rafforzata europea, che indica nell'outreach e negli interventi personalizzati strumenti necessari per raggiungere anche i giovani più lontani dai servizi.