La manutenzione delle strade utilizzate quotidianamente dai camion diretti al porto entra nel rapporto tra Savona-Vado e il territorio, mentre il nuovo Piano Regolatore Portuale mette sul tavolo interventi di più lungo periodo per governare la crescita dei traffici. L’accordo tra Autorità di Sistema Portuale e cinque Comuni prevede infatti la compartecipazione dell’ente portuale ai costi di manutenzione dell’“ultimo miglio”, cioè dei collegamenti stradali maggiormente sollecitati dai mezzi pesanti. Parallelamente, lo scenario del nuovo PRP collega l’aumento della capacità degli scali a nuove infrastrutture di accesso, potenziamento ferroviario e interventi sul rapporto tra porto e città.
L’intesa coinvolge Savona, Albissola Marina, Albisola Superiore, Vado Ligure e Quiliano. I tratti maggiormente usurati dal traffico portuale saranno individuati annualmente insieme alle amministrazioni interessate, mentre l’entità della compartecipazione economica dell’Autorità di Sistema Portuale sarà definita attraverso accordi specifici con ciascun Comune, tenendo conto delle diverse situazioni. Il contributo riguarderà sia il manto stradale sia la relativa segnaletica.
Per quanto riguarda Savona, nell’accordo sono comprese diverse delle principali direttrici utilizzate dai mezzi diretti al porto. Tra queste la SS1 nel tratto di via Antonio Gramsci, dalla Torretta alla rotatoria con la Galleria dell’Arsenale; corso Ricci verso la SP29 del Cadibona; il sistema viario tra il casello autostradale e la Galleria dell’Arsenale, comprendente corso Svizzera, via Stalingrado, via La Braja, corso Tardy e Benech e corso Giuseppe Mazzini; la Strada di Scorrimento Veloce dal casello al confine comunale e via Peppino Impastato, fino al varco portuale destinato ai mezzi eccezionali.
Il tema della viabilità di ultimo miglio si inserisce in un problema più ampio: quello di sostenere l’attività dello scalo senza trasferire sulla rete urbana gli effetti dell’aumento dei traffici. È uno dei punti sui quali insiste anche il nuovo Piano Regolatore Portuale illustrato nei giorni scorsi a Provincia e Comuni del Savonese.
Per Savona, lo scenario del PRP prevede infatti un ampliamento verso mare degli spazi destinati alle attività multipurpose, con l’obiettivo di aumentare la capacità di movimentazione e stoccaggio delle merci. L’espansione è però strettamente legata alla nuova configurazione dell’accessibilità.
Il principale intervento indicato è il tunnel subportuale, già previsto nei precedenti strumenti di pianificazione urbana, che dovrebbe mettere in collegamento diretto l’autostrada con il porto separando i flussi dei mezzi pesanti dalla viabilità cittadina. A questo si aggiungerebbe un’area buffer in prossimità del casello autostradale, destinata alla sosta dei camion e alla gestione dei tempi di attesa, con l’obiettivo di evitare che i mezzi in coda occupino le strade urbane.
È questa la logica con cui l’Autorità di Sistema Portuale accompagna l’ipotesi di crescita dello scalo: più capacità portuale, ma contemporaneamente nuove infrastrutture per l’accessibilità. «Aumentare la capacità portuale senza intervenire sull’accessibilità significherebbe semplicemente spostare il problema sulla città», ha dichiarato il presidente dell’AdSP Matteo Paroli.
Un altro tassello è quello ferroviario. Il nuovo PRP prevede l’ottimizzazione dei collegamenti di Savona e della connessione con il sistema nazionale, per aumentare la quota di merci trasferibile verso l’entroterra e ridurre la pressione sulla rete stradale. La strategia punta anche ad ampliare il bacino logistico raggiungibile dal porto verso le aree produttive del Nord Italia e dell’Europa continentale attraverso i valichi alpini.
La stessa impostazione viene applicata a Vado Ligure, dove il Piano prevede nuovi spazi a terra e l’adeguamento degli accosti per le attività commerciali, multipurpose, passeggeri ed energetiche. Sono inoltre previsti interventi di razionalizzazione degli spazi e delle infrastrutture ferroviarie, con una maggiore integrazione tra banchine, piazzali e rete dei collegamenti.
Il rapporto tra infrastrutture portuali e territorio non riguarda però soltanto camion e ferrovia. Il nuovo PRP dedica una parte specifica alle aree di co-pianificazione, cioè agli spazi nei quali sviluppo portuale e trasformazioni urbane devono essere considerati insieme.
A Savona il Piano si raccorda al percorso del Masterplan del nuovo fronte mare, dalla Torretta alla Passeggiata degli Artisti, con interventi sulle connessioni ciclopedonali e sulle aree di relazione tra porto e città. Tra le ipotesi figura anche una valorizzazione del Priamar, sia per rafforzarne il ruolo storico e culturale sia per creare una maggiore separazione tra il tessuto urbano e le aree operative del porto. Lo scenario contempla inoltre la possibilità di destinare all’uso pubblico una porzione dell’area a mare.
A Vado Ligure e Bergeggi la co-pianificazione riguarda invece le aree di margine tra porto e territorio, con interventi orientati alla compatibilità delle funzioni e alla qualità paesaggistica.
Il disegno si completa guardando anche all’entroterra savonese, individuato dal Piano come possibile sistema di aree logistiche e produttive a servizio degli scali. L’obiettivo è ampliare il bacino territoriale del porto e sostenere attività a maggiore valore aggiunto, anche attraverso strumenti come la Zona Logistica Semplificata e la Zona Franca Doganale.
In questo quadro, l’accordo sull’ultimo miglio rappresenta la parte più immediata e operativa del rapporto tra porto e territorio: interviene sulle strade che oggi sostengono i flussi dei mezzi pesanti. Il PRP guarda invece a una fase successiva, cercando di modificare nel medio e lungo periodo la stessa organizzazione dell’accessibilità, attraverso il tunnel subportuale, la ferrovia e una diversa distribuzione dei flussi.
Il sindaco di Savona Marco Russo ha definito l’accordo «molto importante», sottolineando che «per la prima volta si concorda la partecipazione dell’Autorità Portuale alla manutenzione delle strade cittadine che servono al traffico portuale». Secondo Russo, l’intesa conferma il principio secondo cui «se lo sviluppo portuale è interesse della città, la qualità urbana è un valore aggiunto per il porto».
Resta ora da verificare come le diverse previsioni del nuovo Piano Regolatore Portuale potranno tradursi in interventi concreti. Il confronto con Provincia e Comuni proseguirà nelle prossime settimane, mentre per l’ultimo miglio gli interventi di manutenzione saranno individuati annualmente insieme alle amministrazioni coinvolte.