"Se continuiamo a scaricare la spazzatura nel mare, diventeremo spazzatura" (Jacques Cousteau).
Ogni anno il 30 settembre si celebra la Giornata mondiale marittima, una ricorrenza fondamentale per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo all’importanza del trasporto di beni via mare, ma soprattutto, riguardo all’impatto che questo tipo di attività provoca all’ambiente marino.
La data non è stata scelta in modo casuale: questa giornata infatti corrisponde all’entrata in vigore della Convenzione dell’Imo, l’Organizzazione Marittima Mondiale dell’Onu, nell’ormai lontano 1958. L’evento vero e proprio nacque per la prima volta nel 1978 per volere dell’organizzazione internazionale con l’idea di attirare l’attenzione del mondo intero non soltanto sull’Imo stessa, ma anche su tutte le questioni critiche legate alla sicurezza dei mari, alla biodiversità, al settore marino e al diritto del mare.
Quindi, la Giornata mondiale marittima dovrebbe essere al contempo un’occasione di riflessione, ma anche di azione, nel senso che dovrebbe spingere i Governi di tutto il mondo ad alzare il livello di attenzione (se non addirittura d’allarme) rispetto a determinate sfide cruciali oggi più che mai.
Al momento risulta che l’impatto di anidride carbonica causato dalla navigazione delle navi sui nostri mari sia del 4-5%, numeri in realtà per ora piuttosto contenuti che potrebbero tuttavia essere destinati ad aumentare considerevolmente in futuro.
A preoccupare, sono soprattutto i possibili disastri petroliferi, i cui effetti sull’ambiente marino sono a dir poco devastanti. C’è inoltre un altro grosso problema da risolvere, quello delle acque di zavorra, sbarcato sulle pagine dei giornali nazionali alla luce dell’emergenza “granchio blu” nel mar Adriatico.
Tutte le navi da crociera, le navi cargo e le grandi petroliere utilizzano grandi quantità di acque di zavorra utili a migliorare la stabilità e l’assetto dell’imbarcazione equilibrando la massa del carico trasportato. Quest’acqua viene di norma caricata a bordo in un porto per essere poi scaricata sovente da tutt’altra parte, trasportando però con sé una serie di specie autoctone (compresi virus e batteri) la cui proliferazione può causare enormi danni all’ecosistema marino locale.
La Giornata Mondiale Marittima non deve essere solo una ricorrenza simbolica, ma un’opportunità per rinnovare l’impegno collettivo verso un trasporto marittimo più giusto, sicuro e sostenibile. Perché dalla salute dei mari dipende anche la salute del pianeta e delle generazioni future.