Un incendio che ha interessato cinque cavi della fibra ottica sotto il ponte San Giorgio a Genova e, nelle stesse ore, un maxi guasto alla rete Tim che ha lasciato senza telefono e connessione internet migliaia di utenze in una vasta area della Liguria. È una giornata di pesanti disagi sul fronte delle telecomunicazioni e dei trasporti, mentre gli investigatori stanno cercando di chiarire l’origine del rogo e l’eventuale collegamento tra i due episodi.
Le fiamme sono divampate nella tarda mattinata di oggi, venerdì 2 ottobre, nella zona di transito dei cavi della fibra ottica in salita Vittorio Bersezio, tra Sampierdarena e Rivarolo, sotto il ponte San Giorgio.
L’incendio ha coinvolto cinque cavi utilizzati per garantire i collegamenti verso il Levante genovese, il basso Piemonte e la Lombardia, provocando ripercussioni anche sui sistemi utilizzati dalle infrastrutture ferroviarie e autostradali.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e la polizia giudiziaria. Sull’origine del rogo sono in corso accertamenti e, secondo una prima ipotesi confermata da fonti della Procura di Genova, l’incendio potrebbe essere di natura dolosa. Saranno le indagini a stabilire che cosa abbia innescato le fiamme e se vi siano eventuali responsabilità.
Nelle stesse ore si è verificato anche un vasto guasto alla rete Tim, con segnalazioni di telefoni fissi e cellulari isolati e connessioni internet fuori uso in numerose località.
I disagi si sono estesi da Genova fino alla provincia della Spezia e a diverse aree dell’entroterra, coinvolgendo non soltanto le utenze Tim ma anche servizi che utilizzano la sua infrastruttura, tra cui PosteMobile.
Proprio la contemporaneità dei due eventi ha aperto l’ipotesi di un collegamento. I vigili del fuoco intervenuti sull’incendio non escludono che il guasto alla rete telefonica possa essere conseguenza del danneggiamento dei cavi, ma al momento non esiste ancora una conferma definitiva.
Il rogo ha avuto conseguenze anche sul fronte della mobilità ferroviaria e autostradale, sistemi che dipendono dalla rete in fibra per numerose comunicazioni e servizi tecnologici.
Tecnici e operatori sono al lavoro per ripristinare progressivamente i collegamenti, mentre gli accertamenti proseguono sia sull’origine dell’incendio sia sull’effettiva relazione con il blackout delle telecomunicazioni.
REGIONE: "GUASTO E RETI TELEFONICHE E FIBRA OTTICA. DISSERVIZI PER 112 E 118 E RALLENTAMENTI SULLE LINEE"
A seguito di un cedimento tecnico che ha interessato le linee telefoniche e la rete a fibra ottica di alcuni gestori, verificatosi questa mattina in parte della Liguria e in alcune aree delle regioni limitrofe, si stanno registrando da questa mattina disservizi per l’utenza, che in questo momento interessano soprattutto le linee di emergenza e urgenza, 118 e 112, mentre per il CUP e negli ospedali la situzione è tornata alla normalità.
Regione Liguria, le Prefetture e le Questure, in collaborazione con Liguria Digitale, stanno seguendo costantemente l’evolversi della situazione, attraverso una task force attivata per monitorare le criticità e coordinare gli interventi necessari, in raccordo con i soggetti e gli enti competenti, al fine di garantire il rapido ripristino della piena operatività dei servizi.
Fibercop, azienda parte lesa in disservizi incendio fibra ottica Genova:
"In merito ai disservizi provocati dall’incendio che oggi, venerdì 2 ottobre, ha interessato alcuni cavi in fibra ottica a Genova, con impatti sulla rete di telecomunicazioni, FiberCop, gestore dell’infrastruttura, informa che, a seguito del nulla osta rilasciato dalle autorità competenti, i propri tecnici sono al lavoro per completare il ripristino della piena funzionalità della rete. La maggior parte dei disservizi risulta già rientrata".
Così, attraverso una nota stampa, FiberCop, azienda che gestisce l’infrastruttura.
"FiberCop, in qualità di parte lesa, è pronta a collaborare con la magistratura e con le autorità competenti, mettendo a disposizione ogni elemento utile per accertare la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità" concludono dall'azienda.