Attualità - 05 ottobre 2026, 15:34

Pfas a Borgio Verezzi, il Comitato Acqua Bene Comune: “Non basta dire 'restiamo nei parametri di legge', occorre un lavoro serio”

Critiche alla gestione dell’emergenza: “Il problema è ambientale, ma soprattutto sanitario. Riguarda centinaia di persone e le future generazioni”

"Il Comitato Savonese Acqua Bene Comune ritiene che la questione dell’inquinamento dei pozzi a Borgio Verezzi (ma in quante altre località i Pfas sono a livelli inaccettabili?) sia da valutare da due filoni di ragionamento".

Si apre con queste parole la nota stampa diffusa dal Comitato Savonese Acqua Bene Comune sul caso di Borgio Verezzi, località nella quale dallo scorso 23 settembre è in vigore un’ordinanza con cui è stato disposto, in via temporanea e precauzionale, il divieto di utilizzo dell’acqua potabile per scopi alimentari su tutto il territorio comunale: un provvedimento adottato a seguito della comunicazione di Servizi Ambientali, gestore del Servizio Idrico Integrato, relativa a una criticità quantitativa riscontrata in uno dei quattro pozzi comunali, con riferimento alla presenza di PFAS.

"Il primo è l'immediato e pensiamo che quello che è uscito sia incredibile: 'chiediamo a Pietra Ligure se ci fornisce un po' della sua acqua', 'chiediamo solidarietà agli altri comuni' - spiegano dal Comitato - È incredibile, anni di lotte per arrivare ad un gestore unico (che come movimento per l'acqua sarebbe dovuto essere un'Azienda Speciale Consortile, ma hanno optato per la Spa pubblica) e queste persone, rappresentanti di importanti istituzioni, vengono ancora a raccontare queste favole. Il gestore unico dell’ATO 1, costiero, Ponente Acque, decide autonomamente dove prendere l’acqua e a chi darla, non siamo più nel secolo scorso, e sono esattamente loro che hanno fatto queste scelte e questo dovevano dire in assemblea e agire immediatamente".

"Il secondo è che nei loro interventi, sia il sindaco che il direttore, hanno detto che i livelli di inquinamento non sono così preoccupanti e che con interventi opportuni diventeranno sicuramento nella norma - si legge ancora nella nota - Questi signori non hanno capito, o fanno finta di non capire, che i Pfas, come ci insegnano le cittadine e i cittadini di Vicenza (e non solo!), sono 'cancerogeni', persistono nelle falde e ovunque e non possono esistere, per loro come tanti altri inquinanti, soglie accettabili. Non basta dire 'restiamo nei parametri di legge' occorre invece un lavoro serio e che dovrà durare nel tempo per arrivare alla loro messa al bando. A questo proposito facciamo sapere a tutte e tutti che esiste già un lavoro serio ed articolato per una legge in tal senso. Esortiamo i cittadini e le cittadine a lavorare in questa direzione, con i tanti e tante che in Italia e nel mondo si battono contro questi inquinanti".

"Tutto il resto sono pagliativi che non risolvono il problema che è, certamente ambientale, ma soprattutto sanitario perché riguarda la salute di centinaia di persone e, soprattutto, delle future generazioni", concludono dal Comitato Savonese Acqua Bene Comune.

Redazione