Finalese - 06 ottobre 2026, 15:55

Finale, la statua del poeta Ganduglia torna sul lungomare: individuata la collocazione definitiva

L'opera dello scultore Mario Nebiolo, dopo due anni nei magazzini comunali, sarà ricollocata nell'aiuola tra i Bagni Nautico e i Bagni Boncardo, rivolta verso il mare "come chiesto dalla famiglia"

Dopo oltre due anni passati nei magazzini comunali, accompagnati da una polemica politica che ogni tanto faceva capolino anche tra i banchi del Consiglio comunale, la statua che celebra il poeta finalese Domenico Ganduglia avrà una collocazione definitiva sul viale di Finale Ligure.

Nei prossimi giorni l'opera, scolpita dal dottor Mario Nebiolo e donata dalla famiglia dello scrittore al Comune, sarà collocata sul lungomare Migliorini, nella zona tra Marina e Pia, nell'aiuola compresa tra i Bagni Nautico e i Bagni Boncardo.

Ad annunciarlo, nei giorni scorsi attraverso i propri canali social, era stato l'assessore ai Lavori pubblici Paolo Folco. "La statua era stata temporaneamente collocata nei magazzini in attesa di completare tutte le pratiche necessarie e di programmare il suo ricollocamento", ha spiegato Folco, aggiungendo come nel frattempo abbia ricevuto un intervento di manutenzione: "È stata pulita, lavata e trattata con prodotti antigraffito". Quindi, nei prossimi giorni, "andrà al suo posto, rivolta verso il mare come da volontà della famiglia".

La scultura, dedicata all'enigmatico poeta originario del Monte di Pia, era stata infatti inizialmente collocata in via temporanea, nel maggio 2024, sempre sul lungomare Migliorini ma tra i Bagni Boncardo e i Bagni Vittorio Veneto, con il volto rivolto verso il Monte e in parte verso il mare. Pochi mesi dopo, nell'estate 2024 e col cambio di Amministrazione nel mentre, era stata rimossa.

Da allora il caso era tornato più volte nel dibattito politico. Nell'agosto 2025 il gruppo di minoranza "Impegno X Finale" aveva criticato l'amministrazione Berlangieri, sostenendo come l'opera si trovasse in una sorta di dimenticatoio nonostante le segnalazioni fatte. Questo fino alla richiesta, nel settembre dello stesso anno, di una sistemazione stabile. A giugno 2026 era poi intervenuto ancora il consigliere Guzzi, definendo l'area esterna del magazzino comunale in cui si trovava l'opera non adeguata al suo valore storico e simbolico.

Con l'annuncio di Folco la vicenda sembra ora volgere al termine, in un punto vicino a quello della prima collocazione. Per l'assessore si tratta di "un simbolo importante della nostra città, della sua storia e della sua identità", che "torna a essere visibile".