Politica - 06 ottobre 2026, 16:52

Libertà di stampa in Liguria, il Pd interroga il ministro Piantedosi: "Esistono direttive che limitano l'accesso alle notizie di cronaca?"

I deputati Ghio, Pandolfo e Pastorino chiedono verifiche al Ministero dell'Interno a seguito delle denunce dei sindacati dei giornalisti su presunte omissioni di fatti di cronaca per evitare "allarme sociale"

Il diritto di cronaca e l'accesso alle fonti d'informazione in Liguria finiscono al centro di un'interrogazione parlamentare rivolta al Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. A firmare l'atto istituzionale sono i deputati del Partito Democratico Valentina Ghio, Alberto Pandolfo e Luca Pastorino, a seguito delle segnalazioni giunte dalle rappresentanze dei giornalisti liguri circa presunte restrizioni nella diffusione di notizie relative a fatti di cronaca sul territorio regionale.

Secondo quanto denunciato dalle organizzazioni di categoria, in diverse zone della regione – da Ventimiglia fino a Sarzana – si registrerebbero difficoltà operative per i cronisti nell'accesso a questure, caserme e distretti di polizia. Oggetto delle restrizioni sarebbero episodi di cronaca nera quali furti, rapine, truffe ai danni di anziani, violenze e aggressioni, la cui comunicazione verrebbe limitata con la motivazione di non generare allarme sociale tra la popolazione.

Sulle ragioni dell'interrogazione e sulla necessità di tutelare il lavoro dei giornalisti e il diritto all'informazione dei cittadini sono intervenuti congiuntamente i tre deputati dem: «Il diritto di cronaca e la libertà di stampa sono principi fondamentali della nostra democrazia e non possono essere subordinati alla scelta discrezionale di quali notizie sia opportuno rendere pubbliche e quali no. Il Ministro dell’Interno chiarisca se esistono direttive nazionali che prevedano limiti per la comunicazione in Liguria di notizie di cronaca agli organi di informazione. Le organizzazioni dei giornalisti liguri hanno denunciato una situazione che non può essere ignorata: in diverse aree della regione, da Ventimiglia a Sarzana, ai cronisti verrebbero omessi fatti di cronaca come furti, rapine, truffe agli anziani, violenze sessuali e accoltellamenti, con la motivazione, secondo quanto sostengono i rappresentanti dei giornalisti liguri, che la loro diffusione potrebbe destare allarme sociale. È una denuncia seria, così come è seria la loro segnalazione delle difficoltà di accesso alle caserme, alle questure e ai distretti di polizia».

Nel testo dell'atto parlamentare, i firmatari sollecitano una verifica puntuale da parte del Viminale sull'eventuale presenza di circolari o prassi amministrative territoriali: «Chiediamo al ministro di dire con chiarezza se siano state emanate direttive, circolari o ordini di servizio che limitino l’accesso dei giornalisti alle informazioni e, in caso contrario, di verificare se esistano prassi che producano questo effetto. Naturalmente il diritto di cronaca deve rispettare i limiti previsti dalla legge, dal segreto investigativo alla tutela della riservatezza e della presunzione di innocenza. Ma non può essere la valutazione preventiva a stabilire quali fatti i cittadini abbiano il diritto di conoscere. Una democrazia è più forte quando l’informazione è libera, completa e autonoma. Il governo chiarisca dunque cosa sta accadendo in Liguria e garantisca che non vi siano forme, dirette o indirette, di limitazione del diritto di cronaca».

Redazione