Primo decesso in Liguria legato al virus West Nile. Un uomo di 86 anni, ricoverato nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale San Martino di Genova, è morto venerdì sera dopo un progressivo peggioramento delle condizioni cliniche.
L’anziano era affetto da una forma neuroinvasiva dell’infezione, che aveva reso necessario il ricovero in reparto. Nonostante le cure, il quadro clinico è peggiorato nel corso dei giorni, fino al decesso constatato dai medici nella serata di ieri, venerdì 9 ottobre.
Si tratta di uno dei due pazienti genovesi colpiti dal virus e ricoverati al San Martino. La morte rappresenta il primo decesso per West Nile registrato in Liguria e riporta l’attenzione sulla presenza dell’infezione sul territorio.
I casi accertati a Genova hanno già portato all’attivazione di misure di prevenzione. Il Comune ha disposto interventi straordinari di disinfestazione contro le zanzare nelle aree interessate, con trattamenti antilarvali e adulticidi programmati tra il 12 e il 13 ottobre a Sampierdarena, Sestri Ponente e Voltri.
La nota dell'Ufficio Stampa IRCCS Azienda Ospedaliera Metropolitana - AOM
La Direzione Sanitaria dell'Ospedale Policlinico San Martino conferma che il decesso dell'86enne, come segnalato dagli organi di informazione, è avvenuto a causa di una forma neuro invasiva di West Nile.
Il decesso è stato registrato alle 19.23 di eri, presso la Rianimazione M3 del Monoblocco diretta dal professor Nicolò Patroniti, dove il paziente, senza ulteriori co-morbidità, era stato ricoverato da alcuni giorni a seguito del peggioramento del quadro clinico; era stato inizialmente preso in cura dal team della Clinica di Malattie Infettive diretta dal professor Matteo Bassetti.
"È accaduto quanto speravamo non avvenisse - sottolinea proprio il professor Bassetti - si tratta del primo decesso ligure di West Nile e ciò dimostra come questa infezione sia da monitorare con attenzione, tenendo presente che oggi può essere trattata solo con terapie di supporto perché non esistono farmaci specifici e vaccini per contrastarla. Va sottolineato doverosamente che questa malattia solo nell'1% dei casi può presentare forme impegnative tali da portare al decesso. Noi stiamo comunque operando per monitorare la situazione e gestire al meglio i pazienti colpiti".