I Comuni di Borghetto Santo Spirito e Loano, soci di maggioranza di Servizi Ambientali S.p.A., hanno deciso di rinunciare alla distribuzione degli utili della società alla luce della delicata situazione legata alla presenza di PFAS nelle acque. La decisione è stata assunta congiuntamente dai sindaci Giancarlo Canepa e Luca Lettieri, che già nei giorni scorsi avevano chiesto la sospensione dell’Assemblea dei soci in attesa delle controanalisi su Borgio Verezzi.
Il bilancio 2025 di Servizi Ambientali si è chiuso con un utile di 2 milioni e 432 mila euro e le disponibilità distribuibili sarebbero state significativamente superiori ai 300 mila euro presi in considerazione. Già inizialmente, tuttavia, Borghetto e Loano avevano scelto una linea di prudenza, limitando l’ipotesi di distribuzione a 300 mila euro, somma che le analisi economico-finanziarie predisposte per la società consideravano ampiamente sostenibile. Oggi, di fronte all’emergenza PFAS, i due Comuni hanno deciso di compiere un ulteriore passo, rinunciando anche a quei 300 mila euro.
“Avremmo potuto chiedere una distribuzione decisamente più consistente e non lo abbiamo fatto. I 300 mila euro rappresentavano già una scelta improntata alla prudenza. Adesso riteniamo che anche quella somma debba rimanere nelle disponibilità della società. In questo momento viene prima la capacità di Servizi Ambientali di affrontare un problema che potrebbe richiedere interventi e investimenti importanti”, dichiarano Canepa e Lettieri.
La decisione arriva mentre non è ancora possibile conoscere con certezza l’estensione del fenomeno PFAS e, soprattutto, le conseguenze economiche degli interventi che potrebbero rendersi necessari.
A questo si aggiunge un secondo elemento: entro la fine dell’anno è previsto il completamento della fusione che porterà Servizi Ambientali, SCA e Consorzio Depurazione a confluire in Acque Pubbliche Savonesi, destinata a operare in 43 dei 69 Comuni della provincia.
“Questo cambia inevitabilmente la prospettiva. Non possiamo più ragionare soltanto sui confini dell’attuale territorio gestito da Servizi Ambientali. Tra poche settimane ci troveremo all’interno di una realtà molto più grande, che comprenderà gran parte della provincia di Savona”.
Da qui la volontà di accantonare le risorse finanziarie disponibili e mantenere la massima capacità di intervento. “Non vogliamo creare allarmismi, ma sarebbe altrettanto sbagliato sottovalutare ciò che sta accadendo. Il problema dei PFAS potrebbe non fermarsi ai territori nei quali è stato rilevato fino ad oggi. Se dovesse interessare altre aree, gli interventi potrebbero riguardare un territorio molto più vasto e richiedere risorse considerevoli”.
La scelta non deriva da difficoltà economiche della società: oltre all’importante risultato del 2025, il primo semestre 2026 ha registrato un andamento che prevede un utile di 565.274 euro. “È proprio perché la società ha prodotto risultati positivi che abbiamo il dovere di utilizzarli con responsabilità. Un utile che potrebbe trasformarsi in dividendo può invece diventare una garanzia per affrontare investimenti, emergenze e imprevisti”.
Canepa e Lettieri rivolgono infine un preciso richiamo agli altri enti soci: “Nel momento in cui Borghetto Santo Spirito e Loano, in qualità di soci di maggioranza, rinunciano volontariamente a risorse che avrebbero potuto legittimamente entrare nei bilanci dei rispettivi Comuni, riteniamo altrettanto doveroso che i soci che presentano posizioni debitorie significative nei confronti di Servizi Ambientali provvedano a regolarizzarle nel più breve tempo possibile”.
“Stiamo entrando in una fase delicata per il servizio idrico savonese: da una parte un’emergenza PFAS della quale dobbiamo ancora comprendere pienamente dimensioni e conseguenze, dall’altra la nascita di un gestore che avrà responsabilità su 43 Comuni. Per queste ragioni riteniamo che oggi quei soldi debbano rimanere a disposizione della società. È una decisione dettata dalla prudenza e, soprattutto, dal senso di responsabilità nei confronti dei cittadini e dell’intero territorio savonese”, concludono Canepa e Lettieri.