Attualità - 17 ottobre 2026, 09:45

PFAS, la vicenda si sposta sul fronte legale: a Borgio Verezzi raccolta firme, a Pietra Ligure un esposto

Dalla mobilitazione di residenti e associazioni alla richiesta di accertamenti sulla gestione del servizio idrico: cresce la richiesta di chiarezza dopo le ordinanze sull’acqua potabile

L’emergenza PFAS che nelle ultime settimane ha coinvolto Borgio Verezzi, Pietra Ligure, 35 utenze di Loano, nelle vie Costino di Monte Carmelo e San Damiano, e Villanova d’Albenga, con le ordinanze sindacali che hanno vietato l’utilizzo dell’acqua del rubinetto a scopo alimentare, si sposta anche sul fronte legale. Iniziano infatti a muoversi i cittadini, con iniziative volte a fare chiarezza sulla presenza di PFAS nell’acqua potabile e sulla gestione della rete idrica da parte di Servizi Ambientali.

A Borgio Verezzi è partita una raccolta firme rivolta ai residenti e alle attività del territorio per conferire all’avvocato genovese Marco Vano un mandato di rappresentanza delle istanze della comunità e di interlocuzione con Servizi Ambientali. Tra gli obiettivi dell’iniziativa, ottenere risposte chiare su questioni centrali come gli eventuali rimborsi, i danni economici subiti dalle attività commerciali, la tutela dei cittadini e il biomonitoraggio della popolazione.

Il documento da sottoscrivere è disponibile presso alcune attività commerciali del paese. I promotori spiegano le ragioni della mobilitazione: "La situazione si sta facendo sempre più seria e crediamo che sia arrivato il momento di affrontarla con determinazione, responsabilità e spirito di collaborazione - il pensiero dei promotori dell'iniziativa - Non si tratta di fare polemica, né di andare contro qualcuno. Si tratta semplicemente di unire le forze, informarci e capire come tutelare noi stessi, le nostre famiglie e le nostre attività".

Sempre a Borgio Verezzi, lo scorso 15 ottobre, nella sala consiliare del Comune si è svolto un incontro tra le associazioni del paese promosso da ABA (con Croce Bianca, Vivere Verezzi, AIB, Agorà, ANPI, Due Zaini e un Camallo) al fine di predisporre una lettera aperta a Servizi Ambientali e, per conoscenza, a tutti gli enti preposti ai controlli, per rafforzare ciò che l’Amministrazione Comunale sta facendo, mettendosi al suo fianco per difendere i diritti dei cittadini: "L’intento è quello di essere informati puntualmente sulle soluzioni necessarie per risolvere il problema e sul punto sarà chiesto a Servizi Ambientali un incontro da fissare a breve per conoscere il cronoprogramma degli interventi che dovranno essere realizzati - ha dichiarato il sindaco Renato Dacquino - Le associazioni intervenute hanno manifestato adesione all’invio della missiva che verrà sottoscritta da tutti gli aderenti".

A Pietra Ligure, invece, la strada intrapresa è quella dell’esposto. L’iniziativa è partita dal cittadino Massimo Enrico, rappresentato dagli avvocati Gabriele Spotorno e Rocco Varaglioti, per chiedere accertamenti sulla gestione del servizio idrico, sul rispetto della normativa europea relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano e sulle possibili conseguenze per la salute pubblica. Al centro della richiesta, la necessità di fare chiarezza sulla gestione delle falde acquifere e sulle effettive tempistiche dei controlli analitici eseguiti negli anni sulla rete idrica.

Redazione