Sono iniziati nella giornata di oggi (giovedì 22 ottobre, ndr) i lavori di messa in sicurezza del versante lungo la Sp27 tra Finalborgo e Orco Feglino al km 2, nel territorio comunale finalese, dove, durante l’ultima allerta arancione, la caduta di un grosso masso ha fatto scattare la chiusura preventiva di quella che è la principale arteria di collegamento verso l’entroterra nella vallata dell’Aquila.
L’obiettivo per la strada, che è chiusa dal 20 ottobre, è ripristinare al più presto almeno il transito a senso unico alternato, consentendo una riapertura parziale in condizioni di piena sicurezza. "Dalle primissime ore successive allo smottamento ci siamo attivati, tenendoci in contatto con gli enti locali per gestire la situazione - dice il vicepresidente facente funzione di Palazzo Nervi, Demis Aghittino - Nella giornata odierna sono stati effettuati altri sopralluoghi con l’impiego del geologo per comprendere meglio come procedere alla messa in sicurezza. Siamo consapevoli dei disagi, per questo l’obiettivo è riaprire quanto prima possibile la strada almeno con un senso unico alternato, ma servirà ancora un po’ di pazienza per alcuni giorni".
Per ora non ci sono quindi tempi ufficiali. Eppure, secondo indiscrezioni, la prospettiva sarebbe quella di una riapertura intorno alla metà della prossima settimana. Nel frattempo, l’ente gestore invita gli utenti "a rispettare la segnaletica temporanea installata in loco e le indicazioni del personale che regola la circolazione", in questi giorni davverso sotto stress.
Per raggiungere l’entroterra restano infatti percorribili due itinerari alternativi. Il primo passa dalla Sp8, da Calvisio, proseguendo poi sulla strada comunale dei Boragni. Il secondo collega Calice e Carbuta attraverso la Sp17.
Soluzioni che, tuttavia, presentano criticità tutt’altro che trascurabili. Si tratta infatti di strade caratterizzate, in diversi tratti, da carreggiate molto strette e fondi sconnessi, poco adatte a sostenere un volume di traffico intenso come quello riversatosi sulla viabilità locale in questi giorni. Percorsi che permettono di aggirare la chiusura della Sp 27, ma che rischiano a loro volta di trasformarsi in un elemento di difficoltà per chi le percorre.
Senza considerare le possibili emergenze. L’intervento di un’ambulanza, in queste condizoni, richiederebbe tempi che, in caso di patologie tempo-dipendenti, potrebbero rivelarsi davvero rischiosi.
Non è molto d’ausilio in ciò l’autostrada A10. Chi dal centro dell’entroterra volesse raggiungere Finale Ligure sfruttando l’autostrada si trova infatti a fare i conti con la particolare configurazione dello svincolo feglinese, con accessi e uscite limitati alla direzione levante. Per raggiungere la costa, o effettuare il percorso inverso, può quindi essere necessario recarsi prima a Spotorno, entrare in autostrada, uscire e rientrare per dirigersi nella direzione desiderata. Un giro poco agevole che finisce per aumentare tempi e disagi proprio mentre la viabilità ordinaria è già in difficoltà.
A rendere il quadro ancora più complicato si aggiungono i cantieri già presenti e quelli previsti. In queste ore è emersa anche una contraddizione nelle indicazioni pubblicate sul sito di Autostrade del Tirreno. Nell’annunciare per questa notte la chiusura della rampa d’ingresso verso Savona alla stazione di Finale Ligure, il concessionario suggerisce ai veicoli leggeri diretti a Savona di utilizzare "l’ingresso alla Stazione successiva di Feglino". Un’indicazione che, nella situazione attuale, rischia però di rivelarsi difficilmente praticabile: il casello di Feglino è infatti raggiungibile attraverso la viabilità locale, proprio quella che in questi giorni deve assorbire il traffico deviato dalla chiusura della Sp 27, con tutte le difficoltà legate alla conformazione delle strade alternative.
Anche il trasporto pubblico, utilizzato in particolare da chi non possiede mezzi e soprattutto dai giovani che lo sfruttano per recarsi a scuola, risente della chiusura: TPL Linea ha comunicato che le corse della linea 34 Finale Ligure – Orco Feglino sono limitate in località Colombara, fino al ripristino della normale viabilità.
La priorità resta ora la messa in sicurezza del versante e il ripristino, non appena possibile, della circolazione sulla Sp 27. Ma l’emergenza, in questo collegamento essenziale tra costa ed entroterra, mette in luce anche una fragilità infrastrutturale ben più ampia. E a pagare il prezzo sono cittadini e imprese, costretti a fare i conti con deviazioni, tempi più lunghi e collegamenti complicati.













