Cambiare operatore mobile tenendo il proprio numero è un'operazione che in Italia si fa da venticinque anni e che l'AGCOM ha progressivamente reso più rapida, gratuita e, negli ultimi tempi, più sorvegliata contro le frodi. Ritardi, interruzioni del servizio e gestione del credito residuo richiedono però attenzione: condizioni e richieste vanno controllate prima del passaggio.
Quanto tempo ci vuole
La portabilità è regolata dalla delibera AGCOM 147/11/CIR, che fissa il passaggio del numero, il cosiddetto cut-over, al secondo giorno lavorativo successivo a quello in cui la richiesta entra nei sistemi dell'operatore che riceve il cliente. In pratica, con una richiesta validata il lunedì, il numero migra fra la notte del martedì e la mattina del mercoledì; nei fine settimana i giorni non si contano.
Fino al momento del cut-over l'operatore che si lascia deve garantire la fruibilità del servizio: la vecchia SIM resta attiva e la nuova si accende quando il numero è stato trasferito. È per questo che la SIM del nuovo operatore, nei primi giorni, funziona solo con il numero provvisorio stampato sulla confezione, e che disdire il vecchio contratto prima di avviare la portabilità può complicare il trasferimento del numero: la richiesta di portabilità va presentata al nuovo operatore con la vecchia linea ancora attiva.
Per ritardi superiori a due giorni lavorativi, la disciplina ordinaria MNP prevede, su richiesta al nuovo operatore, almeno 2,50 euro per giorno, includendo nel calcolo i primi due giorni. È distinto il regolamento per la definizione delle controversie, delibera 347/18/CONS, che all'articolo 7, comma 2, prevede 5 euro al giorno per il ritardo della portabilità mobile nelle condizioni applicabili. Non si tratta di un accredito automatico identico per ogni disservizio. Il reclamo va presentato all'operatore; se la risposta non soddisfa, si può avviare la conciliazione su ConciliaWeb. Le regole AGCOM sulla portabilità mobile ricostruiscono l'intero quadro, dalle prime delibere del 2001 alle misure contro il SIM swap.
Quanto costa
La portabilità in sé è gratuita: la stessa delibera 147/11/CIR vieta a tutti gli operatori coinvolti di addebitare al cliente costi per l'attivazione del numero portato. Quello che si paga, eventualmente, è la nuova SIM e il costo di attivazione dell'offerta scelta, che varia da operatore a operatore e spesso cambia a seconda che si attivi un numero nuovo o si porti il proprio.
La pagina https://www.komparatore.it/tariffe-cellulari confronta le offerte mobili e riporta canoni e costi di attivazione dichiarati. Le schede permettono di distinguere le tariffe per chi porta il numero da quelle per nuove linee. Canone, SIM, spedizione e attivazione sono voci separate; promozioni e requisiti vanno controllati sul contratto dell'offerta scelta, senza dedurre dal prezzo mensile che il passaggio sia privo di costi accessori.
Dall'aprile 2026 l'AGCOM ha anche aggiornato il quadro con la delibera 26/26/CIR, che introduce forme di monitoraggio sull'uso del database della portabilità e vieta agli operatori di usare quelle informazioni per formulare offerte diverse in base al fornitore di provenienza del cliente.
Il credito residuo
Trasferimento e rimborso del credito acquistato sono procedure distinte. Per trasferirlo insieme al numero, l'utente presenta la richiesta al nuovo operatore nell'ambito della portabilità e controlla le condizioni del servizio di trasferimento del credito residuo. Il rimborso si richiede invece all'operatore uscente: un'eventuale trattenuta deve essere prevista dal contratto e proporzionata ai costi effettivamente sostenuti. Bonus e credito promozionale possono avere un trattamento diverso dal credito comprato con le ricariche.
Prima del passaggio è utile conservare il saldo e le condizioni applicabili a tempi, modalità e costi. Consumare il credito non è un requisito della portabilità e non sostituisce il diritto di chiederne il rimborso.
Documenti e sicurezza
Per la richiesta servono un documento d'identità, il codice fiscale e il codice ICCID, il seriale identificativo della vecchia SIM, riportato sulla scheda o reperibile secondo le indicazioni del proprio operatore. Va comunicato nella forma richiesta, senza ridurlo arbitrariamente alle ultime cifre. Dal 2021, con la delibera 86/21/CIR, l'AGCOM ha rafforzato i controlli per contrastare il SIM swap, la frode con cui si ottiene una copia della SIM altrui per intercettare i codici bancari: l'operatore deve notificare al titolare la richiesta di sostituzione e consentirgli di bloccarla, e dall'ottobre 2023 l'identificazione può avvenire tramite SPID o Carta d'identità elettronica. Una conseguenza pratica è che le richieste di portabilità fatte online richiedono una verifica dell'identità più rigorosa di qualche anno fa: non è un intoppo, è la protezione del numero.
Se qualcosa va storto, prima dell'Autorità c'è il reclamo scritto all'operatore, da inviare con raccomandata o PEC e da conservare. Le associazioni dei consumatori mettono a disposizione modelli e assistenza: la sezione telefonia dell'Unione Nazionale Consumatori raccoglie le procedure per i principali operatori. Per seguire il passaggio, la sequenza utile è scegliere l'offerta, verificare le condizioni per chi porta il numero, sistemare il credito residuo, richiedere la portabilità con la vecchia SIM attiva e aspettare il cut-over prima di disfarsene.
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