Sanità - 23 ottobre 2026, 14:15

Ats respinge l’accusa di depotenziamento del San Paolo. Vinai, agli ex primari critici con il Poa: “Difficile dimenticarsi del governo della sedia”

L'azienda illustra i dati dell'ospedale: prestazioni salite da 1,36 a 1,68 milioni, 7,7 milioni di euro di ristrutturazioni e nuovi macchinari, dal robot Da Vinci alla risonanza magnetica

“Si è parlato di un depotenziamento del San Paolo, affermazione che non trova ragioni. E mi dispiace perché quando si esagerano i problemi poi ricadono non solo sui cittadini ma sui colleghi”.

È stata Monica Cirone, direttore dell’Area 2 di Ats Liguria, ad aprire la conferenza stampa per illustrare il Poa, il Piano organizzativo aziendale che tanto sta facendo discutere, con sollevazione e critiche da parte di numerosi ex primari. 

Ma a metterci il carico da novanta è Pierluigi Vinai, direttore sociosanitario di Ats Liguria. “Ci sono pensionati che invece di portare fuori i cagnolini o occuparsi dei nipotini vogliono occuparsi di quello che avevano, perché è difficile dimenticarsi del governo della sedia”.

Il Poa, hanno spiegato, non è una sottrazione di servizi ma un ridisegno dell’organizzazione: l’obiettivo è riordinare ciò che esiste per renderlo più efficiente e metterlo meglio al servizio dei cittadini, senza toglierne nulla.

Cirone difende quanto fatto fino ad ora per il San Paolo e ricorda gli investimenti e le prestazioni offerte negli ultimi anni.

"Nei primi nove mesi del 2026 al San Paolo sono stati effettuati 8.657 interventi chirurgici, contro i 7.548 del 2024.- ha detto Cirone -  Nello stesso periodo, gli interventi di chirurgia robotica sono passati dai 58 del 2025 a 176 nel 2026. I ricoveri sono aumentati da 13.972 a 14.146, mentre le prestazioni ambulatoriali per esterni hanno raggiunto quota 1.680.987, rispetto a 1.362.120 nel 2024. A questi risultati si accompagna il rinnovamento delle dotazioni tecnologiche. Nell'intera Area sociosanitaria locale 2, tra il 2025 e il 2026, sono state introdotte 237 apparecchiature, per un valore complessivo di circa 3,68 milioni di euro, di cui 2,33 milioni nell'ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR). Tra le nuove tecnologie figurano la risonanza magnetica da 1,5 tesla e nuovi ecografi a Savona, le TAC di Albenga e Cairo Montenotte e il mammografo di Albenga. Naturalmente questo non significa che non esistano criticità o aspetti da migliorare, ma è necessario rappresentare la realtà nella sua interezza, riconoscendo anche i risultati raggiunti. La sanità pubblica si difende anche valorizzando ciò che funziona. Alimentare l'idea di un ospedale in difficoltà, senza confrontarsi con questi dati, non rende giustizia né ai professionisti che ci lavorano né alla cittadinanza che vi si affida ogni giorno. Voglio rivolgere un ringraziamento sincero e sentito a tutto il personale dell'ospedale San Paolo e di tutte le altre sedi dell'Area sociosanitaria locale 2. A medici, infermieri, operatori sociosanitari, tecnici, personale amministrativo e a tutte le professionalità che ogni giorno, con impegno, competenza e senso di responsabilità, garantiscono il funzionamento dei nostri servizi. I risultati che oggi possiamo presentare sono prima di tutto merito loro, del lavoro di squadra e della dedizione con cui affrontano quotidianamente anche le difficoltà”.

Le critiche al Poa da parte degli ex primari, ma anche dell’Ordine dei medici, riguardano il primariato unico a Ponente per le strutture complesse di Medicina trasfusionale e del Laboratorio analisi. “Un unico polo del Centro trasfusionale è un’esperienza che esiste già – dice Cirone – questa riorganizzazione permette di delineare le procedure in un processo che è delicato. Anche qui stiamo investendo: stiamo reclutando nuovi medici e acquisteremo un congelatore ultra rapido. Riconosco il diritto a protestare ma noi che abbiamo la responsabilità della sanità pubblica non possiamo dire solo cosa non va bene, dobbiamo garantire i servizi. La sanità è cambiata, non possiamo fare paragoni con tre anni fa”.

Partito con un primariato unico con il Ponente per Malattie infettive, Anatomia patologica e Radioterapia, il Poa è stato rivisto, mantenendo il direttore di queste strutture complesse al San Paolo.  “Sono state manifestate preoccupazioni molto forti, sono emerse dal territorio – spiega Cirone -per cui Ats ha accolto richieste del territorio. Ma va sempre fatto tutto nel rispetto della normativa nazionale; noi abbiamo dei parametri che ci dicono quanti direttori e quante strutture sono da rispettare”. 

Sul “primariato unico” Cirone spiega che “un direttore di struttura complessa non è mai solo, c'è una struttura organizzativa e ci sono figure di riferimento all’interno del reparto”.

“Si stanno portando avanti operazioni complesse – spiega Vinai – che hanno bisogno di tempo. Siccome la nostra è un’azienda che produce benessere ai cittadini, deve tenere conto delle interlocuzioni necessarie, che sono le amministrazioni locali e le organizzazioni sindacali. Sono queste due le mie linee guida e con queste noi ci confrontiamo. E se queste ci dicono ‘guarda che in quella fattispecie è meglio fare così’, saremmo degli sciocchi se non comprendessimo quello che ci viene spiegato da chi amministra il territorio e si occupa dei lavoratori. Poi c’è la libertà di opinione del resto del mondo, che deve essere rispettosa di chi lavora. Non possiamo esimerci dal tutelare il lavoro di tutti i professionisti che operano ogni giorno con abnegazione, impegno e passione”.

“Stiamo lavorando per rafforzare la sanità pubblica della Liguria e per dare ancora più valore all’Ospedale San Paolo. Lo dicono i numeri: aumentano gli investimenti e aumentano le prestazioni erogate agli utenti. – ha dichiarato  Vinai - A quella parte di cittadine e di cittadini di Savona che manifestano delle preoccupazioni circa la riorganizzazione del sistema sanitario regionale, abbiamo il dovere di dire una cosa molto chiara: siamo dalla stessa parte. Siamo impegnati a tutelare la salute pubblica, siamo al lavoro per assicurare sempre più servizi sociosanitari e di sempre maggiore qualità. Di fronte al costante ricatto tra assicurare servizi di prossimità e garantire un’elevata qualità dell’offerta sociosanitaria, la riforma consegna ad ATSL gli strumenti per percorrere una terza strada: riorganizzare il sistema sociosanitario su scala regionale così da assicurare equamente servizi di qualità e di prossimità a tutti i cittadini e a tutti i territori della Liguria. Ci saranno dei cambiamenti? Sì. Il Piano Organizzativo Aziendale di ATS Liguria, insieme al Piano Sociosanitario integrato di prossima approvazione, ha questi obiettivi: attivare una presa in carico complessiva del cittadino, garantire un sistema sociosanitario equo per tutte le persone e per tutti i territori, garantire standard qualitativi omologati al rialzo in tutti i presidi sociosanitari, valorizzare le eccellenze su scala regionale, mettere a sistema le ottime sperimentazioni locali. Altro cambiamento è la grandezza della visione e della sfida. Medici, professionisti, operatori fanno ora parte di ATSL che è l’azienda più grande della Liguria, con maggiori garanzie e maggiori opportunità. Un fattore che confidiamo possa attrarre nel sistema sociosanitario ligure più specialisti e più competenze: ne abbiamo grande bisogno.

Il Poa va di pari passo, e sarà integrato, con il Piano sociosanitario, che permetterà al cittadino utente di essere seguito nel suo percorso di socialità prima di arrivare alla parte sanitaria e diventare paziente. 

“Voglio seguire il cittadino prima nel sociale – aggiunge Vinai – che i suoi bisogni vengano visti prima dal punto di vista sociale e prima che diventi paziente”. A questo proposito Vinai segnala il nuovo dipartimento Welfare di comunità, il laboratorio che dovrà elaborare il benessere del cittadino prima che il cittadino si ammali.

Tra le preoccupazioni del territorio c’è anche la centrale unica del 118 a Genova, prevista nei prossimi mesi. Con il maltempo di mercoledì scorso a Genova la centrale è andata in crash e, nel caso ci fosse una centrale unica, i cittadini chiedono garanzie. “In questi casi c’è il back office – spiega Vinai – che permette di affrontare questi problemi. Nel caso di Genova il servizio non è stato interrotto”. 

Per il 118 Cirone spiega che il personale del Savonese resterà lo stesso, con un potenziamento per la parte territoriale con l’ambulanza territoriale.

Il tema della minore attrattività di reparti che avrebbero un primario nel Ponente è visto su un piano più generale. “Abbiamo il problema di andare a catturare giovani laureati – spiega Vinai – visto che ora c’è un’offerta ampia e gli stipendi oggi sono buoni. So che la Regione Liguria vuole annunciare la tendenza a portarli all’uniformità, che sarà al rialzo. La mia preoccupazione riguarda il fatto che ci siano categorie che non sono attrattive e penso agli anestesisti. Dobbiamo studiare dei meccanismi per attrarre professionisti da fuori Liguria e accelerare l’integrazione degli stranieri. So che a Ponente questa tendenza c’è già”.