Fotogallery - 24 ottobre 2026, 12:27

FOTO | Legino, crolla parte della "chiesa senza tetto", luogo caro ai leginesi e della preghiera interreligiosa

L’antico edificio dedicato ai Santi Pietro e Paolo, già in rovina, era diventato il cuore di una cerimonia sentita e di un progetto interculturale con scuole e comunità religiose

È crollata in parte la chiesetta dei Santi Pietro e Paolo, sulle alture alle spalle dell’abitato di Legino. Il cedimento sarebbe avvenuto dopo le forti piogge dei giorni scorsi, anche se al momento non è stata accertata una correlazione precisa tra le precipitazioni e il crollo.

L’edificio era da tempo in rovina: privo di tetto e di pavimento, era una chiesa antica e diroccata che restava tutt'ora un punto di riferimento per i leginesi. Conosciuta anche come cappella o semplicemente “chiesa senza tetto” dei Santi Pietro e Paolo, la chiesa sorge nella zona di via Santissimi Pietro e Paolo e via Canaiella. Da tempo era priva di tetto e di pavimento, ma restava un riferimento profondamente radicato per la comunità locale e non solo.

Ogni anno, infatti, in prossimità della solennità dei due apostoli che cade il 24 giugno, la comunità tornava a raccogliersi lassù per una cerimonia molto sentita, con la presenza del vescovo e del sindaco.

Negli ultimi tempi l’appuntamento aveva assunto anche un forte valore interculturale. Da dieci anni, infatti, la serata è inserita nel progetto educativo “Francesco e Kamil” dell’Istituto Comprensivo Savona 2 Sandro Pertini, con la partecipazione di scuole di Savona, delle Albisole, di Finale Ligure e di Varazze-Celle. Le comunità buddista, cattolica, ebraica, evangelica, induista, islamica e ortodosse rumena e ucraina si ritrovavano così insieme per condividere un messaggio di fraternità e pace, quanto mai attuale in questi ultimi tempi.

Intanto, sul posto, la Polizia locale ha istituito il divieto di circolazione, sia veicolare sia pedonale, per garantire l'incolumità.

Per i leginesi e non solo, quindi, la caduta di una parte della chiesetta è una perdita pesante: non per l’edificio in sé, già compromesso, ma per quello che rappresentava come luogo della memoria e dell’incontro.

Redazione