"Quer pasticciaccio brutto dell'Aurelia Bis". Si potrebbe definire così, ironicamente ma neanche troppo, citando il titolo del celebre romanzo poliziesco di Carlo Emilio Gadda che si incentrava però su "via Merulana".
Non si tratta in questo caso di un'indagine su un furto e un omicidio avvenuti in un palazzo di Roma, ma della situazione estremamente garbugliata e difficile da risolvere dell'infrastruttura nata per creare un'alternativa viaria all'Aurelia nella direttrice Albisola Superiore/Grana fino a Savona. Un tracciato lungo 5.2 km con una parte consistente in galleria che consentirebbe di alleggerire sensibilmente i flussi di traffico nei comuni delle due Albissole, oltre a migliorare l’accesso alle aree portuali di Savona e Vado Ligure.
I lavori sono poi partiti ormai 14 anni fa, tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013 con i primi progetti che risalgono persino al 2001.
Durante l'esecuzione degli interventi erano emerse le difficoltà negli scavi delle gallerie, gli imprevisti geologici, le carenze progettuali, i problemi relativi agli espropri e la gestione dei materiali di scavo con i lavori che erano avanzati nei primi anni con difficoltà, mentre erano aumentati i tempi e i costi. E i cittadini sono sul piede di guerra, da anni: dagli abitanti di via Turati per via della viabilità interrotta (la strada portava direttamente sull'Aurelia ed è stata 'tagliata' per lasciare spazio all'opera) e per le vibrazioni nei palazzi dovute agli scavi e una conseguente svalutazione degli immobili; passando per i residenti delle località Grana e Luceto che hanno dovuto far fronte ai comuli di materiale e le conseguenti polveri nell'area di cantiere nel comune albisolese. Non ultimo la presenza dell'impianto di bitumazioni che tanto non fa stare sereni gli abitanti del posto.
Nel gennaio 2015 viene ultimata la galleria Basci e nel luglio 2018 la "talpa" finisce la galleria dei Cappuccini e spunta in via Schiantapetto, località Rusca. Un preludio ad un buon andamento del cantiere. Sembrava, almeno. Chi scrive era presente quel giorno e da giovane cronista inesperto e alle prime armi forse ero troppo ottimista sull'andamento dell'opera.
E infatti qualche mese dopo, nell'autunno del 2018, i lavori si bloccano a causa dei problemi di liquidità dell'azienda appaltatrice capofila dell'appalto, il Consorzio Cmc di Ravenna che entra nella fase di concordato preventivo con Anas che oltre a sollecitare la ripresa aveva proposto la possibile risoluzione contrattuale.
Dopo la "minaccia" dell'ente nazionale per le strade era intervenuta Itinera per subentrare a Cmc e nel febbraio 2019 la stessa Anas aveva confermato la disponibilità per il subentro. Nello stesso periodo era uscita fuori una Ctu per il quale il Tribunale si era dichiarato favorevole alla sospensione da parte di Cmc a causa di un contenzioso aperto tra la stessa cooperativa di Ravenna e Anas, bloccando così il subentro di Itinera. Dopo i 60 giorni di sospensione, i curatori di Cmc avevano chiesto così lo scioglimento del contratto. Nel giugno del 2019, il Tribunale di Ravenna, aveva disposto lo scioglimento dell'associazione temporanea d'impresa per l’esecuzione dei lavori e Anas aveva proceduto alla formale chiusura dei lavori del cantiere, con la redazione della contabilità finale delle opere e la predisposizione del relativo stato finale.
Nel giugno del 2021 viene nominato commissario dal Ministero dei Trasporti l'ingegnere Matteo Castiglioni e nel 2022, cioè 4 anni dopo le problematiche occorse alla Cmc, l'azienda ICI Italiana Costruzioni Infrastrutture S.p.a. si era aggiudicata il bando disposto di Anas e si inizia a parlare del secondo lotto. Una chimera.
Nel frattempo anche la stessa Ici inizia a versare in una situazione di difficoltà. Con il cantiere che si ferma ancora una volta e i pochi lavoratori rimasti a presidio dello stesso che rimangono senza stipendio e cassa edile. Pagate poi in parte da Anas.
Dopo un lungo tira e molla con una procedura di ricomposizione del debito al Tribunale di Roma (iter concluso nel luglio 2025 con la cessione da parte di ICI di alcuni rami d'azienda), Anas aveva proceduto con le formali contestazioni all’appaltatore, avviando la procedura di risoluzione del contratto dopo che il Palazzo di giustizia romano aveva respinto il piano concordatario della società. Con la rescissione Anas aveva così avviato le procedure per far subentrare la seconda impresa classificata nella gara d'appalto originaria il Consorzio Infratech.
A questo punto dopo il subentro il cronoprogramma prevede entro la fine del 2026 il varo delle travi del viadotto Sansobbia e nel 2027 la rotatoria di fine lotto in via Saettone ad Albisola, e nuove opere nell’area della galleria Basci. È inoltre prevista una prima fase dei lavori strutturali, idraulici e impiantistici della galleria San Paolo, con interventi su ventilazione, illuminazione e sistemi antincendi e il completamento dello svincolo Letimbro. Spazio poi alla prima fase dello svincolo Miramare, la prima fase degli interventi strutturali, idraulici e impiantistici della galleria Cappuccini, il varo dell’impalcato di via Turati e contestualmente il miglioramento dell’accesso dove i lampioni esistenti saranno sostituiti con nuovi corpi illuminanti a LED.
Ecco, via Turati. Già. Perché nella notte del 21 ottobre si è verificato il cedimento di una porzione di paratia del cantiere. Facendo di fatto crollare un tratto di via Famagosta una delle arterie principali di Savona. Con tutto il materiale caduto all'interno dello svincolo Miramare. Di fronte proprio ad un'altra paratia, a due passi da uno degli ultimi palazzi di via Turati. Facendo ripiombare nell'ansia e nella preoccupazione gli abitanti.
Senza contare che solo per un miracolo, un caso fortuito, un operaio di Sea-S mentre era al lavoro, di notte, non ha rischiato di volare insieme al camioncino giù nel cantiere trascinato insieme alle macerie.
Prima di tutta la stucchevole annuncite politica e non che si è susseguita, dai continui cambi di programma, le tanto discusse opere accessorie, necessarie, sì, come il ribaltamento del casello albisolese, dai molteplici comunicati stampa, uno, giusto ieri, per dire, ci vuole solo una presa di coscienza. Ciò che è stato fatto, ormai è passato, chiaro, dopo 14 anni, va rivisto, perché ne va dell'incolumità delle persone, di chi ormai ne ha sentite troppe.
Le date non servono veramente più.












