Mallare entra sempre più nel circuito del turismo outdoor e lo ha fatto anche attraverso una vetrina internazionale come il Campionato del Mondo UCI di Enduro ed E-Enduro, che lo scorso fine settimana ha visto protagonisti i sentieri della Finale Outdoor Region e, per la prima volta, anche il Little Dog di Mallare, scelto come sede di una delle prove speciali.
Un appuntamento che, per il Comune, ha rappresentato un'importante occasione di promozione del territorio e conferma il percorso intrapreso negli ultimi anni per valorizzare la rete sentieristica e il turismo legato alle attività all’aria aperta.
"Siamo in una posizione in realtà strategica, nel senso che siamo a pochi chilometri dal mare, ma siamo anche nel pieno del verde. Infatti noi amiamo definire il Comune di Mallare come uno scrigno verde nell'entroterra savonese", spiega il sindaco Flavio Astiggiano, sottolineando una caratteristica che può rappresentare uno dei punti di forza del paese. Non a caso, il punto dedicato ai tifosi allestito proprio dai volontari mallaresi sulla Colla di San Giacomo, territorio condiviso con Orco Feglino, Rialto e Calice Ligure, è stato uno dei successi per gli appassionati recatisi sui sentieri della competizione iridata.
"Il Comune ha investito e sta investendo tantissimo, sia per quanto riguarda la gestione appunto dei sentieri, sia per quanto riguarda anche il cercare di promuovere il territorio", spiega il primo cittadino. In questo senso, la presenza di una manifestazione internazionale come il Campionato del Mondo ha significato "una grandissima opportunità per cercare di attirare persone a Mallare, di far conoscere il nostro paese, il nostro territorio, tutto ciò che di bello c'è da vedere e da fare a Mallare".
A sostenere questo percorso c’è anche Mallare Outdoor, associazione impegnata nella gestione e nella valorizzazione dei sentieri. "Abbiamo un'associazione molto importante che si occupa di outdoor, che è Mallare Outdoor, e sta gestendo quelli che sono i sentieri, la rete sentieristica", prosegue Astiggiano.
L'obiettivo va però oltre il singolo evento e si inserisce in una strategia più ampia che coinvolge buona parte del territorio del più profondo entroterra savonese. Un'economia legata al turismo outdoor che è uno degli strumenti attraverso i quali raccontare un territorio diverso rispetto agli stereotipi legati al suo passato industriale e alle problematiche ambientali che lo hanno caratterizzato. "Noi stiamo puntando tantissimo sull'outdoor, sia noi sia anche i nostri Comuni vicini e limitrofi - sottolinea Astiggiano - Quindi assolutamente un turismo che stiamo cercando di valorizzare con tutto quello che abbiamo. Non esiste soltanto una Val Bormida legata a quelle che possono essere vicende anche del passato, che hanno visto purtroppo alcune problematiche ambientali".
La prospettiva, invece, è quella di una valle che vuole cambiare narrazione e valorizzare le proprie risorse. "Esiste una Val Bormida viva, giovane, una Val Bormida che vuole crescere tantissimo e che sta puntando a valorizzare quello che è il suo territorio", conclude Astiggiano.