Si aprirà il 4 marzo 2027 davanti al tribunale collegiale di Perugia il processo a carico di Corrado Brin, 62 anni, accusato di minacce gravi e diffamazione aggravata nei confronti di Silvia Albano, giudice della sezione immigrazione del tribunale civile di Roma.
Secondo l’accusa, nell’ottobre 2024, dopo la sentenza sui centri per il rimpatrio (Cpr) in Albania, la magistrata avrebbe ricevuto tre e-mail nel giro di pochi giorni, contenenti insulti e minacce di morte. Tra le frasi contestate: "Spero che qualcuno ti spari molto presto, sarà un giorno di festa" e "I magistrati eversivi e golpisti devono essere fermati con il piombo per salvare la democrazia".
All’uomo, militante di estrema destra, è stata notificata la citazione diretta a giudizio. È difeso dall’avvocato Cristiano Mancuso.
Il 62enne era già finito sulle cronache locali per un episodio avvenuto allo stadio della Cairese intitolato al padre, Cesare Brin, ucciso da Gigliola Guerinoni nel 1987. In quell’occasione avrebbe fatto irruzione nell’impianto, devastando gli spogliatoi.
L’uomo aveva rivendicato il gesto come forma di protesta contro la presenza in campo di una squadra composta da giovani immigrati.