I consiglieri di "Borgio Verezzi x Tutti" esprimono apprezzamento per l'impegno profuso dalle autorità sanitarie per il monitoraggio della qualità dell'acqua e per l'apertura a uno screening epidemiologico, ma una crisi di questa portata non possa essere gestita e risolta esclusivamente con le forze del Comune e del gestore locale: "Tre mesi di ulteriore attesa rischiano di stremare il tessuto sociale ed economico del paese"
"Premesso che la gravissima situazione di inquinamento da PFAS che ha colpito l'acquedotto di Borgio Verezzi sta protraendo da oltre un mese disagi intollerabili per la cittadinanza, privati della disponibilità del bene primario per eccellenza, preso atto dell'ordinanza sindacale n. 5 del 23 settembre 2026 che vieta l'uso potabile e alimentare dell'acqua di rete e delle stime attuali che prevedono almeno altri tre mesi per l'installazione e la messa in funzione dei filtri necessari, esprimiamo sincero apprezzamento per il tempestivo e rigoroso impegno profuso dall'ASL e dalle autorità sanitarie, che si sono subito attivate sia per il monitoraggio della qualità dell'acqua sia per l'apertura a uno screening epidemiologico mirato sulla popolazione esposta".
Lo affermano in una nota i consiglieri Gabriele Murrighile, Chiara Salvi e Martino Marinoni, componenti del gruppo consiliare di opposizione "Borgio Verezzi x Tutti".
"L'attenzione alla salute pubblica dimostrata dall'azienda sanitaria locale rappresenta in questo momento un punto di riferimento fondamentale per la nostra comunità - si legge ancora nella nota - Tuttavia, riteniamo che una crisi di questa portata — che impatta pesantemente sulla vita quotidiana di migliaia di residenti, sulle attività commerciali e sull'immagine stessa del nostro territorio — non possa essere gestita e risolta esclusivamente con le forze, le risorse e le procedure ordinarie del Comune e del gestore locale. Tre mesi di ulteriore attesa rischiano di stremare il tessuto sociale ed economico del paese".
"Abbiamo urgente necessità che tutte le sedi competenti si attivino per richiedere la dichiarazione dello Stato di Emergenza, al fine di elevare il livello di gestione della crisi da locale a sovracomunale - sottolineano dal gruppo di opposizione - di coinvolgere ampiamente e con la massima urgenza la Regione Liguria e lo Stato Centrale, affinché la gestione dei PFAS a Borgio Verezzi venga trattata come una priorità di protezione civile e di sanità nazionale; di sbloccare, attraverso i canali emergenziali, poteri straordinari e canali di finanziamento diretti che permettano di bypassare i tempi burocratici ordinari, accelerando la consegna, l'installazione e il collaudo degli impianti di filtrazione per i pozzi contaminati".
"Riteniamo che solo una forte e coesa azione istituzionale, che veda uniti il Comune, la Regione e il Governo, possa dare ai cittadini di Borgio Verezzi le risposte immediate e le soluzioni strutturali che meritano. Restiamo a totale disposizione per sostenere ogni iniziativa che vada in questa direzione", concludono da "Borgio Verezzi x Tutti".