Parte il 3 novembre ad Albenga il progetto "Corpi in scena, anime in ascolto", un laboratorio di teatro sociale promosso dal teatro Dell'Ortica di Genova in stretta collaborazione con il centro di salute mentale di Albenga (ATS Liguria Area 2) con l'obiettivo di promuovere il benessere psicofisico e contrastare lo stigma legato alla salute mentale.
All'interno dell'extra-quotidiano teatrale si crea uno spazio orizzontale dove i ruoli prestabiliti non esistono più; operatori ed utenti condividono lo stesso spazio scenico su un piano di parità espressiva.
Il progetto è stato reso possibile grazie ad una donazione dell'associazione culturale no-profit di Albenga "Fieui di Caruggi".
Gli spazi dedicati al laboratorio sono stati generosamente concessi dall'amministrazione Comunale di Albenga e dalla Fondazione Gian Maria Oddi.
Il laboratorio che avrà una durata iniziale di 4 mesi, sarà curato da Mirco Bonomi, attore esperto e teatroterapeuta del Teatro dell'Ortica di Genova e da Valentina Papalia, teatroterapeuta e tecnico della riabilitazione psichiatrica coadiuvata da Elisabetta Abbattista (infermiera) e dall'intera èquipe del centro di salute mentale di Albenga.
"Questi quattro mesi di sperimentazione rappresentano un importante punto di partenza: l'auspicio è che i frutti di questo progetto pilota consentano di consolidare l'iniziativa e darle continuità nel tempo, continuando a far crescere il nostro territorio insieme - spiegano da ATS Liguria – Area Sociosanitaria Locale 2 - Il laboratorio coinvolgerà operatori e utenti del Centro di Salute Mentale, che condivideranno il lavoro teatrale senza ruoli prestabiliti e sullo stesso piano. Attraverso esercizi, voce, movimento e attività espressive, i partecipanti potranno esplorare nuove modalità di comunicazione, conoscere meglio se stessi e costruire relazioni in un ambiente protetto e accogliente. L'obiettivo non è quello di intervenire sui singoli sintomi, ma di creare occasioni di incontro, ascolto e partecipazione, utilizzando il teatro come strumento per promuovere il benessere psicofisico e una cultura della salute mentale libera da pregiudizi e discriminazioni.
"I quattro mesi di sperimentazione rappresentano una prima importante occasione per verificare le potenzialità del progetto e costruire le basi per una sua possibile continuità nel tempo - concludono - L’iniziativa conferma il valore di percorsi che affiancano agli interventi sanitari tradizionali attività capaci di favorire la partecipazione, le relazioni e l'inclusione sociale".