Finalese - 30 ottobre 2026, 09:33

Oratorio laico di Finalpia, il consigliere Guzzi: "Coi fondi del Governo il progetto sarebbe potuto diventare un modello"

L'esponente di minoranza torna sulla questione e accusa la maggioranza di non aver creduto nell'iniziativa. Bocciato un nuovo ordine del giorno per riaprire il confronto con la Parrocchia

Il nuovo stanziamento del Governo a favore degli oratori riaccende a Finale Ligure la polemica sul progetto “Oratorio Laico”, promosso dalla precedente amministrazione per il recupero dell'oratorio di Pia di Don Carlo e per la successiva realizzazione di un progetto educativo e sociale rivolto ai giovani.

A riportare la questione in Consiglio comunale è stato nella seduta di ieri (29 ottobre, ndr) il consigliere di minoranza Andrea Guzzi, che ha presentato un nuovo ordine del giorno con l'obiettivo di recuperare l'iniziativa e riallacciare i rapporti con la Parrocchia di Pia. La proposta è stata bocciata dalla maggioranza. La discussione è inoltre arrivata quando il bando cui faceva riferimento l'atto risultava ormai chiuso.

Secondo Guzzi, le nuove misure nazionali dimostrerebbero l'attualità dell'impostazione alla base del progetto finalese. Il Governo ha infatti stanziato 6,5 milioni di euro per iniziative legate alla funzione educativa e sociale degli oratori, comprese attività di formazione degli operatori, sperimentazione di nuove metodologie e progetti educativi e sportivi. A queste risorse si aggiunge una misura da 50 milioni di euro per la riqualificazione infrastrutturale degli oratori.

È in questo quadro che la minoranza torna a contestare la decisione dell'amministrazione di ritirare l'accordo sottoscritto nel 2023 tra Comune e Parrocchia di Pia. L'intesa prevedeva un primo investimento comunale di 600 mila euro per il recupero dell'oratorio, in cambio della possibilità per il Comune di utilizzare la struttura per 30 anni.

"Le buone iniziative non hanno colore politico, sono virtuose da qualsiasi parte esse possano arrivare. Continuare a credere nei buoni progetti anche se pensati ed avviati da altri è segno di intelligenza, umiltà e visione. Così non è stato purtroppo per il progetto denominato 'Oratorio Laico', il recupero strutturale dell'oratorio di Pia di Don Carlo cui sarebbe seguito un progetto per sostenere e valorizzare la funzione educativa e sociale degli oratori, promuovendo la diffusione della pratica sportiva come strumento di crescita, inclusione e partecipazione".

Per Guzzi, il valore dell'iniziativa non sarebbe stato limitato al recupero dell'immobile, ma avrebbe potuto trasformare l'oratorio in uno spazio più ampio di aggregazione e partecipazione giovanile. "Gli oratori possono essere al centro di un più ampio progetto rivolto ai Giovani. Una rete di Spazi aperti per esprimersi nello sport ma anche di formazione, socialità ed attenzione ai bisogni di chi spesso si sente appartenente ad una parte di Comunità non ascoltata e non compresa".

"Oggi il Governo italiano (tra l'altro dello stesso colore politico di una parte della maggioranza finalese) stanzia contributi pari a 6,5 milioni di euro - continua - risorse destinate a sostenere la formazione degli operatori impegnati nelle attività educative e sociali, la realizzazione di ricerche e sperimentazioni su metodologie innovative volte a rafforzare l'efficacia degli interventi e lo sviluppo di progetti educativi, anche interdiocesani, finalizzati all'istruzione, alla formazione e alla pratica sportiva, comprese le attività scolastiche curricolari".

Per la minoranza, l'eventuale rilancio del progetto potrebbe inoltre coinvolgere le altre realtà parrocchiali del territorio, su praticamente tutti i rioni. "Abbiamo presentato un nuovo Ordine del Giorno (che però si discute tardivamente a bando ormai chiuso) per tentare di recuperare l'iniziativa e riallacciare i rapporti con la Parrocchia di Pia, sperando non sia troppo tardi. Tale iniziativa, se non portata avanti dall'Ente Comune, potrà essere avviata anche dalla Parrocchia anche nel prossimo futuro (verosimilmente il bando sarà riaperto anche l’anno prossimo per il 2028), e non solo da quella di Pia, ma anche di Marina e del Borgo o di Varigotti, ma di certo la collaborazione tra queste due realtà potrebbe essere decisiva per raggiungere l'obiettivo".

L'obiettivo indicato da Guzzi è dunque quello di trasformare l'esperienza di Pia in un possibile modello per l'intero territorio. "Il modello che si voleva concretizzare sarebbe poi stato utile anche per le altre parrocchie del territorio, saremmo stati un esempio da seguire. Ennesima occasione persa per la Città".

Redazione