Una mattinata nel segno della memoria, con il ricordo dei sei partigiani trucidati al Priamar nel 1944 e la consegna delle Medaglie d’Onore ai familiari di quattordici cittadini deportati e internati nei lager nazisti. Un unico percorso commemorativo che, nel giorno dell’82° anniversario dell’eccidio del Priamar, ha riunito in Prefettura istituzioni, associazioni e familiari delle vittime.
La giornata si è aperta con la commemorazione al Fossato del Priamar dei sei partigiani savonesi uccisi all’alba del 1° novembre 1944: Giuseppe Baldassarre, Pietro Cassani, Luigia Comotto, Paola Garelli, Franca Lanzoni e Stefano Peluffo. Dopo la deposizione della corona al Monumento ai Caduti, la cerimonia è proseguita in Prefettura, dove è stata inaugurata la targa dedicata a Francesco Bruzzone, prefetto di Savona durante la Liberazione, un momento già al centro della cerimonia odierna.
A seguire, il momento dedicato alle Medaglie d’Onore conferite dal Presidente della Repubblica ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti. Le quattordici onorificenze sono state consegnate dal prefetto di Savona Grazia La Fauci ai familiari degli insigniti. Sei riguardano cittadini di Villanova d’Albenga: Carlo Bottaro, Antonio Della Valle, Giovanni Ferrari, Antonio Passerino, Ugo Ravagnani e Sabino Sabini. Le altre onorificenze sono state assegnate a cittadini di Savona, Stella, Bergeggi, Loano e Spotorno.
Per l'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci si è trattato anche del risultato di un lavoro portato avanti per ottenere i riconoscimenti destinati ai cittadini villanovesi. Alla cerimonia erano presenti il presidente dell'ANCR, cavaliere Franco Scrigna, il vicepresidente cavaliere Giampaolo Usanna e il segretario Tamara Grossi.
"Oggi è una giornata fantastica e di straordinario valore umano e storico - ha sottolineato Scrigna - Vedere negli occhi dei familiari la commozione per il ricordo dei propri cari ci riempie il cuore e dà un senso profondo al lavoro quotidiano della nostra Associazione".
Il presidente dell'ANCR ha quindi richiamato il significato delle onorificenze: "Queste medaglie non sono soltanto pezzi di metallo, ma il simbolo vivo del sacrificio di uomini che non hanno piegato la testa di fronte alla barbarie dei lager". Da qui l'appello a conservare e trasmettere il ricordo alle nuove generazioni, perché la memoria non rimanga confinata alla celebrazione, ma continui a rappresentare un patrimonio civile.
Il significato della giornata è stato richiamato anche da Simone Falco, presidente della sezione ANED di Savona e provincia, che ha sottolineato il valore della memoria come patrimonio da trasmettere nel tempo. "Con questa giornata inviamo alle future generazioni il messaggio che la memoria della Resistenza e della deportazione è una memoria “'viva' e non statica", ha affermato Falco, evidenziando come, anche a distanza di 82 anni, il ricordo debba continuare a essere portato avanti.
È questo il filo conduttore che ha unito i diversi momenti della mattinata: il ricordo dei partigiani uccisi al Priamar, delle vittime della deportazione e di quanti presero parte alla lotta di Liberazione. Una memoria che passa attraverso le storie personali delle vittime e dei loro familiari, ma che assume anche un valore collettivo per l'intera comunità.
La consegna delle Medaglie d’Onore ha così affiancato la commemorazione dei martiri del Priamar, riportando al centro della cerimonia le vicende di uomini e donne che vissero la guerra, la deportazione e la Resistenza. Un patrimonio di memoria che, attraverso le istituzioni e le associazioni, viene affidato alle nuove generazioni perché continui a essere conosciuto e ricordato.emoria.