È andato deserto il bando di gara per l'ex Invidia di Varazze.
Nessun soggetto ha infatti presentato offerte per la riqualificazione e la concessione dello storico disco-bar di Corso Matteotti chiuso dal 2018.
Il termine per la presentazione delle domande scadeva proprio oggi con l'apertura delle buste che era prevista per la giornata di domani, martedì 3 novembre.
Il Comune aveva disposto una proroga dopo che lo scorso 21 settembre aveva ricevuto una comunicazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Liguria la quale accertava che l’immobile non presenta i requisiti di interesse ed è escluso dalle disposizioni di tutela. Accertando che l'ex locale varazzino non è ad oggi sottoposto ad un vincolo monumentale.
Gli operatori interessati avevano la possibilità presentare un progetto di ristrutturazione e valorizzazione che comprendesse sia i 400 metri quadrati del fabbricato sia le aree esterne di circa 228 metri quadrati e che rispondesse alle linee guida approvate dalla Giunta Comunale nel maggio del 2026.
Il progetto avrebbe dovuto avere come obiettivo principale quello di recuperare la configurazione architettonica originaria dell’edificio, eliminando gli elementi incongrui e i corpi aggiunti nel tempo, restituendo al bene un’immagine coerente con il suo valore storico.
Dovevano essere indicati, inoltre, i percorsi con abbattimento delle barriere architettoniche, le connessioni con il tessuto urbano circostante, il piano di riqualificazione e manutenzione delle aree verdi di competenza nell’area perimetrale e di realizzazione di un impianto di illuminazione nel tratto retrostante la struttura.
Per l’assegnazione della concessione, che avrebbe potuto avere una durata da 6 a 20 anni, avrebbero potuto essere valutati non solo il progetto di riqualificazione, ma anche la proposta gestionale, la sostenibilità economico-finanziaria dell’intervento e la capacità di generare una ricaduta positiva per la città sotto il profilo turistico, commerciale, sociale e occupazionale.
La concessione sarebbe stata affidata al soggetto che sarebbe riuscito a garantire il miglior standard qualitativo del progetto, la migliore organizzazione dei servizi, il miglior piano di investimenti economici e la migliore ricaduta in termini di interesse pubblico.
Il bando di gara richiedeva agli operatori che avrebbero partecipato al bando un cronoprogramma preciso, dalla sottoscrizione della concessione all’avvio della gestione, una volta ultimati i lavori.
Il concessionario futuro avrebbe dovuto avviare i lavori entro 30 giorni dall’ottenimento di tutti gli atti abilitativi necessari ed entro 30 giorni dalla stipula della concessione doveva mettere in sicurezza l’edificio e svuotarlo da tutti i rifiuti e arredi presenti. Uno degli aspetti presi in considerazione dalla gara era la durata dei lavori: sarebbe stato assegnato un punteggio maggiore ai progetti che prevedono meno di 360 giorni dall’avvio alla conclusione.
L’attività sarebbe stata avviata entro 60 giorni dall’ultimazione della ristrutturazione.