Albenganese - 04 novembre 2026, 14:33

Albenga celebra il 4 Novembre, Tomatis: "Ricordare significa scegliere la pace"

Il sindaco richiama il valore della memoria, il sacrificio dei caduti e i principi della Costituzione: "Il patriottismo che vogliamo è quello che unisce, non quello che divide"

Albenga celebra il 4 Novembre, Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate, con un richiamo al valore della memoria storica, alla pace e alla responsabilità di ciascun cittadino nella costruzione del futuro. Nel suo intervento, il sindaco Riccardo Tomatis ha ricordato il sacrificio di chi ha perso la vita nei conflitti, sottolineando l'importanza di trasformare la commemorazione in un impegno concreto per la comunità e per le nuove generazioni.

"Oggi celebriamo il 4 Novembre, una giornata che affonda le radici nella storia del nostro Paese e nella coscienza civile di tutti noi", ha esordito il primo cittadino, richiamando il significato della ricorrenza, che ricorda le Forze Armate, l'Unità Nazionale e la fine della Prima guerra mondiale.

Proprio sulla conclusione del conflitto si è soffermato Tomatis, precisando di voler sottolineare la parola "fine", più che quella di vittoria. "Nelle guerre non ci sono né vincitori né vinti. Perdono tutti", ha affermato, rivolgendo quindi il pensiero ai caduti di tutte le guerre, al sacrificio di intere generazioni e alle sofferenze di milioni di persone che hanno conosciuto il dolore del conflitto, la lontananza dagli affetti e, troppo spesso, la perdita di ogni speranza.

Alla luce degli avvenimenti internazionali, per il sindaco celebrare il 4 Novembre conserva il suo valore soltanto se la memoria non si riduce a una semplice cerimonia o a un esercizio formale, ma diventa una responsabilità condivisa nei confronti della comunità e delle generazioni future.

"La storia è sempre una brava maestra, siamo noi che non siamo stati dei bravi allievi. Impariamo, sulle basi del passato, a costruire il nostro futuro", ha dichiarato Tomatis, sintetizzando il senso del proprio intervento in una frase: "Ricordare significa scegliere la pace".

Una pace che, ha precisato, non deve essere interpretata come una forma di debolezza, ma come una scelta responsabile di chi riconosce il valore della vita umana e si impegna per evitare il ripetersi degli orrori della guerra.

Nel suo discorso, il primo cittadino ha collegato la memoria dei conflitti ai principi fondamentali della Repubblica. "Da quegli orrori, da quelle macerie è nata la nostra Costituzione, i cui valori essenziali sono la libertà, l'uguaglianza, la solidarietà e la giustizia sociale", ha ricordato.

Celebrare il 4 Novembre significa quindi anche difendere la democrazia, contrastare l'indifferenza, combattere le disuguaglianze e promuovere una società nella quale nessuno si senta escluso.

Un passaggio che si lega alla riflessione sul significato dell'identità nazionale. "Il patriottismo che noi vogliamo è quello che unisce, non quello che divide", ha sottolineato Tomatis, descrivendo un sentimento di appartenenza fondato sull'amore per la storia, il territorio, la lingua e la cultura italiana, ma anche sulla capacità di accogliere, rispettare le differenze e riconoscere a ogni persona pari dignità. "Una comunità è davvero unita quando nessuno viene lasciato solo", ha aggiunto il sindaco.

Nel corso della commemorazione, Tomatis ha rivolto un pensiero alle donne e agli uomini delle Forze Armate e a quanti operano quotidianamente al servizio della Repubblica, spesso lontano dai riflettori, contribuendo con professionalità, dedizione e senso del dovere alla sicurezza, alla solidarietà e alla coesione della comunità.

Un messaggio particolare è stato indirizzato alle nuove generazioni, chiamate a conoscere la storia e a partecipare attivamente alla vita democratica del Paese. "Imparate la nostra storia, fate domande, coltivate il pensiero critico e non rinunciate mai alla partecipazione", è stato l'invito del primo cittadino, che ha ricordato come la democrazia non sia un bene acquisito una volta per tutte, ma viva attraverso le scelte, l'impegno e la responsabilità di ogni cittadino.

Il discorso si è concluso con un appello a trasformare il ricordo dei caduti in un impegno concreto per il presente e per il futuro, proprio davanti al monumento che ne custodisce la memoria.

"Prendiamoci un impegno semplice ma profondo: lavorare per un'Italia più giusta, più solidale e più pacifica". Infine, il saluto conclusivo del sindaco: "Viva le Forze Armate, viva la pace, viva l'Italia".

Redazione