Al direttore - 22 settembre 2019, 19:36

Il Comitato Val Neva e Val Pennavaire: "Aderiamo a Fridays for Future per salvarci dal bitume"

Il Comitato: "No a interessi economici messi davanti alla salute dei cittadini"

La Val Pennavaire (foto di Luciano Rosso)

La Val Pennavaire (foto di Luciano Rosso)

Arriva questa lettera alla nostra redazione:

Tutti si chiederanno come mai gli abitanti della Val Neva e della Val Pennavaire aderiscano alla settimana di mobilitazione per il clima organizzata da “Fridays for the Future”, con un presidio a Martinetto, una piccola frazione di Cisano sul Neva, venerdì 27 dalle ore 18 alle 20.

La loro storia contro il bitume è piccola ma non è unica, ce ne sono tante come la loro, dove il comun denominatore è che i cittadini vengono sempre lasciati soli a lottare per la loro sopravvivenza, per non essere inquinati e avvelenati nelle loro case.

Gli Abitanti della Val Neva e Val Pennavaire, non solo hanno dovuto inviare innumerevoli segnalazioni per il forte disagio odorigeno ma hanno dovuto continuare con un esposto in Procura, (firmato da oltre 600 persone) e con un ricorso al Tar contro l’ampliamento dell’impianto. L’aspetto sanitario è sempre messo in secondo piano rispetto al ritorno economico che le industrie provocano sul territorio, senza considerare l’impatto ambientale, la salute pubblica e la conseguente svalutazione del territorio e delle sue attività agricole e turistiche. Succede in tutta la nazione italiana, da nord a sud, e in tutto il mondo, ma quello che fa la differenza sono i comportamenti della popolazione e la cultura politica.

E’ quindi proprio per contestualizzare il problema della Val Neva e della Val Pennavaire in un panorama più vasto, che è nata l’idea di un presidio a Martinetto in occasione di “Fridays for Future”. Come affermano “Tanti piccoli “orticelli”, unendosi, diventano il mondo e bisogna tenerli puliti, sostenibili e vivibili per tutti noi e per il futuro delle generazioni.” Per lo stesso motivo sono anche fortemente contrari all’atteggiamento distruttivo della Regione Liguria che, non solo con i Parchi, ma anche con il nuovo Piano Cave va contro, non solo alla popolazione locale, ma anche contro al movimento di giovani di tutto il mondo “Fridays for Future”, con il quale, la stessa Regione ha approvato all’unanimità nello scorso Luglio, un appello dove c’era scritto:

“…progettare una riconversione ecologica dell’economia a partire da un radicale mutamento nella produzione e negli usi dell’energia in grado di coniugare traguardi di sviluppo sostenibile e di giustizia sociale senza pregiudicare i cicli naturali e, infine, a richiedere l’esclusione dal “patto di stabilità” delle spese di Regioni e enti locali per la riduzione delle emissioni e all’adattamento al cambiamento climatico, soprattutto per le risorse finalizzate al risparmio energetico, allo sviluppo delle energie rinnovabili e alla messa in sicurezza del territorio contro il dissesto idrogeologico.”

Lettera Firmata

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