Politica - 22 maggio 2009, 18:24

Borghetto: il senatore Menardi (Pdl) incontra gli elettori

Borghetto: il senatore Menardi (Pdl) incontra gli elettori

Il senatore Giuseppe Menardi, candidato del Pdl al Parlamento Europeo nella circoscrizione Nord-Ovest, domani sarà presente in Liguria per un primo tour elettorale. Tra gli appuntamenti è previsto un incontro con gli elettori alle 10.30 a Borghetto S. Spirito e Toirano.

 

 

 

<B>Intervista a Menardi</B>

Il senatore Giuseppe Menardi è candidato al Parlamento europeo per il Popolo della Libertà nella nostra circoscrizione del Nordovest. Cuneese, 55 anni, sposato, un figlio, è ingegnere, laureato al Politecnico di Torino. E' stato sindaco di Cuneo dal 1990 al 1995, è conosciuto per avere importato nella Granda le "rotonde" per snellire il traffico. Senatore da tre legislature (An-PdL) è attualmente vicepresidente della Commissione Lavori pubblici e Comunicazioni a Palazzo Madama. Si è fatto promotore dell'iniziativa legislativa e della ratifica del Trattato internazionale Italia-Francia per il raddoppio del tunnel di Tenda. Convinto assertore della necessità di utilizzare i reattori nucleari per la produzione di energia elettrica, ha presentato fin dal 2001 disegni di legge in materia finalizzati al provvedimento (approvato al Senato) che attribuisce la Delega al Governo per la localizzazione di centrali elettronucleari.

 

Lei si definisce candidato del territorio: che cosa significa?

"La mia presenza in Europa vuole dare voce al Piemonte, alla Riviera e in particolare alla provincia di Cuneo, terre di frontiera regionale europea. Questa macroregione va resa protagonista nel contesto europeo, sviluppando a sud delle Alpi le grandi reti di comunicazione per le persone, per il trasporto delle merci, ma anche dell'energia. E il nostro territorio ora ha una straordinaria possibilità: mandare in Europa un proprio rappresentante. Sono l'unico candidato cuneese del centrodestra, ma io guardo oltre gli steccati, mi rivolgo a tutti i cittadini. Insieme, possiamo vincere questa scommessa".

 

 

Partiamo dal tema dell'energia, suo cavallo di battaglia. Perché lei insiste sull'importanza del nucleare che divide gli italiani?

"L'energia segna la politica estera dell'Europa. Più essa sarà condivisa maggiore sarà la coesione dell'Unione nei confronti degli Stati Uniti, della Russia e del mondo arabo, ma anche verso l'Asia e la Cina in particolare. In questo scenario l'Europa deve essere univoca nella ricerca della indipendenza e sicurezza energetica, conscia delle caratteristiche di trasportabilità, disponibilità, trasformabilità e impatto ambientale dell'energia. Non può persistere una situazione in cui gli Stati d'Europa sono divisi e resi antagonisti dai rispettivi fornitori o che un Paese come l'Italia sia privo di centrali nucleari e che altri, ad esempio la Francia producano la propria elettricità per più dell'80% con l'atomo".

Da ingegnere, lei ha molto a cuore le infrastrutture, i collegamenti. A che punto siamo?

"Con uno slogan potrei dire che dopo il Tenda, dobbiamo pensare seriamente al Mercantour, che è l'asse decisivo per liberare la provincia Granda dall'isolamento. L'autostrada Asti-Cuneo è in via di completamento, ma se si ferma al capoluogo siamo fritti. Occorre estendere l'arteria verso le grandi reti autostradali francesi attraverso un nuovo tunnel, in Valle Stura. Non è un sogno, il progetto ha l'appoggio di Mercedes Bresso presidente della Regione. Io mi batterò perché si faccia in fretta, trovando le risorse in Europa".

 

Per questo si è candidato a Strasburgo?

"Anche ma non solo. Chi come me è nato nella seconda metà del secolo scorso, è cresciuto in un ambiente in cui la cultura europea era nella quotidianità dell'insegnamento. Già nelle scuole elementari veniva spiegato ai bambini "lo spirito europeo" di De Gasperi, Schuman, Adenauer . E' in questo contesto e con l'entusiasmo per lo "spirito europeo" degli anni giovanili che ho accettato di rappresentare Cuneo e il Piemonte Sud per il Popolo della libertà".

Si è fatto l'Euro, non ancora gli Stati Uniti d'Europa,Perché?

"La comunità europea, poi diventata Unione europea, è nata con carattere più geografico-economico che politico. Ma l'Europa è anche storia, cultura, eredità di valori condivisi. Trovo coerente definire questo concetto culturale dell'Europa con le parole di Papa Benedetto XVI: «Non si può pensare di edificare un'autentica casa comune europea, trascurando l'identità propria dei popoli di questo continente". Sono queste le motivazioni che mi inducono a rivendicare un'Europa sì multietnica ma ispirata ai suoi valori fondanti giudaico-cristiani".

 

 

r.c.

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