- 28 settembre 2009, 11:15

Albenga: obiezione di coscienza, l'appello di Federvita

A seguito delle forti polemiche scoppiate in questi giorni nella provincia di Savona, lanciamo un accorato appello alla intera comunità medico-scientifica italiana della medicina, alla SIGO (Società Italiana Ginecologia e Ostericia), alla FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri) e alla FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani) e tutte le Associazioni di categoria, perché si facciano portavoce autorevole di chiarimenti in merito alla questione della "pillola del giorno dopo", a base di Levonorgestrel. La prescrizione del Levonorgestrel, avendo questo farmaco potenziale effetto antinidatorio, e quindi abortivo, secondo Federvita Liguria, deve rientrare in quelle ragioni per cui un medico può sollevare obiezione di coscienza, secondo il dettato della legge 194/78. Infatti, se la cellula uovo è fecondata dallo spermatozoo, ma non è ancora annidata nell'endometrio, per il giudice Giorgi del Tribunale di Savona, che ha curato per l'ASL savonese le linee guida in merito alla contraccezione di emergenza, non è ancora in atto una gravidanza, e quindi un medico è obbligato a prescrivere il Levonorgestrel, mentre per Federvita Liguria siamo già di fronte ad un embrione formato da cellule, e quindi il medico può appellarsi all'obiezione di coscienza". Lo dichiara Eraldo Ciangherotti, presidente di Federvita Liguria.

" «Se non è annidato l'ovulo, dove sta l'aborto?» ha dichiarato questa mattina Fiorenza Giorgi, giudice del Tribunale di Savona, in un'intervista rilasciata a Il Secolo XIX. Infatti mentre la Giudice tutelare di Savona prosegue Ciangherotti - vorrebbe spostare l'inizio della gravidanza al momento dell'annidamento dell'embrione sulla parete dell'endometrio, la stessa Casa Farmaceutica Angelini, produttrice anche del Norlevo, smentisce Fiorenza Giorgi sul sito online, affermando, nel capitolo "gravidanza", che la gravidanza ha inizio con il concepimento ("Lo spermatozoo dell'uomo incontra l'ovulo della donna. È qui che ha inizio il concepimento")".

"Se occorrono 5-6 giorni perché l'embrione nella fase della blastocisti raggiunga l'endometrio e altri 7 giorni circa per un adeguato impianto, in quei 14 giorni dal concepimento abbiamo già a che fare con un essere vivente, sulla cui pratica abortiva, si deve garantire la possibilità di obiezione di coscienza. Lo stesso Dottor Massimiliano Monti, ginecologo ligure e membro della SIGO, Società italiana di Ginecologia e Ostetricia, afferma che "L'impianto (dell'embrione, ndr.) termina intorno al 14° giorno dopo la fecondazione (ovvero il 28° giorno circa del ciclo mestruale). Se l'impianto ha successo la gravidanza, iniziata ormai da circa 14 giorni, può continuare". (Monti-SIGO www.ginecolink.net/percorso_non_medici/fecondimpian.htm). Conclude Ciangherotti.

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