"Ancora una volta viene violata la normativa riguardante l'interruzione volontaria della gravidanza. Ancora una volta la somministrazione di un farmaco con potenziali effetti abortivi fa strage di persone. Ancora una volta un medico esercita l'abusiva licenza di uccidere, contrabbandando una pillola per un effetto che non è quello terapeutico previsto. E così muore nella capitale una donna romena, di 40 anni. Insieme a lei muore, pure, il concepito, al settimo mese della gravidanza". Lo dichiara Eraldo Ciangherotti, <B>(nella foto)</B> presidente della Federvita Liguria.
"La donna prosegue Ciangherotti- decisa ad abortire, aveva ingerito infatti una dose eccessiva di pastiglie indicate per curare l'ulcera gastrica, a base di mifepristone, lo stesso componente che costituisce la RU486. Sulla questione del contrabbando del cytotec, Il Giornale già venti giorni fa aveva lanciato un appello denuncia rilevante, con un'inchiesta realizzata proprio nella metropolitana di Milano. Adesso basta. Non si può più fingere di non accorgersi del grave problema. E' vergognoso come le Istituzioni e le ASL locali continuino ad affrontare la questione dell'interruzione volontaria di gravidanza con un silenzio così omertoso. In un momento della storia, quello attuale, in cui da più parti dei nostri rami del Parlamento, si elevano voci a favore dell'utilizzo domiciliare della Ru486, anche in Italia. Lo stato di emergenza in cui versa la maternità disagiata non può più essere trascurato".
"Il Ministro della Salute accolga le nostre pressanti richieste per impegnare risorse a favore della maternità e della vita nascente. Ad oggi, il S.S.N. non tutela la maternità e non garantire la libertà scelta, prevista dalla legge 194/78, ma mette a serio rischio la salute della donna e del concepito, promuovendo tutta la sua azione nel settore materno-infantile, come avviene già nell'ASL 2 savonese, per diffondere solo modalità più sbrigative ed efficaci per interrompere le gravidanze in atto o a rischio". Conclude Ciangherotti.




