Domanda) Sono passati solo quattro giorni dall'annuncio della sua nomina a Dirigente responsabile di tutto il settore pallanuoto, ma la panchina le manca già?
Mistrangelo: "Non è certamente questo il problema anche perché, al contrario di quello che molti non hanno capito, farò molte ore in vasca, addirittura più di prima".
D) Sarà a bordo vasca ma con un altro approccio, non le mancherà l'adrenalina delle grandi sfide?
M- "Si' e no. Si' perché il gusto di certe sfide è insostituibile, no perché sarò teso al risultato non solo della 1^ squadra, ma anche di tutte le giovanili, mi occuperò non solo dei giocatori ma anche degli allenatori e cosi' gioirò delle belle cose che faranno giocatori ed allenatori e patirò degli errori di giocatori e allenatori"
D) Cosa l'ha portata ha questa decisione?
M- "E' una decisione che si meditava da tempo, fin da prima del trasferimento ad Albisola Superiore, ... poi l'emergenza di Luceto, quindi l'esigenza di fare bene a Savona all'esordio e così si è deciso che continuassi in panchina. Quindi da una parte una decisione che viene da lontano, dall'altra sinceramente dico che se è stata rimandata per molti anni avrei preferito fosse rimandata di un anno ancora per chiudere un ciclo con una squadra che si meritava, per tutto quello che ha dimostrato, di giocare ancora un anno ad alto livello in Campionato e in Champion".
D) Quindi Lei si occuperà principalmente dei giovani?
M- "No, assolutamente no. Mi occuperò di tutto il processo di costruzione del giocatore che va quindi dai corsi di pallanuotando fino alla 1^ squadra compresa. Questo comporterà che il mio campo d'azione avrà anche per contenuto l'organizzazione societaria e il lavoro dei dirigenti".
D) Lei ha chiesto che questo progetto, che è a lungo termine, venga supportato da finanziamenti adeguati.
M- "Io non ho chiesto finanziamenti. Quest'anno saró un ministro senza portafoglio perché il budget è già definito, indirizzato ed impostato. Senza poter modificare la struttura del budget non ci può essere indirizzo di politica, ma solo, nella migliore delle ipotesi, dichiarazioni d'intenti. A me non interessa avere in mano nemmeno 1 euro, ma mi interessa dare indirizzi di spesa (ovviamente compatibili) perché sono gli unici che consentono di fare una politica. Senza questo vuol dire che stavamo scherzando e ne prenderò atto".
D) Cosa si sente di dire ai tifosi che sono rimasti sorpresi da questa decisione?
M- "Dico che la loro amarezza per quanto grande non può superare la mia, ma ricordo anche che questo gruppo dirigente ha dimostrato negli anni di fare enormi sacrifici per poter arrivare ad una piscina mantenendo la squadra ad alti livelli. Quindi, al di là della sofferenza che possiamo condividere io ed i tifosi, in me deve prevalere la consapevolezza che non ce l'avremmo fatta a fare un passo oltre che la squadra è indebolita, ma rimane una buona squadra che puó riguadagnare il diritto alle Coppe Europee e, soprattutto, che il ridimensionamento è sopportabile solo se si intraprende una strada magari più lunga e impervia ma che ci dovrà riportare ai massimi livelli".
D) La Rari può dirsi tradita dalla città?
M- "No, non credo proprio. Siamo stati lontani quattro anni eppure la città ha risposto ai nostri appuntamenti più importanti con entusiasmo e se avessimo avuto l'energia per continuare ad alto livello probabilmente avremmo potuto coagulare molto di più di quello che riusciremo a coagulare. Credo che sarà importante far capire che lavoriamo ancora per i massimi livelli: un problema di chiarezza, un problema di comunicazione, un problema di aprire la società a nuovi contributi, ...solo a quel punto potremo eventualmente dire se la città risponde oppure no".
D) E' possibile in futuro un su ritorno in panchina?
M- "Mai dire mai".





