In questo cataclisma economico/finanziario che ci sta cogliendo,molto impreparati ,con una classe dirigente che fa finta di non vedere,che non può e non vuole prendere decisioni “strategiche”,con una base industriale ancora troppo frammentata, anche dimensionalmente, ma soprattutto troppo “inculturata”; si deve ,di brutto, ritornare a pensare ad una formazione efficace per chi guida,basata su un adatto e competente travaso di esperienze piuttosto che su brillanti teorie. Una volta un mattacchione disse: La teoria è dove tutto è perfetto e non funziona niente,la pratica è dove funziona tutto e non si sa perché. Qui siamo al massimo: non funziona niente e non si sa perché.
Al di là della boutade, qui veramente molti piccoli imprenditori non sanno che pesci prendere! Intuiscono che devono fare qualcosa di diverso,ma non sanno cosa . Per di più ruga loro di chiedere aiuto e purtroppo molte volte non sanno a chi, oppure questo chi non è preparato:avrebbe bisogno anche lui. Sono state impiegate risorse enormi,nella formazione anche e soprattutto dall’Europa.
Siamo riusciti ad ahummizzare anche queste. Non è questa la sede per spiegare,ma il risultato è che al momento non solo la formazione è” sputtanata”,ma è anche rifiutata,proprio dai livelli che ne avrebbero più bisogno. D’altra parte abbiamo ucciso anche l’istruzione istituzionale,ottenendo il risultato devastante per la società,che non si seleziona più per merito e per talento,anzi si seleziona alla rovescia. Con le conseguenze che sotto gli occhi di tutti. Riflettiamo: e riconosciamo che non abbiamo per caso questa classe dirigente. Le conseguenze anche su di noi, che ci riteniamo fuori o incolpevoli,sono micidiali. E allora? L’Imprenditore ha per antonomasia il culto della soluzione:è il suo mestiere decidere. Bisogna costruire con le forze d’avanguardia che ci sono, pescando da un patrimonio che stiamo buttando via. Gli anziani non vecchi,pieni di esperienze da travasare e “saggi” Come si diceva una volta i” senes”.
I senes sono la terza età ancora in gamba,che deve trasferire agli Juvenes,i ragazzi in gamba e non mollaccioni,il suo dna esperienziale, affinchè diventi valore aggiunto e non patrimonio buttato. Abbiamo una vasta area da cui pescare “i pensionati che non vogliono tirare i remi in barca”,e una vasta area da formare:” i giovani neolaureati che la piccola impresa non assume.” Ai giovani dobbiamo dare conoscenze che consentano loro di inserirsi subito con umile utilità ,anche in realtà piccole,non roboanti belle costruzioni organizzative, collegate a pretese “fuori posto”. Bisogna trasmettere “Esperienza strutturata” non teoria, o peggio esperienza “modellizata”. Bisogna trasferire storie di decisioni,non modelli di decisioni. Certo sappiamo bene che il massimo sarebbe un buon connubio,dei due filoni,in omaggio al saggio adagio che la pratica vale almeno quanto la grammatica. Forse le difficoltà attuali innescheranno finalmente non sterili riflessioni. Speriamo…..però diamoci da fare! Prepariamoci ad una formazione rivista e corretta,ma indispensabile per sapere cosa fare in un mondo che ci cambia sotto gli occhi tutti i momenti.





