Gli ecologisti lanciano le primarie per il simbolo: per la prima volta la scelta del simbolo non sarà decisa dai dirigenti di partito ma nella società. Si potrà votare nelle piazze o in Rete (www.ecologistiecivici.it). In provincia di Savona le postazioni saranno:
luogo | 29/10/11 | 30/10/11 |
Finale Ligure | 10:00-12:30 e 17:00-19:00 dehor bar Ubuntu, via concezione Finale Ligure | 10:00-12:30 e 17:00-19:00 dehor bar Ubuntu, via concezione Finale Ligure |
Vado Ligure | 10:00-12:30 piazza Cavour 15:00-17:00 banchetto itinerante nel corteo anti-carbone |
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Savona | 10:00-12:30 piazza Sisto | 10:00 - 12:30 piazza Sisto 17:00 – 19:00 nella Sede dei Verdi con aperitivo via Famagosta 10 - Savona |
L'ambizione è costruire una formazione politica con al centro i beni comuni: l'aria, l'acqua, il territorio. Una formazione trasversale a cui per ora partecipano la costituente ecologista, i promotori dell'appello Abbiamo un sogno (5mila adesioni on line), la rete dei sindaci della buona amministrazione (capitanata da Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano, primo comune in Italia - per di più nel milanese - ad approvare un piano regolatore a consumo suolo zero) ed i Verdi. Per ora questo gruppo si chiama ecologisti e civici, ma il nome definitivo - e il simbolo soprattutto - lo sceglierà la gente che questo fine settimna andrà a votare alle primarie di sabato e domenica.
I simboli sono quattro: in tutti ci sono i simboli del girasole e del sole che ride, e il riferimento agli europeans green, i verdi europei, la famiglia di appartenenza.
Al movimento aderiscono volti noti: Luca Mercalli, Mario Tozzi, Giobbe Covatta. E il percorso prevede dei garanti: personalità che non prenderanno la tessera, per usare un termine da vecchia politica, ma verificheranno che tutto si svolga nel modo giusto. Il primo è il leader dei verdi francesi Daniel Cohn Bendit, il fondatore di Slow Food Carlin Petrini, il leader dei movimenti per l'acqua pubblica Riccardo Petrella, la scrittrice Dacia Maraini.
L'assenza di una forza ecologista in Italia si sente in modo pesante e drammatico. In Italia, e ancora di più in provincia di Savona, si investe su carbone e cemento: attività a bassa redditività occupazionale e con grandi costi sociali sulla salute e sull' ambiente. Al contrario si dovrebbe investire sulle energie rinnovabili e sulla prevenzione del dissesto idrogeologico, tutelando l' ambiente e creando occupazione. Gli ecologisti civici vorrebbero finanziare il grande piano di piccole opere che hanno in mente con una drastica riduzione della spesa per armamenti. "Con un grande piano di piccole opere si potrebbero fare centinaia di migliaia di assunzioni a tempo indeterminato", ci dice Michele Dotti, promotore dell'appello Abbiamo un sogno, una vita spesa nel terzo settore (venti volte in Africa per Mani tese) e ora impegnato nella promozione delle reti civiche in tutto il Paese.





