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Attualità | 13 dicembre 2011, 14:53

Regione Liguria: l’Ospedale di Cairo Montenotte non verrà chiuso

Resteranno medicina, una componente riabilitativa e radiologia. Mentre il reparto di chirurgia sarà trasformato in day surgery. Montaldo: "Per la sicurezza dei pazienti è meglio che gli interventi complessi vengano fatti altrove"

Regione Liguria: l’Ospedale di Cairo Montenotte non verrà chiuso

Odg unanime. L’impegno del Consiglio Regionale e dell’assessore Montaldo al termine di un incontro con i sindaci e gli operatori della zona.

All’unanimità il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno bipartisan sulla situazione all’Ospedale San Giuseppe di Cairo Montenotte. Il documento, primo firmatario Stefano Quaini e sottoscritto da consiglieri maggioranza e minoranza, impegna il presidente Claudio Burlando e la Giunta regionale ad intraprendere una revisione del ventilato piano sanitario e ogni atto chiarificatorio circa il futuro e la mission dell’Ospedale San Giuseppe di Cairo, tenendo presente un forte coinvolgimento dei territori, degli amministratori e di tutte le realtà socio assistenziali del territorio ad iniziare dalle pubbliche assistenze di volontari.

Ancora, impegna Burlando e la Giunta a garantire il pronto soccorso; e, infine, a creare un reparto di day surgery di eccellenza che si avvalga di due nuove sale operatorie.

L’ordine del giorno è stato il risultato di un incontro in Consiglio.

Questa mattina, infatti, i lavori dell’Assemblea legislativa sono stati sospesi dal presidente Rosario Monteleone affinché una rappresentanza del Consiglio e della Giunta regionali potessero incontrare i sindaci ed esponenti di associazioni della Valbormida per discutere del futuro dell’Ospedale di Cairo Montenotte.

Alla riunione, coordinata dal vicepresidente del Consiglio Luigi Morgillo, hanno partecipato i consiglieri Michele Boffa, Antonino Miceli (Pd), Roberta Gasco, Marco Melgrati (Pdl), Stefano Quaini (Idv), Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria), Alessandro Benzi (Federazione della Sinistra), Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti Presidente), Ezio Chiesa (Gruppo Misto Liguria Viva) e Matteo Rossi (Sel). E per la Giunta gli assessori Claudio Montaldo e Lorena Rambaudi. 

Assente Renata Briano.

«Siamo venuti in Consiglio regionale per conoscere direttamente dall’assessore alla Salute, Claudio Montaldo, quali sono le reali prospettive della sanità in Valbormida e, in particolare, dell’Ospedale di Cairo Montenotte – ha sottolineato il sindaco di Cairo Montenotte, Fulvio Briano – Chiediamo che l’Ospedale sia realmente potenziato e che l’Assemblea della Liguria affronti il problema della rete dell’emergenza. Siamo al 13 dicembre e non abbiamo ancora la delibera esplicativa dell’Asl 2 Savonese. Non vogliamo assolutamente che l’Ospedale di Cairo Montenotte diventi una Casa della salute e chiediamo che il Pronto soccorso non diventi un punto di primo intervento. Ci sembra che le rassicurazioni della Regione non coincidano con il modo di agire dell’Asl 2».

«L’Ospedale di Cairo Montenotte rivestirà un ruolo significativo – ha detto il vicepresidente del Consiglio, Michele Boffa – In primo luogo con due nuove sale operatorie, e per questo è già stato acceso un mutuo. Due sale operatorie per dare avvio a una day surgery d’eccellenza. L’altra questione importante è il rilancio del reparto di Medicina. Poi dobbiamo trovare subito le risorse per garantire a Cairo Montenotte un organico per un pronto soccorso in zona disagiata».

«Con un bacino di 50 mila persone ci deve essere a Cairo Montenotte un ospedale funzionale, con un pronto soccorso degno di questo nome, perché un punto di primo soccorso non darebbe le risposte adeguate al territorio – ha affermato Stefano Quaini - Poi una day surgery di qualità non può avere solo otto letti. Ci vogliono degli ambulatori forti e non è possibile disattivare l’ambulatorio di diabetologia. Bisogna fare al più presto un tavolo tecnico al fine di arrivare a un chiarimento con l’Asl 2 sulla Val Bormida».

Maurizio Torterolo ha sottolineato che «l’Ospedale di Cairo Montenotte deve rimanere. Il direttore generale dell’Asl 2 dipende dalla Regione. C’è bisogno dei reparti fondamentali, ovvero della chirurgia, della medicina…, e naturalmente anche del pronto soccorso».

Aldo Siri è convenuto sugli interventi che l’hanno preceduto, sostenendo che «una zona disagiata come la Valbormida non può perdere l’Ospedale di Cairo Montenotte».

«Credo che con le rassicurazioni che avete avuto da Boffa e Quaini i residenti della Valbormida possano dormire sogni tranquilli – ha detto provocatoriamente Marco Melgrati - Si è parlato di un Ospedale di Cairo Montenotte forte, con il pronto soccorso, la medicina, la chirurgia, la radiologia e la day surgery. Se i risparmi andranno fatti bisognerà iniziare da Genova».

Matteo Rossi ha aggiunto: «Se si vogliano dare delle risposte nelle zone disagiate bisogna prendere delle decisioni essenziali».

L’assessore alla Salute, Claudio Montaldo ha replicato: (attenzione, ndr) «Faccio fatica a capire le preoccupazioni dei sindaci della Val Bormida perché nessuno ha mai scritto che l’Ospedale di Cairo Montenotte verrà chiuso.

Sarà fatto tutto quello che è stato deciso in Consiglio regionale sei mesi fa.

A Cairo Montenotte ci sarà una medicina, e una componente riabilitativa importante. Resta in attività la radiologia. Si è deciso di trasformare la chirurgia in chirurgia di day surgery. Quindi l’80% della chirurgia che si fa oggi.

Per la sicurezza dei pazienti è meglio che gli interventi complessi vengano fatti altrove.

Abbiamo riconfermato l’impegno a fare due sale operatorie nuove. Poi ci sono le attività ambulatoriali. La discussione è ancora aperta per quanto riguarda un pronto soccorso in zona disagiata. Infine: se la day surgery funzionerà bene potrà arrivare a dieci posti letto».


com.

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