Cresce l’attesa per il faccia a faccia in programma mercoledì con l'assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo, e con il direttore generale dell'Asl 2, Flavio Neirotti, voluto dal sindaco di Cairo Fulvio Briano. La richiesta era stata avanzata dopo l’incontro genovese della scorsa settimana, quando quasi tutti i sindaci valbormidesi insieme ad una sessantina di cittadini e rappresentanti del Comitato sanitario locale avevano presidiato il consiglio regionale.
Un incontro che, a parte il cauto ottimismo del primo cittadino di Millesimo Mauro Righello che ha fiducia nel fatto “che il tavolo tecnico con l’assessorato regionale e con la direzione dell’Asl porti i risultati aspettati”, non aveva soddisfatto nessuno, a partire appunto da Briano, che spiega: “E’ davvero giunto il momento di dare risposte concrete, per fare chiarezza tra quello che dice la Regione, la versione fornita invece dall’Asl e quanto sta realmente accadendo. L’incontro di mercoledì sarà il banco di prova per mettere finalmente nero su bianco quello che sarà il futuro del nostro ospedale. Siamo davvero giunti al momento decisivo in cui ognuno deve assumersi la responsabilità delle proprie azioni, senza scaricare colpe su altri”.
Futuro che appare sempre più incerto. Da una parte ci sono le rassicurazioni di Montaldo, che afferma che “nessuno ha mai detto né deciso che l’ospedale di Cairo chiuderà; anzi, ha settori di medicina internistica e riabilitazione rilevanti, e si trasforma in Day Surgery l’area chirurgica perché serve a garantire la sicurezza dei pazienti. Quanto al Pronto soccorso, ne parleremo in consiglio regionale e ragioneremo sulla definizione di struttura in zona disagiata”. Dall’altra ci sono i continui tagli e trasferimenti di personale, fra ufficiosi ed ufficiali che vanno ad aggiungersi alla fine già annunciata di chirurgia, che vedrebbe il calendario degli appuntamenti per le operazioni fermarsi improvvisamente al 23 dicembre.





