Un Goldoni che deve ancora vivere: il teatro visionario di Maximilian Nisi
A cura di Maximilian Nisi è in scena "GOLDONI INnAMORato" secondo la Compagnia del Barone Rampante di Borgio Verezzi coordinata da Marcella Rembado.
Goldoni formalizza in modo determinante con questa opera il suo passaggio dalla Commedia dell'Arte alla Commedia di Carattere, tanto da indicare che egli stesso si ispira ad una coppia di amici frequentata in occasione del suo soggiorno romano.
Lo spettacolo racconta la storia d'amore e la gelosia di due giovani un po' bizzosi che per insicurezza e scarsa generosità si accapigliano per niente sciupando i momenti migliori dei loro incontri.
Litigi esasperate, gelosie ridicole, ripicche deliranti, vendette insensate.
Nisi dilata i tempi, sostituisce alla comicità di Goldoni l'ironia, scava nelle pieghe del testo, evidenziando in controluce quei sentieri tematici e drammaturgici che raccontano le nevrosi e il decadimento di un'epoca.
Goldoni impone il lieto fine e le cose si accomoderanno, pur con il sospetto che non tutto sia risolto.
All’originalità di quello che appare come un raffinato e a tratti diabolico studio sui caratteri, va anche aggiunta la riflessione dell’autore sulla condizione sociale dei due protagonisti, ovvero nobiltà decaduta e ricca borghesia.
Il testo svolge un ruolo secondario: piena autonomia viene data al teatro. Il ritmo e la musicalità sono preponderanti in uno spettacolo strutturato a tratti come un' opera musicale o un balletto. Attori giovanissimi e di talento ( Edoardo di Cecco, Paola Calcagno, Mattia Rosso, Alessandro Bolzoni, Elia Ottonello, Lorenzo Ferrero, Marco Ugo Gambetta, Cecilia Ferrari, Paola Schiaffino), recitano con grazia e leggerezza seppur stremati dalle deformazioni fisiche e psicologiche dei loro caratteri (incantano Paola Calcagno, un' Eugenia esile ed aristocratica stravolta dalla passione e Marco Ugo Gambetta, un Ridolfo angelico che come Icaro vola danzando su tacchi settecenteschi con leggerezza ironica e poetica).
La trama dello spettacolo è un collage di citazioni. Una lingua non verbale che tanto influisce sulle emozioni.
Le musiche scelte con grande cura, creano la tensione e la drammaturgia. Ritornano in maniera ossessiva come un meccanismo del ricordo. Puro costruttivismo delle emozioni.
Bambole incorniciate (le brave Ilaria Pozzi, Bianca Valenti, Daniela Fiallo, Elisa Sironi, Giulia Pozzi, Sabina Musso, Adelaide Colman, Caterina De Vincenzi, Ginevra De Cia, Beatrice Iannello, Sofia Poli) ripetono meccanicamente gesti rigidi e smorfie artificiose in una scenografia di insolita bellezza firmata da Gabriele Resmini.
Animare ciò che è morto. Spiriti che si incarnano in persone vive. Vecchi-bambini. Un Goldoni che ancora deve vivere (di un candore delizioso è l'anima bambina di Goldoni interpretata da Mattia Ugo Gambetta).
Riferimenti ottocenteschi (elementi di costume e musiche) che vanno oltre la rappresentazione estetica dell'700 e approfondiscono dove era opportuno, secondo l'intento di Nisi, approfondire.
Una roulette russa. Una battaglia di dame del teatro goldoniano. Innamorate impazzite, irrazionali, impaurite, arrabbiate, insofferenti, spaventate, minacciose si contendono il palco per raccontare la loro storia.
Teatro visionario, insomma. A tratti gotico. Ricorda Ibsen, Edgar Allan Poe, Tim Burton.
Consulenza artistica e riduzione teatrale: Maximilian Nisi; coordinamento: Marcella Rembado; scene e costumi: Gabriele Resmini, Giulia Pozzi e i ragazzi del Laboratorio di Scenografia.
I biglietti sono acquistabili all'ingresso dalle ore 20, al costo di 8 euro.
Personaggi e Interpreti:
Medea: Giulia Pozzi
Anima di Goldoni: Mattia Ugo Gambetta
Fulgenzio: Edoardo Di Cecco
Eugenia:Paola Calcagno
Flamminia: Paola Schiaffino, Ginevra De Cia
Lisetta: Cecilia Ferrari
Tognino: Fabrizio Lorenzo Ferrero, Roberto Mattia Rosso
Succianespole: Elia Ottonello
Ridolfo: Marco Ugo Gambetta
Clorinda: Ilaria Pozzi
Le Innamorate
Zelinda: Adelaide Colman
Rosaura: Caterina De Vincenzi
Smeraldina: Daniela Fiallo
Giannina: Beatrice Iannello
Beatrice: Sabina Musso
Giacinta: Sofia Poli
Beatrice: Giulia Pozzi
Rosalba: Elisa Sironi
Mirandolina: Bianca Valenti
Luci: Marco Boccalero
Tecnico del Suono: Pietro Zanella
Arrangiamenti musicali: Marco Ugo Gambetta
Coreografie: Marco Ugo Gambetta
Assistente alla messa in scena: Paola Schiaffino
Segretaria di produzione: Daniela Furlan.
Note di regia:
La donna per Goldoni è un nemico da fuggire, perché maltratta e sfrutta chi riesce a prendere al laccio. L' uomo, preso al laccio, è incapace di comprendere il modo in cui viene raggirato.
Vorrei si respirasse un'aria tesa come se incombesse un temporale. Un'aria claustrofobica e polverosa. Mi piacerebbe che il salotto diventasse una stanza delle torture dove due giovani innamorati (incapaci di comunicare perché immaturi) infelicemente si dilanieranno tormentati dalla gelosia, attraversati da lampi di furore, impantanati in ridicoli trasporti, smarriti in fulminei momenti di tenerezza. Tenterei di spingere alle estreme conseguenze la poesia dei 'sentimenti acerbi' indagata da Goldoni, creando un' aspra, seppur elegante, sottile sinfonia di impulsi e di emozioni dove il tono soffocante, monocorde fin quasi all' ossessione (dato dalla gelosia che vieta all'amore di manifestarsi) lo corrompe, lo invade, lo strangola fin quasi ad ucciderlo.
Proverei a portare Goldoni a una chiarezza contemporanea, svelando il suo sorriso critico, profondo, ed analitico. Le luci, i rumori, i suoni, le musiche, contribuiranno a visualizzare la sciocca e violenta tempesta degli animi dei due protagonisti, con i loro eccessi e la loro manifesta cecità.
Eugenia, tutta asprezze infantili, è un gatto che gioca goffamente e crudelmente con il topo.
Fulgenzio, il topo, dagli impeti adolescenziali è travolto dal suo sentimento gonfio d' acredine e di insicurezza.
Flamminia, paziente e volitiva è veramente esempio di saggezza?
Poi lo zio, la deliziosa Lisetta....Succianespole....
I vizi e gli ozi di un' intera società....





