Attualità - 27 febbraio 2012, 13:27

Ventimiglia sciolta per infiltrazioni mafiose: i documenti e il testo

"E' emersa in particolare la volontà dei vertici dell'ente locale di mantenere rapporti privilegiati con alcune ditte collegate alla locale criminalità organizzata dando luogo ad un intreccio politico - amministrativo - affaristico con un conseguente sviamento dai principi di buon andamento e correttezza dell'azione amministrativa"

Ventimiglia sciolta per infiltrazioni mafiose: i documenti e il testo

Stamane Uominiliberi pubblica integralmente il documento a firma del Capo dello Stato e del Ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, sulle motivazioni che hanno portato allo scioglimento del Comune di Ventimiglia. Ritenendone utile la massima divulgazione lo riportiamo a nostra volta, insieme alla copia OCR del testo del provvedimento.

La "traduzione elettronica" che segue potrebbe contenere errori. Fa fede ovviamente il testo dell'originale allegato in pdf scaricabile QUI

------------------------------ Testo:


Considerato che net comune di Ventimiglia (Imperia), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 27 e 28 maggio 2007, sussistono forme di ingerenza della criminalità organizzata, rilevate dai competenti organi investigativi;

Considerato che tali ingerenze espongono l'amministrazione stessa a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione comunale di Ventìmiglia;

Rilevato, altresì, che la permeabilità dell'ente ai condizionamenti esterni della criminalità organizzata arreca grave pregiudizio allo stato della sicurezza pubblica e determina lo svilimento delle istituzioni e la perdita di prestigio e di credibilità degli organi istituzionali;

Ritenuto che, al fine di rimuovere la causa del grave inquinamento e deterioramento dell'amministrazione comunale, si rende necessario far luogo allo scioglimento degli organi ordinari del comune di Ventìmiglia, per il ripristino dei principi democratici e di libertà collettiva,

Visto l'art 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;

Vista la proposta del Ministro dell'Interno, la cui relazione è allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 3 febbraio 2012;

DECRETA Art. 1

II consiglio comunale di Ventìmiglia (Imperia) è sciolto per la durata di diciotto mesi.

Art2 La gestione del comune di Ventìmiglia (Imperia) é affidata alla commissione straordinaria composta da:

• dr. Giovanni Bruno - prefetto;

dr. Antonio Lucio Garufi - viceprefetto,

dr.ssa Luciana Luciano - dirigente di il fascia, Area I.

Art 3
La commissione straordinaria per la gestione dell'ente esercita, fino all'insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco nonché ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche.

RELAZIONE DEL MINISTRO DELL' INTERNO AL SIG PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

I    

Il comune di Ventimiglia (Imperia), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 27 - 28 maggio 2007, presenta forme d'ingerenza da parte della criminalità organizzata che compromettono la  libera determinazione  e  l'imparzialità dell1 amministrazione,  il buon andamento e il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio per lo stato dell'ordine e della sicurezza pubblica.

Accertamenti effettuati dalle forze dell'ordine presso il porto turistico di Ventimiglia ed un monitoraggio dell'ente, avviato anche in relazione ad esposti riguardanti sia l'amministrazione in carica sia la precedente, avevano evidenziato alcuni elementi circa possibili infiltrazioni e condizionamenti posti in essere dalla criminalità organizzata, fortemente radicata, in quel contesto locale.

In relazione a tali vicende ed al fine di verificare la sussistenza di forme di ingerenza e di infiltrazione delle locali consorterie nei confronti dell'amministrazione comunale, il Prefetto di Imperia, con decreto del 22 luglio 2011, prorogato con successivo decreto del 2) ottobre 2011, ha disposto l'accesso presso il suddetto comune ai sensi dell'art I, comma 4, del decreto legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito dalla legge 12 ottobre 1982, n. 726, per gli accertamenti di rito.

All'esito dell'accesso ispettivo il Prefetto, sentito il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, integrato con la partecipazione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sanremo, ha redatto l'allegata relazione in data 4 gennaio 2012, che costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si dà atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori locali con la criminalità organizzata di tipo mafioso e su forme dì condizionamento degli stessi, riscontrando pertanto i presupposti per lo scioglimento del consìglio comunale.

La relazione prefettizia ha messo in evidenza come il territorio del comune di Ventimiglia sia caratterizzato dalla presenza stanziale di numerosi soggetti legati alla criminalità organizzata che perseguono finalità ed agiscono con metodi tipici delle associazioni mafiose, avvalendosi di un apparato composto da persone inserite nei tessuto sociale in grado tra l'altro di riferire le informazioni acquisite ai vertici decisionali.

In merito a tali aspetti, le stesse relazioni della direzione nazionale antimafia hanno posto in evidenza che il radicamento di tali gruppi sul territorio ha dato luogo ad urta correlata espansione della dimensione affaristica nonché alta loro presenza in attività economiche legali controllate attraverso una fitta rete di partecipazioni societarie. Il crescente volume delle menzionate attività spiega l'interesse di dette organizzazioni di individuare, in ambito locale, specifici referenti politici ed amministrativi.

Tali valutazioni hanno trovato ulteriore conferma in una recente ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Genova il 24 giugno 2011 nei confronti di 20 persone; tra gli indagati per il reato di cui all'art. 416 bis c.p, per aver fatto parte dell'associazione mafiosa operante in alcune città della Liguria tra cui quella dt Ventimiglia, figura anche l'ex vice sindaco del comune.

Le indagini ispettive hanno posto in rilievo la sostanziale continuità tra le amministrazioni succedutesi negli ultimi due mandati, atteso che ben 18 dei 26 attuali amministratori del comune sono al loro secondo mandato, 11 dei quali sono stati eletti nella precedente consiliatura. Vengono inoltre messi in evidenza elementi significativi su collegamenti e frequentazioni tra componenti della compagine elettiva e dell'apparato burocratico con esponenti della locale criminalità.

Significativi elementi in tal senso sono rinvenibili nella documentazione emessa dalla Procura distrettuale antimafia di Genova, nella quale viene rappresentato che le due figure di vertice dell'amministrazione comunale, il sindaco ed il direttore generale del comune di Ventimiglia, hanno frequentazioni con i membri della locale famiglia mafiosa, incontri che sono diminuiti, su suggerimento dello stesso direttore generale, nel corso degli ultimi mesi al fine di eludere le indagini in corso.

La relazione dell'organo ispettivo ha messo in evidenza i diversi atti intimidatori posti in essere nel territorio comunale, in particolare quello concernente l'esplosione di colpi di arma da fuoco contro l'autovettura del direttore generale del comune nel mese di febbraio 2009, episodio che aveva comportato per il dirigente un forte turbamento tanto che lo stesso aveva avvertito l'esigenza di circolare armato

Le modalità con le quali la criminalità organizzata ha posto in essere forme di condizionamento nei confronti di componenti degli organi di governo sono altresì rinvenibili nel contenuto di una lettera acquisita nel corso di una perquisizione domiciliare a carico di un esponente della locale cosca, dalla quale emerge che lo stesso ha minacciato, negli anni scorsi, componenti dell'amministrazione al fine di ottenere favoritismi nell'aggiudicazione di lavori per la realizzazione del porto turistico di Ventimiglia.

Nel testo della lettera viene citato anche un ex consigliere che, come risulta da una relazione del locale comando dei Carabinieri, nel mese di marzo 2009 ha sporto denuncia per aver subito un agguato da parte di soggetti armati mentre rincasava.

Elementi sintomatici di un generale contesto di illegalità e sviamento dell'attività amministrativa possono inoltre evincersi nell'illegittima ed indebita ingerenza delta compagine politica sull'operato degli organi amministrativi, in contrasto con il principio di separazione dei poteri di indirizzo propri degli organi politici da quelli gestionali imputabili all'apparato dirigente.


Viene evidenziato come, di fatto, l'organo esecutivo abbia invaso ambiti di competenza riservati alla dirigenza attraverso l'emanazione di determinazioni di giunta, mai pubblicate e custodite invece in appositi registri, con le quali l'organo di governo non si è limitato ad un'attività di indirizzo, come previsto dalla vigente normativa, ma ha impartito ai dirigenti preposti all'ufficio interessato precise disposizioni. In merito a tali fatti sono peraltro in corso indagini da parte della magistratura contabile.

In tal senso risulta di particolare rilevanza il contenuto di una determinazione dirigenziale, adottata a seguito di una direttiva di giunta con la quale, sulla base di un elaborato tecnico proposto dal sindaco e non, come dovrebbe avvenire, dall'apparato burocratico, è stato dato incarico al dirigente competente di affidare, in via diretta, ad una cooperativa sociale, i lavori per la manutenzione del mercato coperto.

La direttiva in questione risulta altresì illegittima poiché impartita in violazione delle norme che prescrivono, per i servizi con importo superiore a 20.000 euro, il ricorso ad una procedura negoziata con confronto concorrenziale tra almeno 5 operatori.

I menzionati lavori sono infine stati affidati ad una ditta che risulta avere collegamenti con la criminalità organizzata di Ventimiglia.

Gli accertamenti disposti dall'organo ispettivo hanno avuto riguardo alle principali attività poste in essere a far data dal mese di luglio 2007 dall'amministrazione comunale. L'esame dei procedimenti in materia di contratti di appalto di lavori o servizi riferibili all'attuale amministrazione e in alcuni casi per motivi di continuità anche a quella precedente, hanno messo in rilievo aspetti difformi da quanto al riguardo previsto dalle direttive comunitarie e dal codice dei contratti.

L'insieme di tali procedure evidenzia gli elementi sintomatici dell'ingerenza della criminalità organizzata nei confronti dell'amministrazione comunale atteso che alcuni procedimenti, per la loro deviazione dai principi di trasparenza, imparzialità e correttezza, mostrano quei chiari e non casuali indizi di condizionamento da parte della criminalità organizzata richiesti dalla giurisprudenza affinché possano ritenersi sussistenti gli elementi per l'adozione del provvedimento previsto dall'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

E' emersa in particolare la volontà dei vertici dell'ente locale di mantenere rapporti privilegiati con alcune ditte collegate alla locale criminalità organizzata dando luogo ad un intreccio politico - amministrativo - affaristico con un conseguente sviamento dai principi di buon andamento e correttezza dell'azione amministrativa.

La relazione prefettizia si sofferma sull'organizzazione amministrativa assunta dall'ente, in particolare per quanto riguarda lo scorporo del settore tecnico, che è stato sostanzialmente svuotato delle sue funzioni fondamentali successivamente alla costituzione di una società in house. A quest'ultima società sono state affidate le attività concementi la manutenzione ordinaria e straordinaria det patrimonio immobiliare, ìe infrastrutture, l'erogazione dei servizi pubblici, nonché altri compiti istituzionali in precedenza svolti dalle maestranze comunali.

Le stesse maestranze sono state trasferite nella dotazione della società in house.

Aspetti sintomatici del suddetto sviamento dell'attività amministrativa e di un atteggiamento funzionale dell'apparato politico e burocratico agli interessi della locale criminalità sono rinvenibili dalla circostanza che, sin dalla sua costituzione, la società in house ha assunto un atteggiamento di favore per una società cooperativa il cui statuto è stato predisposto nei 2006 in qualità di commercialista dalla stessa persona che, attualmente, riveste l'incarico di direttore generale del comune di Ventimiglia.

L'accesso ispettivo ha messo in rilievo che l'assetto societario della menzionata società cooperativa appartiene a soggetti direttamente riconducibili alla locale famiglia mafiosa come anche evidenziato in una relazione della Procura distrettuale antimafia, nell'ambito della quale sono anche poste in rilievo le frequentazioni del primo cittadino e del direttore generale con esponenti della suddetta famiglia

I primi lavori affidati dalla menzionata società di proprietà comunale nell'anno 2008, subito dopo la sua costituzione, sono stati realizzati proprio dalla cooperativa sociale. Ulteriore circostanza che testimonia il particolare atteggiamento di favore riservato dalla società in house alla società cooperativa è che quest'ultima, benché sia stata fondata nell'anno 2006, ha cominciato ad operare effettivamente solamente nel 2008 ottenendo, ciononostante, il 60% dell'importo totale delle opere appaltate in quell'anno dalla società partecipata dal comune, valori che non sono sostanzialmente mutati negli anni successivi

Alcuni dei suddetti affidamenti risultano peraltro effettuati in violazione della normativa di settore, atteso che avrebbero richiesto il preventivo esperimento di procedure negoziate, in linea con i principi di trasparenza e parità di trattamento.

Risultano evidenti in tati vicende gli elementi di responsabilità dell'apparato politico e burocratico, atteso che il presidente del consiglio di amministrazione di tale società, figura nella quale si concentrano tutti i poteri decisionali, è lo stesso direttore generale del comune, mentre al sindaco che, quale socio unico è al centro di tutte le decisioni strategiche, compete la nomina del presidente, degli altri membri del consiglio di amministrazione nonché l'approvazione del bilancio La stessa "commissione per l'esercizio del.controllo analogo" prevista dall'art 24 dello statuto, composta da cinque consiglieri comunali con compiti di verifica dell'attività svolta dal consiglio di amministrazione, non ha di fatto esercitato il potere - dovere di controllo alla stessa conferito.

Ulteriori gravi e ripetute illegittimità, che hanno contribuito alla penetrazione della criminalità organizzata e al condizionamento dell'attività dell'ente, sono emersi dall'analisi di alcune procedure di appalto o concessioni che hanno evidenziato come la mancanza di un'attività di vigilanza e controllo da parte dell'amministrazione comunale, in particolare nella fase di esecuzione delle opere pubbliche, ha di fatto consentito ad aziende riconducibili ad ambienti controindicati di svolgere lavori per conto del comune

Significativa in tal senso è la complessiva vicenda connessa al rilascio della concessione e successiva convenzione per la costruzione e gestione del porto turistico di Ventimiglia, con annesse strutture commerciali
La società risultata aggiudicatane della realizzazione di tali opere ha affidato gran parte àó lavori ad un'altra società che, a sua volta, attesa la mancanza di attestazione SOA (società organismi di attestazione), si è avvalsa per l'esecuzione degli stessi di un'altra azienda. Nel tempo, in successione, sono susseguiti numerosi ulteriori sub affidamenti.

Gli accertamenti svolti dall'organo ispettivo hanno messo in rilievo che, nonostante il rilevante importo economico delle opere, il comune di Ventimiglia NON ha provveduto a richiedere alla competerne Prefettura, come disposto dalla vigente normativa, la prescritta informazione antimafia nei confronti della società concessionarii dei lavori. Analoga procedura avrebbe dovuto effettuare quest'ultima in relazione alta società alla quale ha successivamente affidato l'esecuzione delle opere.

E' stata conseguentemente accertata un'elisione delle specifiche disposizioni in materia di informazioni antimafia oltreché un venire meno dell'apparato amministrativo, in linea generale, ai doveri di controllo nella fase di esecuzione dei lavori appaltati. Tali circostanze hanno permesso ad aziende, il cu' assetto sociale è riconducibile alla criminalità organizzata, di risultare aggiudicatane o comunque di svolgere, per conto del comune, opere del valore di decine di milioni di euro. Per le suddette violazioni risultano deferiti alla Procura della Repubblica di Sanremo, per abuso di ufficio, il sindaco, il segretario generale ed il dirigente del settore tecnico del comune.

Ulteriori elementi sintomatici di cointeressenze tra compagine politica, apparato burocratico e locale criminalità sono rinvenibili nelle procedure concernenti l'affidamento del servizio di igiene urbana che è stato ininterrottamente svolto dal 2001, sulla base di una serie di proroghe, da una stessa società.

Solo nell'anno 2008, il comune ha bandito una gara per l'affidamento della gestione dei rifiuti urbani alla quale, tenuto conto che la stessa è andata deserta, è seguita un'ulteriore gara largamente innovativa rispetto alla precedente. Atteso che anche in relazione a quest'ultima gara non sono state presentate offerte, l'amministrazione locale ha indetto una procedura negoziata approvando un nuovo capitolato lavori, all'esito della quale l'appalto è stato assegnato a quella stessa società che ha gestito tale servizio a decorrere dall'anno 2001.

Le modalità di tale affidamento non sono conformi a quanto previsto dalla normativa di settore, la quale consente il ricorso alla procedura negoziata solo a condizione che non siano modificate le condizioni previste nella precedente procedura di gara andata deserta. Nel caso di specie, invece, è stato affidato un servizio, per un importo molto rilevante, attraverso una procedura negoziata chiaramente illegittima atteso che le gare precedentemente bandite prevedevano capitolati diversi.

Tale procedimento si è risolto in favore di una società il cui amministratore, come risulta da informazioni pervenute dalla Procura distrettuale antimafia, ha rapporti e cointeressenze con esponenti della locale criminalità organizzata. Ulteriormente significativa è la circostanza che lo stesso direttore generale, nel corso del 2009, con determina peraltro condivisa dalla giunta comunale, ha autorizzato la società in argomento a subappaltare alcuni lavori a quella stessa società cooperativa citata in precedenza, la cui proprietà è riconducibile alla criminalità organizzata.


Aspetti emblematici di una serie di cointeressenze tra apparato politico, burocratico e criminalità organizzata sono stati altresì rivelati dall'esame della procedura concernente l'aggiudicazione del servizio gestione dei distributori automatici di bevande presso gli uffici del comune. Tale appalto è stato affidato ad una società nei cui confronti la Prefettura aveva emesso numerosi provvedimenti ìnterdittivi antimafia, dei quali gli uffici comunali avevano avuto piena contezza.
Il titolare della suddetta società che intrattiene stretti legami e frequentazioni con esponenti della locale criminalità come evidenziato dai contenuti di un provvedimento dell'autorità giudiziaria, risulta peraltro imputato di tentata estorsione aggravata per un'analoga vicenda concernente l'aggiudicazione di un appalto presso una struttura pubblica.

Le vicende analiticamente esaminate e dettagliatamente riferite nella relazione del Prefetto hanno rivelato una serie di condizionamenti nell'amministrazione comunale di Ventimiglia, volti a perseguire fini diversi da quelli istituzionali, con pregiudizio dei principi di buon andamento, imparzialità e trasparenza.

Ritengo pertanto che ricorrano le condizioni per l'adozione del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Ventimiglia (Imperia) ai sensi dell'art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

In relazione alla presenza ed all'estensione dell'influenza criminale, si rende necessario che la durata della gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi


F.to: Ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri

Uominiliberi.it / Savonanews

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MARZO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU